Caro Padre Angelo,
Spero che lei prenda in considerazione di rispondere a questa mia domanda anche se dettata più che altro dalla curiosità.
Ho conosciuto due persone più o meno della mia età che hanno viaggiato in altri paesi, in particolare una in America e l’altra in Scandinavia, e mi hanno raccontato di come le messe dei protestanti degli Stati Uniti d’America e della Finlandia siano diverse da quella cattolica. Ora, non è che io voglia condannare nessuno, ma mi è venuta la curiosità di chiederle se sia giusto che un fedele cattolico partecipi alle celebrazioni liturgiche di un’altra confessione religiosa senza l’assenso dell’autorità ecclesiastica?
Cordiali saluti.
Matteo


Caro Matteo,
1. sarebbe strano se uno non si accorgesse della differenza tra le celebrazioni dell’Eucaristia fatte dai protestanti e dai cattolici.
Perché non si tratta solo di diversità cerimoniali, ma di sostanza.

2. A dire il vero i protestanti non parlano di Messa, ma di Cena del Signore o Santa cena, terminologie che di per sé sono giuste, ma che vengono interprete in maniera diversa, e per noi cattolici la loro interpretazione non è solo diversa, ma errata.

3. Esternamente la celebrazione dei protestanti enfatizza la liturgia della Parola e il sermone, in genere abbastanza lungo. Sotto questo aspetto non è assimilabile alla nostra omelia.
Insieme con la parola, viene dato molto risalto alla musica e ai canti.
Ciò che invece non è evidenziato è il carattere sacrificale della Messa, quello che nella Messa viene compiuto con la preghiera eucaristica e in particolare con la consacrazione.
Anzi, carattere sacrificale della Messa dai protestanti viene decisamente negato.
Il fedele cattolico che partecipa ad una liturgia eucaristica protestante  per la prima volta si accorge subito che manca qualcosa e avverte una specie di vuoto, che inizialmente non sa decifrare, ma che ad un esame più attento capisce che tocca l’intimo nucleo dell’Eucaristia.

4. Sotto il profilo dottrinale va rilevato che il mondo protestante non  è unitario, ma al suo interno vi sono non solo sfumature, ma anche sentenze sostanziali diverse.
Lutero ad esempio almeno all’inizio parlava di presenza reale del corpo e del sangue del Sangue, asserendo però che comunque rimangono ancora la sostanza del pane  del vino dopo la consacrazione.
Anzi affermò di “ritenere un’empietà e una bestemmia dire che il pane è transustanziato”.
Ai Valdesi scrisse: “Io voglio credere che il pane e il vino permangono”.

5. Zuinglio va più in là di Lutero e afferma che nell’Eucaristia il pane è un simbolo del corpo di Cristo e la Cena un memoriale.
Con lui Ecolampadio intende le prole di Gesù così: “Questo è il segno del mio corpo”.
Questa teoria simbolista conquistò tutta la Germania del Sud, la Svizzera, la Chiesa di Strasburgo, con Bucero e Capitone.
Così il pensiero protestante sull’Eucaristia rimase spezzato in due.
Anche Calvino respinge la presenza sostanziale del corpo di Cristo, ma insegna che la sua presenza spirituale agisce sui fedeli in virtù dello Spirito Santo.
Il protestante Teodoro di Beza nel De Coena Domini, così sintetizza il pensiero protestante: “Noi riteniamo che c’è una grande differenza tra il pane e il vino ordinario e il pane e il vino della Cena, poiché l’acqua, il pane e il vino soliti sono creature comuni e naturali, quali piacque a Dio di creare; ma il pane e il vino della Cena sono sacramenti, cioè segni e testimonianze visibili del prezioso corpo e sangue del Signore.
Tuttavia diciamo che questo mutamento, in virtù del quale le cose naturali divengono Sacramenti, non tocca la sostanza, che rimane, ma consiste solo in questo: che i segni sono destinati ad un uso totalmente diverso da quello loro naturale: poiché, mentre per natura sono ordinati al nutrimento corporale, divenuti sacramenti rappresentano ciò che nutre spiritualmente”.

6. Accanto a questo, che segna nettamente la distinzione tra la dottrina cattolica e il pensiero dei protestanti, c’è la questione del ministero ordinato.
Per i cattolici è necessaria la successione apostolica e cioè che il potere di consacrare sia stato comunicato da persone che a loro volta l’hanno ricevuto da altre che si congiungono in definitiva agli apostoli e a Gesù Cristo.
Per i protestanti questo non è necessario, proprio perché il pane resta tale e la presenza del Signore è per lo più simbolica.

7. Di fatto dove non ci sono chiese cattoliche non è proibito partecipare al culto protestante, ma badando di non fare confusione di dottrina.
In ogni caso vale quanto prescrive il Codice di Diritto canonico: “§ 2. Ogniqualvolta una necessità lo esiga o una vera utilità spirituale lo consigli e purché sia evitato il pericolo di errore o di indifferentismo, è lecito ai fedeli, ai quali sia fisicamente o moralmente impossibile accedere al ministro cattolico, ricevere i sacramenti della penitenza, dell’Eucaristia e dell’unzione degli infermi da ministri non cattolici, nella cui Chiesa sono validi i predetti sacramenti” (can 844,§ 2).
Ma i protestanti – salvo il Battesimo – non hanno  validi sacramenti.

Ti ringrazio del quesito, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo