Mi sono stati insinuati dei dubbi e le chiedo una risposta

Mi sono stati insinuati dei dubbi e le chiedo una risposta

Quesito

Caro Padre Angelo,
volevo rivolgerle, questa volta, ben due domande:

1- Mi è stato detto che: “Giovanni XXIII non è Santo, ma Beato. Il che, in conformità con la dottrina cattolica, implica che il soggetto è sì proposto alla venerazione dei fedeli ma la beatificazione – a differenza della canonizzazione (atto che implica l’infallibilità del Romano Pontefice e dunque indiscutibile e insindacabile) – non comporta directe la presenza in paradiso – e dunque l’assoluta beatitudine – del soggetto beatificato. Ma questi sono discorsi un po’ troppo sottili, che rientrano per altro nella sfera propria della Divina Volontà, per noi imperscrutabile”. Volevo sapere se è veritiero o meno, a me onestamente sembra assurdo che un dichiarato beato possa non esser in paradiso. Purtroppo sul sito del Vaticano non trovo niente che possa aiutarmi.

2- Leggo questi articoli del Codice di Diritto Canonico:
Can. 749 – §1. Il Sommo Pontefice, in forza del suo ufficio, gode dell’infallibilità nel magistero quando, come Pastore e Dottore supremo di tutti i fedeli, che ha il compito di confermare i suoi fratelli nella fede, con atto definitivo proclama da tenersi una dottrina sulla fede o sui costumi.
§2. Anche il Collegio dei Vescovi gode dell’infallibilità nel magistero quando i Vescovi radunati nel Concilio Ecumenico esercitano il magistero, come dottori e giudici della fede e dei costumi, nel dichiarare per tutta la Chiesa da tenersi definitivamente una dottrina sulla fede o sui costumi; oppure quando dispersi per il mondo, conservando il legame di comunione fra di loro e con il successore di Pietro, convergono in un’unica sentenza da tenersi come definitiva nell’insegnare autenticamente insieme con il medesimo Romano Pontefice una verità che riguarda la fede o i costumi.
Can. 752 – Non proprio un assenso di fede, ma un religioso ossequio dell’intelletto e della volontà deve essere prestato alla dottrina, che sia il Sommo Pontefice sia il Collegio dei Vescovi enunciano circa la fede e i costumi, esercitando il magistero autentico, anche se non intendono proclamarla con atto definitivo; i fedeli perciò procurino di evitare quello che con essa non concorda.
Can. 754 – Tutti i fedeli sono tenuti all’obbligo di osservare le costituzioni e i decreti, che la legittima autorità della Chiesa propone per esporre una dottrina e per proscrivere opinioni erronee; per ragione speciale, quando poi le emanano il Romano Pontefice o il Collegio dei Vescovi.

Si può dire che il Concilio Vaticano II, di squisita impostazione ecumenica, sia infallibile? Se non è infallibile, i fedeli sono comunque tenuti ad osservarlo?
Come avrà ben capito è sotto attacco sia il Concilio Vaticano II che la figura del Sommo Pontefice che lo ha richiesto.
La ringrazio per il servizio che offre, lei è veramente una manna del Signore


Risposta del sacerdote

Carissimo,

1. Circa la presenza di un Beato in paradiso.
In teoria è possibile che un beato non si trovi in paradiso, ma in pratica non è così, perché la Chiesa, attraverso severo esame canonico, riconosce l’esercizio della virtù vissuto in grado eroico.
Questo (l’esercizio eroico della virtù) fa la santità della persona.
Il miracolo è un segno che la Chiesa chiede al Cielo. E il Cielo può rispondere quando vuole, attendendo i tempi più opportuni per la santificazione dei fedeli.

2. Il Concilio Vaticano II è organo straordinario di magistero e pertanto va accolto con piena sottomissione della mente e della volontà.
Non ha sancito nuovi dogmi, è vero. Ma non per questo si può mettere sotto discussione la dottrina esposta dalla Chiesa con magistero straordinario.
Agire diversamente è non proprio di un cristiano cattolico.

3. Mi chiedi se il Concilio Vaticano II sia infallibile?
Nella dottrina certamente.
In ogni caso è sufficiente sapere che è Magistero straordinario per obbedire prontamente e senza discussione.

4. In conclusione sarebbe più utile per coloro che mettono sotto attacco il Concilio Vaticano II e il beato Giovanni XXIII che mettessero sotto attacco se stessi, per esseri più umili e più disposti a sentire ciò che lo Spirito Santo vuole dire loro attraverso la figura di papa Giovanni e del Concilio.

Ti ringrazio della stima, ti prometto un ricordo nella preghiera, e uno in particolare a papa Giovanni.

Ti saluto e ti benedico.
Padre Angelo

Di |2009-10-25T15:00:00+00:0025 Ottobre 2009|Un sacerdote risponde - Varie - Generale|