Quesito

Buongiorno Padre Angelo,
leggendo la summa theologiae prima parte questione 22 circa la provvidenza mi è sorta una domanda circa il fatto che San Tommaso dice che molti mali sono permessi da Dio per la perfezione dell’universo, per esempio la morte di altri animali per la vita del leone.
La mia domanda è questa: tutto ciò era stato già previsto prima del peccato originale? E quindi Dio ha creato in qualche modo il regno animale in maniera che alcuni mali siano necessari ad altri beni oppure prima del peccato il leone non avrebbe mangiato altri animali?
Cioè il male era necessario e inevitabile nella creazione o poteva esistere una creazione senza il male?
Confidando in una sua soddisfacente risposta come sempre.
Dio la benedica.
Cari saluti.
Emanuele 


Risposta del sacerdote

Caro Emanuele,
1. è necessario distinguere tra male fisico e male morale.
Il vero male è quello morale perché porta alla separazione da Dio, bene sommo al quale, in maniera consapevole o inconsapevole, aspirano tutti gli uomini.

2. Il male fisico talvolta è voluto proprio per la perfezione dell’universo.
Prima del peccato originale i nostri progenitori potevano nutrirsi di tutte le erbe e dei frutti di tutti gli alberi del giardino.
Certo, l’essere consumati come cibo era la loro distruzione, il loro venir meno. Era il male fisico.
Ma la conservazione degli esseri superiori ne richiedeva la necessità.

3. Non c’è da scandalizzarsi per questo se si pensa che se tali realtà non venissero consumate da esseri superiori, verrebbero meno per deperimento e per morte naturale.
Ma questo male è necessario per la perfezione dell’universo, in particolare per la perfezione dell’uomo.
Considerando le cose con maggiorese attenzione, c’è da dire che le varie erbe e i frutti degli alberi conseguono una maggiore perfezione venendo consumati da esseri superiori perché il senso della loro esistenza è proprio questo: di servire al bene dell’universo e in particolare al bene dell’uomo.

4. Ecco il testo di San Tommaso: “Perciò la distruzione e le deficienze delle cose create si possono dire contro la natura particolare di esse; ma rientrano nell’intenzione della natura universale, in quanto il difetto di una ridonda al bene di un’altra, o anche al bene di tutto l’universo; infatti, la distruzione di una cosa segna la generazione di un’altra, e così si conserva la specie.
Essendo, dunque, Dio il provveditore universale di tutto l’essere, appartiene alla sua provvidenza il permettere alcuni difetti in qualche cosa particolare perché non sia impedito il bene perfetto dell’universo. Se infatti venissero impediti tutti i mali, molti beni verrebbero a mancare all’universo; p. es., non vi sarebbe la vita del leone se non vi fosse la morte di altri animali; né vi sarebbe la pazienza dei martiri se non vi fosse la persecuzione dei tiranni. Perciò Sant’Agostino può dire: “L’onnipotente Iddio non lascerebbe trascorrere alcun male nelle sue opere se non fosse tanto potente e buono da trarre del bene anche dal male” (Enchir. 11)” (Somma teologica, I, 22,2 ad 2).

5. Se San Tommaso anziché usare l’analogia del leone che comporta la morte di altri animali avesse usato quella dei frutti delle piante rispetto all’uomo, non avrebbe suscitato alcuna reazione.

6. C’è un altro testo di San Tommaso che è illuminante ed è il seguente: “Dio nulla desidera più della sua stessa bontà: ci sono però dei beni che egli preferisce ad altri. Perciò il male colpa (il peccato), che allontana dal bene divino, Dio non lo vuole in nessun modo.
Invece egli può volere quel male che è un difetto di natura, o il male della pena, quando vuole un bene a cui è unito quel male” (Ib., I, 19,9).

7. Il commentatore italiano di questa parte della Somma, il padre Marcolino Daffara, annota: “Questa dottrina è chiara: nessun male può essere voluto direttamente, di per sé; ma solo in ragione di un qualche bene connesso. Il male fisico può essere voluto indirettamente; e così lo vuole Dio in quanto vuole che ci sia una molteplicità di esseri ad arricchire l’universo”.
Certo Dio poteva creare un mondo diverso, come quello angelico.
Ma, scelto questo mondo, ha previsto anche questo.
Possiamo dire che l’abbia previsto anche in considerazione di Cristo che proprio per la sua passione e morte ha guadagnato per noi il bene della redenzione

Con l’augurio di ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera,

Padre Angelo