Caro Padre Angelo,
La mia ragazza è una pediatra. Si è trovata a gestire il parto di un prematuro con gravi problemi.
Un altro medico poco prima che il bambino decedesse con un segno di croce sulla fronte del bimbo ha voluto battezzarlo. Non era possibile contattare i genitori che dopo però lo hanno ringraziato.
Il dottore non ha però utilizzato acqua.
Il canone prevede l’uso di acqua anche non benedetta in caso di emergenza.
Ma in casi estremi (in viaggio, in montagna, in sala operatoria, ecc) quando non è possibile disporre di acqua, è possibile battezzare senza acqua? Basta l’intenzione di chi battezza?
Penso anche a un adulto che in una condizione di estremo pericolo chiede di essere battezzato da un altro battezzato.
Grazie.


Carissimo,
1. il medico che ha tracciato il segno di croce sulla fronte del bambino che stava per morire non ha compiuto solo un bel gesto, ma ha fatto un’azione salvifica.
Intendeva consegnare questo bambino a Cristo perché infondesse la grazia del Battesimo.
Il segno di croce è il segno di appartenenza a Cristo.

2. Quel medico l’ha fatto al posto del bambino, interpretandone il desiderio, qualora questi fosse stato in grado di capirne il significato.
Non c’è da dubitare che il Signore abbia ascoltato il desiderio di quel medico, che poi ha ricevuto anche la cordiale approvazione dei genitori.

3. Va detto subito che non è stato un Battesimo di acqua, perché per tale Battesimo è necessaria l’acqua.
Occorre ricordare però che accanto ad un Battesimo di acqua la Chiesa da sempre ha ritenuto che esista anche un Battesimo di sangue e di desiderio.

4. Il Battesimo di sangue è quello di coloro che, ormai catecumeni, vengono uccisi a causa della loro fede in Cristo.
San Cipriano a proposito di costoro scrive: “Essi non sono privati del sacramento del Battesimo, poiché sono stati battezzati in un più glorioso e più grande Battesimo, quello del loro sangue, di cui il Signore ha parlato in Lc 12,50 “(Ep. 73,22).

5. In analogia col Battesimo di desiderio la Sacra Scrittura offre qualche indicazione preziosa.
Infatti quando il Signore dice “Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui” (Gv 14,21) lascia intendere che c’è una giustificazione, una salvezza, un’infusione della grazia santificante anche attraverso una via che non è quella del battesimo di acqua.
Ugualmente lascia intendere questo quando dice della peccatrice: “Le sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato” (Lc 7,47).
In quel momento le furono perdonati i suoi molti peccati, anche se non aveva ricevuto ancora il Battesimo di acqua.

6. San Tommaso, interprete della dottrina della Chiesa scrive: “Si può essere senza battesimo in due maniere. Primo, di fatto e di proposito, come capita a coloro che non sono battezzati né vogliono esserlo. Evidentemente si ha allora il disprezzo del sacramento da parte di coloro che hanno l’uso del libero arbitrio. Perciò chi è senza battesimo in questa maniera, non può conseguire la salvezza, perché né sacramentalmente né intenzionalmente è incorporato a Cristo, nel quale soltanto è possibile la salvezza.
Secondo, uno può essere senza battesimo di fatto, ma non di proposito: p. es., quando uno desidera di essere battezzato, ma viene accidentalmente prevenuto dalla morte prima di ricevere il battesimo.
Costui senza il battesimo in atto può conseguire la salvezza per il desiderio del battesimo, il quale nasce dalla “fede che opera mediante la carità”, attraverso la quale l’uomo viene santificato interiormente da Dio, il cui potere non è vincolato ai sacramenti.
È quanto dice appunto S. Ambrogio parlando di Valentiniano, che era morto da catecumeno: “Io ho perduto lui che stavo per rigenerare, ma lui non ha perduto la grazia che aveva domandato” (Somma teologica, III, 68, 2).

7. Tornando al nostro caso, certo non è stato il bambino ad esprimere il desiderio del battesimo, come del resto non lo esprimono neanche i bambini che ricevono il Battesimo di acqua.
Per costoro vale la volontà espressa dai genitori al loro posto.
Analogamente il gesto compiuto dal medico è stato un gesto particolarmente eloquente. Invocava la salvezza e la santificazione di quel bambino.
E a tale scopo ha fatto quanto ha potuto: mancando l’acqua, ha tracciato un segno di croce perché quel bambino venisse annoverato tra gli appartenenti a Cristo.

8. Se gli antichi ebrei furono salvati dall’angelo sterminatore in virtù del sangue di un agnello che era prefigurazione dal sangue di Cristo, dobbiamo a fortiori credere che il segno della croce non è da meno del sangue dell’antico agnello.
Ugualmente dobbiamo ritenere che Cristo di sicuro abbia gradito il gesto di quel medico che gli consegnava un bambino. Cristo infatti ha detto: “Lasciate che i bambini vengano a me” (Mc 10,14).
Dobbiamo confidare che Cristo lo abbia accolto, l’abbia benedetto, l’abbia santificato e poi l’abbia accolto con Sé nella beatitudine eterna.

9. In conclusione quel bambino, pur non avendo ricevuto il Battesimo di acqua perché per questo è indispensabile l’acqua, ha tuttavia ricevuto il Battesimo di desiderio, per il volontario interpretativo di quel medico.
Usando le parole di San Tommaso dobbiamo dire che il potere santificante di Cristo non è vincolato all’acqua,soprattutto se questa non c’è.
Nel caso invece che vi sia a disposizione dell’acqua non ci si deve limitare ad un segno di croce, perché il Battesimo di acqua imprime anche il carattere.
Ragion per cui secondo la disciplina della Chiesa se un catecumeno è nell’estremo della sua vita gli è sufficiente per la salvezza il Battesimo di desiderio.
Ma se poi riprende la salute deve ricevere anche il Battesimo di acqua.

10. Sono certo che quel bambino benedirà per sempre dal cielo il medico che gli ha usato tanta carità.

Ti auguro una Pasqua santa e felice.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo