Quesito

Buongiorno Padre Angelo.
Volevo ulteriori delucidazioni a proposito della Indulgenza Plenaria in considerazione dell’Anno Giubilare.
Con mia moglie abbiamo intrapreso un tema che ci vede discordanti.
Io ritengo che se fatta bene l’Indulgenza Plenaria, con cuore sincero ripugnando ogni forma di peccato in confessione, recitando le preghiere per le intenzioni del Santo Padre e facendo la Santa Comunione in una Chiesa Giubilare, si ottiene il perdono immediato che evita il Purgatorio nel caso di morte immediata.
Mia moglie è scettica. Inoltre ho chiesto in famiglia che in caso di mio decesso, sperando di trovarmi non nella perdizione eterna, oltre alle preghiere ed alle Sante Messe, di andare qualcuno il più presto possibile alla Porziuncola (in anni non Giubilari) per lucrare per me l’Indulgenza Plenaria, essendo conscio delle terribili sofferenze delle Anime purganti.
Questo lo farei anche io per tutti i membri della mia famiglia. Vorrei conoscere il vostro pensiero a riguardo anche di ciò che scrivo sotto.
Ho riflettuto molto sulla Parabola dell’Amministratore infedele. Il Signore loda questa ricchezza disonesta. Ed infatti la sto mettendo in pratica. Chi pregherà per me? Ed allora sto recitando tutti i giorni la Coroncina della Divina Misericordia per tutte le Sante Anime del Purgatorio. Ma anche preghiere alla Elevazione durante la Santa Messa, Santa Comunione e recita di Rosari e preghiere saltuarie. 
Vorrei però sapere se destinando tutte le preghiere per le Anime Purganti non faccio proprio bene. Parafrasando un detto delle mie parti: “Tutt a Gesù, e nient a Maria?”
La ringrazio in anticipo e la saluto cordialmente.
Ettore


Risposta del sacerdote

Caro Ettore, 
1. mi compiaccio per la tua fiducia negli effetti dell’indulgenza plenaria.
Ancora di più mi compiaccio per quello che fai a vantaggio delle anime del Purgatorio e anche per quello che hai chiesto ai tuoi cari di fare a tuo favore un giorno che il signore ti chiami all’altra vita.

2. Intanto sono d’accordo con te affermando che le pratiche indulgenziate se vengono fatte bene ottengono il loro effetto.
Gli antichi dicevano: “tantum valent quantum sonant” (tanto valgono quanto viene indicato).

3. Tuttavia comprendo almeno in parte anche lo scetticismo di tua moglie.
Perché aldilà delle pratiche da compiere, tutte realtà a portata di mano, la più difficile consiste nel rifiuto di tutti i peccati.
A parole è facile ripudiare il peccato.
Appena si presenta l’occasione, ci accorgiamo subito come i peccati siano profondamente radicati e come il nostro ripudio sia molto imperfetto.

4. San Giuseppe Allamano, fondatore dei missionari della Consolata, diceva: “È comodo dire: “prenderò l’indulgenza plenaria!”. Ma la prenderai proprio plenaria?
Perché per acquisire un’indulgenza plenaria bisogna che il cuore sia distaccato da tutti gli affetti al peccato, sia abituale che attuale; tu l’hai questo distacco?” (cfr. Lorenzo Sales, La vita spirituale, p. 775).

5. Si tramanda che San Filippo Neri avrebbe detto a San Pio V che aveva concesso l’indulgenza plenaria a tutti quelli che alle solite condizioni avrebbero partecipato a una determinata processione che solo due, tra le tantissime persone presenti, avevano ottenuto l’indulgenza plenaria. E che addirittura non l’avesse presa neanche il Papa.

6. Con questo non intendo scoraggiarti. Anzi ti esorto a proseguire così.
Di Santa Teresa d’Avila si legge che tra le varie opere e preghiere preferiva sempre quelle indulgenziate.
È un atto di carità molto grande, tanto più che la Chiesa concede che le indulgenze, tanto plenarie quanto parziali, possano essere donate alle anime del Purgatorio.

7. A tal fine vi faccio ancora osservare che quasi tutte le preghiere che voi recitate sono indulgenziate.
San Giuseppe Cafasso voleva che si desse grande importanza alle Indulgenze. Diceva: “Guai a chi non le stima! Non sono cose da teste piccole! Le Indulgenze tantum valent quantum sonant. Quando non si acquistano plenarie, si acquistano almeno parziali. Se le plenarie non si potessero mai acquistare, sarebbe inutile che la Chiesa le concedesse. Cerchiamo di lucrarne più che possiamo. Sono i Giansenisti che hanno messo tanti “ma”. Se di tutte queste Indulgenze non ne abbiamo bisogno noi, servono per le anime del Purgatorio; state certi che non sono mai perdute” (La vita spirituale, p. 541).

Con l’augurio che in quest’anno Santo possiate essere benefattori di molti con le vostre indulgenze, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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