Quesito

Buona sera, P. Angelo.
Faccio riferimento ai comunicati della Sala Stampa della S. Sede pubblicati sul sito della medesima rispettivamente il 25 febbraio u.s. e il 22 maggio c.a. e aventi come oggetto “Promulgazione di decreti del Dicastero per le cause dei Santi”. 
In essi si legge che “in data odierna il Santo Padre ha autorizzato il dicastero per le cause dei Santi a promulgare i decreti riguardanti l’offerta della vita di ……”. 
In quello del 25 febbraio u.s. questa dicitura compare anche per Salvo D’Acquisto, fedele laico.
 Si è introdotta una nuova categoria diversa dal martirio?
Categoria simile al martirio ma non uguale poiché è assodato che Salvo D’Acquisto non fu ucciso in odium fidei. E non fu l’unico.
Questa tipologia di morte cruenta di un cristiano ha un qualche fondamento teologico?
O la si è introdotta solo perché non poteva essere considerata martirio ma neppure morte incruenta come quella dei confessori?
E non si sarebbe potuta introdurre la categoria del martire non già in odium fidei ma in odium iustitiae o in odium caritatis?
Alessandro 


Risposta del sacerdote

Caro Alessandro,
1. Papa Francesco con il motu proprio con l’11 luglio 2016 intitolato “Maiorem hac dilectionem” sull’offerta della vita ha stabilito una nuova tipologia di santità da prendere in considerazione nelle cause di beatificazione e canonizzazione.
Precedentemente le cause erano di due tipi e vertevano sull’esemplarità della vita cristiana con il connesso esercizio eroico delle virtù o sul martirio per la fede o una virtù cristiana.

2. Per la beatificazione di una persona che abbia esercitato grado eroico delle virtù si richiede l’approvazione da parte del Papa e la conferma dal cielo con un miracolo.
Per la sua canonizzazione si richiede l’approvazione di un secondo miracolo.

3. Per la beatificazione di un martire non si richiede la previa eroicità delle virtù perché ad esse supplisce il martirio, che è il più grande atto di carità.
Non si richiede neanche la presenza di un miracolo.
Si richiede invece la presenza di un miracolo per la canonizzazione.

4. La nuova tipologia che porta il nome di “offerta della vita” riguarda quei cristiani che si sono donati volontariamente e liberamente nell’esercizio della carità e per questo motivo sono morti.
Possono essere ad esempio persone imprigionate e poi morte di stenti o persone che si sono donante accettando il rischio della vita.

5. Per Salvo D’Acquisto inizialmente fu introdotta la causa per martirio ma la Congregazione dei Santi non riconobbe la tipologia del martirio cristiano.
La sua causa è stata portata a termine secondo questa terza tipologia dell’offerta della vita perché si è riconosciuto che il suo gesto non è stato dettato da «un semplice atto di solidarietà civica e di filantropia laica», ma all’interno di «uno stile di vita consapevolmente e coerentemente cristiano». 

6. Per queste persone, in vista della loro beatificazione, non si richiede l’esercizio eroico delle virtù ma semplicemente una buona vita cristiana.
A differenza dei martiri, per la loro beatificazione si richiede la presenza di un miracolo.
Come si vede, costituisce una nuova tipologia di santità perché non richiede l’esercizio eroico delle virtù. Non richiede neanche il martirio, ma l’accettazione del rischio di una morte che avviene a breve termine a causa dell’accettazione del rischio.
A differenza del martirio, richiede il miracolo.

7. Nel Motu proprio di Papa Francesco nell’articolo primo si legge: “L’offerta della vita è una nuova fattispecie dell’iter di beatificazione e canonizzazione, distinta dalle fattispecie sul martirio e sull’eroicità delle virtù”.

8. Nell’articolo secondo vengono precisati i criteri per verificare l’offerta della vita.
Sono i seguenti cinque: 
“a) offerta libera e volontaria della vita ed eroica accettazione propter caritatem di una morte certa e a breve termine;
b) nesso tra l’offerta della vita e la morte prematura;
c) esercizio, almeno in grado ordinario, delle virtù cristiane prima dell’offerta della vita e, poi, fino alla morte;
d) esistenza della fama di santità e di segni, almeno dopo la morte;
e) necessità del miracolo per la beatificazione, avvenuto dopo la morte del Servo di Dio e per sua intercessione”.

Ti ringrazio di avermi dato la possibilità di rendere edotti i nostri visitatori su questa terza tipologia di santità riconosciuta dalla Chiesa.
Ti benedico e ti ricordo nella preghiera,
padre Angelo