Reverendo Padre Bellon,
già altre volte le ho scritto e la ringrazia ancora per le sue risposte, sia pubbliche che private.
Stavolta le scrivo perché ho letto con molto interesse e gratificazione la sua risposta qui. Ciò che vorrei chiederle è quanto segue.
So bene che laddove il sacerdote celebrante mancasse di dottrina resterebbe a supplire, soprattutto per noi fedeli inconsapevoli, la Grazia di Stato, la Fede della Chiesa giacché il rito della Messa non è opera umana o di un pontefice di turno, o del celebrante. Ma laddove si stanno modificando gli stessi pensieri della Chiesa sull’Eucaristia, sulla Divina Presenza, sacerdoti che affermano un pensiero non più dottrinalmente cattolico durante la Messa e sulla Messa, queste messe sono valide, sì o no? Se un fedele se ne rendesse conto è bene per lui andare altrove?
Mons. Luigi Negri nel Natale scorso scrisse pubblicamente su La Bussola che il sacerdote che a Torino aveva messo in dubbio il “Credo” modificandone addirittura il testo, aveva inficiato la validità di quella messa perché era andato proprio a modificare il pensiero della Chiesa in materia dottrinale.
Lo stesso Benedetto XVI allora cardinale e prefetto della CdF, parlando della questione liturgica e del pensiero dottrinale protestante, insinuatosi nella Chiesa: su La trasmissione della fede, terza Conferenza a Notre-Dame 1982, affermava:
“Quando ciò avvenisse, sistematicamente, all’interno stesso della Chiesa, dovremo allora seriamente preoccuparci se un pensiero simile giungesse a toccare la liturgia, perché metterebbe senza dubbio in discussione la validità del dogma della transustanziazione e di tutta la dottrina della Grazia e della salvezza, da parte dei sacerdoti che, celebrando nelle proprie comunità, non fossero più controllati in ciò che dicono e compiono, laddove i vescovi non garantissero più quella vigilanza necessaria affinché la messa conservi tutta la sua validità…”
Sono interventi pubblicati, non le metterò i link, si trovano in rete.
Alla luce di ciò vorrei chiederle, a questo punto: quando è valida la Messa, e quando non lo è più?
Molti sacerdoti rispondono in modo confuso, si distingue sempre il fatto che non debbano cambiare “solo” le parole di consacrazione, ma riguardo al pensiero della Chiesa sembrerebbe bastare l’intenzione che se anche perversa non invaliderebbe la Messa. Ma se così fosse perché la liturgia protestante non fu accolta dalla Chiesa? Non giunse a negare, appunto, la Presenza Reale e il pensiero dottrinale della Chiesa sulla liturgia?
In ragione di ciò come vanno interpretate quelle parole dell’allora Ratzinger?
Ho sentito con le mie orecchie, ma anche di persone che registrano in diretta coi cellulari le stravaganze, addirittura, del canone della messa, prima e dopo la Consacrazione in cui le parole vengono cambiate, cambiando proprio il senso della fede dottrinale insegnata dalla Chiesa. Un esempio devo portarlo, mi perdoni: in una parrocchia del nord Italia un sacerdote ha aggiunto (tutto registrato in originale e reso pubblico in rete), nel canone di Consacrazione queste parole:
“Egli, offrendosi liberamente alla sua passione, prese il pane e rese grazie, lo spezzo, lo diede ai suoi discepoli *”ed alle sue discepole”*, e disse… (..) Dopo la cena, allo stesso modo, prese il calice e rese grazie, lo diede ai suoi discepoli *”ed alle sue discepole”* e disse…”
Dopo la consacrazione ha detto: “Ti preghiamo umilmente: per la comunione al corpo e al sangue di Cristo lo Spirito Santo  *”riunisca tutte le religioni”* in un solo corpo….” è valida questa consacrazione?
La ringrazio per la risposta che vorrà darmi, perché sulla validità di certe messe, comincio davvero a nutrire molti dubbi e di stravaganze ce ne sono tante, come i sacerdoti che stanno usando la materia non valida per la messa, come la pagnotta appena sfornata dal fornaio invece dell’ostia fatta con le dovute regole.
Prego per lei e per questo prezioso servizio che porta avanti, a noi poveri fedeli e approfitto dell’occasione per farle gli auguri una buona e Santa Pasqua.


Carissima,
1. poiché sono molte le risposte che do in privato ai vari visitatori che mi domandano se le Messe cui partecipano sono valide perché i loro sacerdoti non stanno alla disciplina liturgica, colgo l’occasione per dire quali sono le condizioni perché la Messa sia valida.
Potrei dire che essenzialmente sono quattro.
Quattro perché sono quattro gli elementi (le cause) che costituiscono un sacramento: la materia, la forma, il ministro, l’intenzione.

2. Da parte della materia per la validità del sacramento si richiede che il pane sia di frumento e il vino di uva di vite.
Il pane deve essere “triticeo”, cioè di frumento. Gesù stesso si è paragonato al “chicco di grano” (Gv 12,24).
La Chiesa latina usa pane azzimo, non lievitato, perché Gesù ha usato pane azzimo. Infatti ha istituito l’Eucaristia nel giorno in cui nelle case non doveva esserci nulla di fermentato (Es 12,15).
Tuttavia trasgredire questa norma non inficia la validità della consacrazione perché rimane sempre pane.
Il vino deve essere di uva perché così ha fatto Gesù nell’ultima cena (“Io vi dico che d’ora in poi non berrò di questo frutto della vite” Mt 26,29) e anche perché Egli stesso si è paragonato alla vite (“Io sono la vite, voi i tralci” Gv 15,1s).

3. Da parte della forma si richiede che siano proferite le parole che indicano ciò che viene attuato, e cioè la presenza del Corpo e del Sangue del Signore.
Esse, nella loro essenzialità, sono le seguenti: “Questo è il mio Corpo” e “Questo è il calice del mio Sangue”.

4. Da parte del ministro si richiede che abbia ricevuto validamente l’Ordine sacro del presbiterato.
Infatti solo chi ha ricevuto validamente l’Ordine sacro fruisce di quel potere divino che da Cristo è stato trasmesso agli Apostoli e da questi senza interruzione è giunto fino ai nostri Vescovi e Sacerdoti garantendo così la successione apostolica.

5. La quarta condizione è l’intenzione di consacrare e cioè di celebrare la Messa.

6. Se ci sono queste quattro condizioni la Messa è valida, anche se il ministro fosse eretico, scismatico, sospeso a divinis, ridotto allo stato laicale…

7. Venendo a quanto hai scritto devo dire che la sostituzione del  Credo o la sua omissione volontaria non inficia la validità della Messa.
Essa infatti sarebbe valida anche se il prete fosse eretico. A motivo del carattere indelebile che gli è stato conferito, nessuno gli può togliere il potere di consacrare, neanche il papa.
Questi, o anche il Vescovo,  lo può privare dell’autorizzazione di celebrare, può sospenderlo e proibirgli di celebrare.
Ma se il prete disobbediente celebra, quantunque pecchi gravemente, la consacrazione rimane valida.

8. Il Card. Ratzinger nello stralcio della conferenza che hai citato non parla direttamente degli abusi liturgici, ma del pensiero che li può accompagnare.
E dice che questo, se non viene corretto, può portare a mettere in discussione “la validità del dogma della transustanziazione e di tutta la dottrina della Grazia e della salvezza”.

9. In riferimento al prete del nord Italia di cui parli, bisogna dire che  nella prima aggiunta (e alle sue discepole) si mostra ridicolo, oltre che infedele al dato scritturistico, perché nel Vangelo di Matteo si legge: “Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo»” (Mt 26,26).
I discepoli di cui si parla sono gli Apostoli, come si evince chiaramente dal Vangelo di Luca: “Quando venne l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse loro: «Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, perché io vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio». E, ricevuto un calice, rese grazie e disse: «Prendetelo e fatelo passare tra voi, perché io vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non verrà il regno di Dio». Poi prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo…” (Lc 22,14.19).
È chiaro che Gesù ha dato il suo corpo per tutti, anche per le donne.
Ma il potere di celebrare l’Eucaristia l’ha conferito quella sera ai soli Apostoli.

10. Ugualmente anche l’altra espressione “lo Spirito Santo  *”riunisca tutte le religioni”* in un solo corpo….” è equivoca e, come forse quel prete lascia intendere, anche erronea perché lascia intendere una confederazione di religioni.
Ebbene, desiderare che tutti gli uomini costituiscano un solo corpo è il desiderio di Cristo stesso: “E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore” (Gv 10,16).
Ma dalle parole del Signore è evidente che diventeranno un solo gregge  quando ascolteranno la sua voce.
E cioè quando, tralasciando gli errori, aderiranno al Vangelo.
Allora Lui, il Cristo, sarà il “solo pastore”.

11. Tuttavia queste due innovazioni, per quanto scorrette, non inficiano la validità della Messa, perché non hanno corroso i quattro elementi che costituiscono i Sacramenti: materia, forma, ministro e intenzione.

12. Rimane lecito e in alcuni casi anche raccomandabile partecipare all’Eucaristia là dove non vi sono abusi, anche se temporaneamente si deve lasciare la propria comunità.

Ti ringrazio di avermi dato la possibilità di esporre in maniera organica la dottrina della Chiesa.
Ti auguro ogni bene. Soprattutto una felice e Santa Pasqua.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo