Quesito

Salve Padre Angelo,
volevo innanzitutto augurarvi un buon inizio settimana… e desideravo porgervi inoltre 3 domande:
– quale differenza c’è tra discepoli e apostoli? solo i chierici possono essere definiti apostoli?
– con quale fondamento biblico e perché il sacerdote viene definito mediatore della grazia se nella bibbia c’è scritto che non c’è altro mediatore che Gesù Cristo fra Dio e gli uomini?
La salvezza la si può ottenere anche non appartenendo alla chiesa cattolica???
Vi ringrazio in anticipo per le risposte.
saluti affettuosi
Teo


Risposta del sacerdote

Carissimo Teo,

1. tra le persone che seguivano Gesù vi erano diverse cerchie.
Quella più stretta è quella degli apostoli. Ad essi il Signore comunica i suoi divini poteri, soprattutto in riferimento all’eucaristia e alla remissione dei peccati.
A volte gli apostoli vengono chiamati anche discepoli.
Vi erano poi i discepoli in senso proprio: Gesù ne sceglie 72 e li manda ad evangelizzare (Lc 10,1).
Talvolta per discepoli sono intesi tutti i credenti (At 9,10; 16,1; 20,1-7).
Come vedi, il termine “discepolo” non viene usato secondo un’unica accezione.

2. Mi chiedi perché i sacerdoti siano chiamati mediatori della grazia dal momento che Cristo è l’unico mediatore.
Che Cristo sia l’unico mediatore è chiaro. Lo dice in maniera perentoria San Paolo quando scrive a Timoteo: “Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti” (1 Tm 2,5-6).
Tuttavia Cristo stesso ha scelto alcuni, gli apostoli, ai quali ha trasferito alcuni suoi poteri divini, come la celebrazione dell’eucaristia (“fate questo in memoria di me”) e la remissione dei peccati (“a chi rimetterete i peccati saranno rimessi, a chi non li rimetterete resteranno non rimessi”).
I sacerdoti sono mediatori e cioè ministri dell’unica mediazione di Cristo.
È Cristo infatti che celebra l’eucaristia ed è Cristo che rimette i peccati.
I sacerdoti come sai, agiscono in persona Christi, e cioè identificandosi con Cristo, rendendo presente e operante la sua unica mediazione a favore degli uomini che a Lui si accostano.
I sacerdoti non sono dunque mediatori come lo è Cristo. Solo Cristo ha potere salvifico in proprio. I sacerdoti applicano ai singoli uomini il potere salvifico di Cristo.

3. Mi chiedi infine se la salvezza si possa ottenere anche non appartenendo alla chiesa cattolica.
Qui bisogna distinguere per non fare confusione.
Si distingue dunque tra anima della Chiesa e corpo della Chiesa.
Fanno parte dell’anima della Chiesa tutte le persone che vivono in grazia, anche se non appartengono alla Chiesa cattolica e anche se non sono ancora battezzate.
Dio dona la sua grazia a tutti gli uomini. I mezzi ordinari della comunicazione della grazia sono i sette sacramenti.
Ma la grazia non è legata i Sacramenti (gratia non alligatur sacramentis). Dio la dispensa anche attraverso vie invisibili, note a Lui solo.
Tutti coloro che vivono in grazia (il loro numero e il loro volto lo conosce solo Dio) fanno parte dell’anima della Chiesa e si salvano.
È a questa Chiesa che si riferiva il grande Sant’Ambrogio quando affermava “extra Ecclesia nulla salus” (al di fuori della Chiesa non vi è salvezza).

4. Fanno parte del corpo della Chiesa coloro che sono stati visibilmente congiunti con Cristo mediante i sacramenti.
In questo senso fanno parte del corpo della Chiesa solo i battezzati.
Può succedere però che alcuni battezzati non vivano in grazia.
Allora questi fanno parte solo del corpo della Chiesa, ma non della sua anima.

5. La discriminante però per salvarsi non è l’appartenenza materiale alla Chiesa, e cioè l’appartenere al suo corpo, ma l’appartenenza alla sua anima.
Certo chi fa parte del corpo della Chiesa, sebbene possa perdere la grazia, la può facilmente ricuperare tramite la confessione sacramentale.
Ugualmente la può più facilmente accrescere nutrendosi della parola di Dio e con i vari sacramenti.
E proprio per questo l’impegno missionario della Chiesa non deve mai venir meno.

Ricambio gli affettuosi saluti, ti prometto un ricordo al signore e ti benedico.
Padre Angelo