Quesito
Buongiorno Padre Angelo.
Ho una domanda stupida, ma la espongo comunque: Vi chiedo se i sacramentali si possono “muovere” anche attraverso il tempo e lo spazio. Mi spiego meglio. A volte mi capita di ascoltare le registrazioni di TV2000 del Santo Rosario in cui il sacerdote impartisce la benedizione; oppure un sacerdote potrebbe registrare un audio con una benedizione ed inviarlo ad un fedele o gruppo di fedeli, tipo su WhatsApp.
Ora mi chiedo: quella benedizione è invalida perché appartenente ad un tempo passato in cui non si è “vissuto quel momento” oppure può essere considerata valida?
Nel ringraziarVi e nel ricordarvi tutti nella mia povera preghiera per il Vostro importante ministero, Vostro e dei vostri collaboratori, mi auguro per tutti Voi la materna benedizione della Beata Vergine Maria e l’autorevole e paterna benedizione di Nostro Signore Gesù Cristo.
Saluti in Gesù e Maria.
Mattia.
Risposta del sacerdote
Caro Mattia,
1. va ricordato innanzitutto che quando il sacerdote benedice, è Dio che benedice per mezzo suo.
Giustamente un noto scrittore francese aveva potuto esclamare: “Che grande cosa un sacerdote! Quando alza la sua mano per assolvere o per benedire la sua mano in quel momento si confonde con quella di Dio”.
È Dio, pertanto, che benedice per mezzo suo.
2. Questo è il motivo per cui la benedizione, se non può varcare i limiti del tempo, può superare almeno quelli dello spazio.
Ed è proprio per questo che il Papa in alcune circostanze imparte la benedizione “Urbi et Orbi”, vale a dire alla città di Roma e a tutto il mondo, a tutti quelli che si collegano a lui attraverso i mezzi di comunicazione.
Si riceve la benedizione del Papa, ma per ricevere la benedizione di Dio data attraverso colui che fa le veci di Gesù Cristo, in quanto ne è Vicario in terra.
3. Va ricordato anche che la benedizione data da Dio o da un ministro di Dio è sempre un’effusione di doni, una loro moltiplicazione e una loro conservazione.
Sotto quest’aspetto l’effusione di doni legata ad una benedizione cessa con la benedizione stessa in maniera analoga in cui la luce del sole o di una lampada cessa con il tramonto del sole e con lo spegnimento della lampada.
Si potrà registrare la luce del giorno insieme con gli eventi che l’accompagnano e si potrà trasmetterla in differita nelle ore notturne, ma in quel momento non si fruisce direttamente della luce perché non c’è.
4. Tuttavia per la benedizione le cose non stanno semplicemente così perché, come si diceva, quando il sacerdote benedice, è Dio che benedice.
E poiché con Dio ci si può mettere in comunicazione in qualsiasi momento, ci si può servire della registrazione di una benedizione per invocarla nuovamente.
L’efficacia della benedizione in questo caso è tutta legata alla devozione e allo stato di grazia di colui che la invoca.
5. Resta comunque una differenza tra la benedizione invocata personalmente da Dio mentre la si vede in registrazione e la benedizione impartita direttamente dal sacerdote. Perché in questo caso si tratta della celebrazione di un sacramentale il quale porta con sé l’efficacia della devozione della Chiesa. Il sacramentale infatti consegue efficacia “ex opere operantis Ecclesiae”, in forza della devozione di tutta la Chiesa.
Mentre la benedizione ricevuta in differita non è più la celebrazione in atto di un sacramentale, ma un atto personale che invoca la benedizione del Signore attraverso l’aiuto di segni (la registrazione).
Ma l’efficacia di questo atto dipende solo dalla devozione personale di chi la riceve.
È utile anche così perché l’aiuto dei segni può favorire l’incremento della devozione e conseguentemente l’efficacia della benedizione.
Ti ringrazio per la promessa della preghiera e per il bell’augurio che ci hai formulato.
Contraccambiando tutto volentieri, ti benedico.
Padre Angelo
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