A scuola ho detto che Gesù ha liberato dall’inferno Adamo ed Eva e che erano andati all’inferno perché non avevano ricevuto il Battesimo

////A scuola ho detto che Gesù ha liberato dall’inferno Adamo ed Eva e che erano andati all’inferno perché non avevano ricevuto il Battesimo

A scuola ho detto che Gesù ha liberato dall’inferno Adamo ed Eva e che erano andati all’inferno perché non avevano ricevuto il Battesimo

Quesito

Caro Padre Angelo,
in settimana, spiegando agli alunni un quadro raffigurante la resurrezione di Cristo nella quale viene rappresentato Gesù risorto nell’atto di tirare su Adamo ed Eva dall’inferno, gli spiegavo che (Adamo ed Eva) si trovavano lì per via del peccato originale e che la loro (e la nostra) “salvezza” è stata possibile grazie al sacrificio di Gesù.
Aggiungevo poi che è proprio per questo (per cancellare gli effetti del peccato originale) che è necessario il battesimo ed è per questo che la Chiesa dice che i non battezzati sono destinati all’inferno, perché rifiutando il battesimo hanno rinunciato alla salvezza dal peccato originale.
Visto che il fatto è stato poi oggetto di lamentele volevo chiederti: ho detto qualcosa di inesatto.
Grazie C.


Risposta del sacerdote

Caro C.,
1. tu e i tuoi alunni siete caduti in un equivoco, quello di pensare all’inferno come lo intendiamo noi, come lo pensa la Chiesa Cattolica nel suo Catechismo quando dice: “Le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale, dopo la morte discendono immediatamente negli inferi, dove subiscono le pene dell’inferno, «il fuoco eterno».
La pena principale dell’inferno consiste nella separazione eterna da Dio, nel quale soltanto l’uomo può avere la vita e la felicità per le quali è stato creato e alle quali aspira” (CCC 1035).

2. Il Catechismo dice anche che l’inferno è “lo stato di definitiva auto-esclusione dalla comunione con Dio e con i beati che viene designato con la parola «inferno»” (CCC 1033) e che “la Chiesa nel suo insegnamento afferma l’esistenza dell’inferno e la sua eternità” (CCC 1035).

3. Se l’inferno è questo, allora Gesù non ha potuto liberare Adamo.
Mentre voi avete visto la raffigurazione di Gesù che dopo la sua morte liberava Adamo.
E questo è anche quanto crede la Chiesa.

4. Allora ecco l’equivoco: per inferno si può intendere il luogo di perdizione eterna, e cioè il luogo dei dannati, e per inferno si può intendere quello che in antico veniva chiamato con il termine generico di inferi, il regno dei morti.
Nel Credo o Simbolo apostolico che recitiamo a Messa nelle domeniche di Quaresima  e di Pasqua diciamo: “Patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso morì e fu sepolto. Discese agli inferi, il terzo giorno risuscitò da morte….”.
Ebbene, là dove adesso c’è la dizione “discese agli inferi” fino a qualche  decennio fa si diceva “discese all’inferno”.

5. Il Catechismo Romano del Concilio di Trento spiegava: “Inferno qui significa la sede in cui erano raccolte le anime di coloro che, morti prima di Cristo, non erano salite alla beatitudine celeste.
La Sacra Scrittura offre infiniti esempi di questo significato. San Paolo, per esempio, scrive: Perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e nell’inferno (Fil 2,10). Negli Atti degli Apostoli san Pietro afferma che Gesù Cristo risuscitò dopo aver vinto i dolori dell’inferno (cfr. At 2,24)” (CR, 68).

6. Ancor meglio spiega il Catechismo della Chiesa Cattolica:
“La Scrittura chiama inferi, shéol o ade il soggiorno dei morti dove Cristo morto è disceso, perché quelli che vi si trovano sono privati della visione di Dio.
Tale infatti è, nell’attesa del Redentore, la sorte di tutti i morti, cattivi o giusti; il che non vuol dire che la loro sorte sia identica, come dimostra Gesù nella parabola del povero Lazzaro accolto nel «seno di Abramo».
«Furono appunto le anime di questi giusti in attesa del Cristo a essere liberate da Gesù disceso all’inferno».
Gesù non è disceso agli inferi per liberare i dannati né per distruggere l’inferno della dannazione, ma per liberare i giusti che l’avevano preceduto” (CCC 633).

7. Questa porzione dell’inferno dove stavano i giusti era il Limbo.
Qui al Limbo attendevano Gesù tutti coloro che erano in grazia, già perfettamente purificati, pronti per entrare in Paradiso, riaperto per gli uomini con la risurrezione di Cristo.
Ora quante persone dell’Antico Testamento vissero santamente, senza aver ricevuto il battesimo di acqua!
Almeno implicitamente però morirono con il Battesimo di desiderio.
Tra questi senza dubbio anche Adamo ed Eva che dopo il peccato se ne sono pentiti amarissimamente.
Per   questo nella seconda lettura della Liturgia delle Ore del Sabato Santo si legge: “Da un’antica «Omelia sul Sabato santo».
La discesa agli inferi del Signore
Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi. Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell’ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione. Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce. Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse: «Sia con tutti il mio Signore». E Cristo rispondendo disse ad Adamo: «E con il tuo spirito». E, presolo per mano, lo scosse, dicendo: «Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà. Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio; che per te e per questi, che da te hanno avuto origine, ora parlo e nella mia potenza ordino a coloro che erano in carcere: Uscite! A coloro che erano nelle tenebre: Siate illuminati! A coloro che erano morti: Risorgete! A te comando: Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell’inferno. Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un’unica e indivisa natura”.

8. Inoltre non è vero quanto hai detto: “è per questo che la Chiesa dice che i non battezzati sono destinati all’inferno”.
Gesù stesso nella finale del Vangelo di Marco ha detto: “Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato” (Mc 16,16).
Come puoi notare Gesù ha detto:“chi non crederà sarà condanato”. Non ha detto invece che “chi non sarà battezzato sarà condannato”.
La Chiesa infatti ha sempre creduto che i sacramenti sono le vie ordinarie della salvezza.
Ma accanto a queste vie, Dio ha le sue vie straordinarie.
Per questo in teologia viene detto che “gratia non alligatur sacramentis” (la grazia non è legata ai sacramenti).

9. È vero che chi ha il solo peccato originale non può entrare in paradiso, perché la presenza del peccato originale è incomponibile con la grazia.
Ma il peccato originale che certamente viene rimesso con il Battesimo, può essere rimesso anche attraverso tante altre vie che Dio solo conosce (le vie straordinarie).
Adamo ed Eva erano già in grazia al momento della loro morte e non avevano più il peccato originale che era stato loro rimesso attraverso le vie straordinarie.
Per cui andando “all’inferno” non andarono in quello dei dannati” ma in quello in cui si attendeva la venuta del Redentore, e cioè in quella porzione chiamato “lembo dell’inferno”, e cioè Limbo.

10. Pertanto con gli alunni correggiti sull’equivoco racchiuso nella parola inferno.
E dì pure loro quello che insegna la Chiesa circa la salvezza di chi non ha ricevuto il Battesimo: “Quelli che senza colpa ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa ma che tuttavia cercano sinceramente Dio e con l’aiuto della grazia si sforzano di compiere con le opere la volontà di lui, conosciuta attraverso il dettame della coscienza, possono conseguire la salvezza eterna.
Né la divina Provvidenza nega gli aiuti necessari alla salvezza a coloro che non sono ancora arrivati alla chiara cognizione e riconoscimento di Dio, ma si sforzano, non senza la grazia divina, di condurre una vita retta. Poiché tutto ciò che di buono e di vero si trova in loro è ritenuto dalla Chiesa come una preparazione ad accogliere il Vangelo e come dato da colui che illumina ogni uomo, affinché abbia finalmente la vita. Ma molto spesso gli uomini, ingannati dal maligno, hanno errato nei loro ragionamenti e hanno scambiato la verità divina con la menzogna, servendo la creatura piuttosto che il Creatore (cfr. Rm 1,21 e 25), oppure, vivendo e morendo senza Dio in questo mondo, sono esposti alla disperazione finale. Perciò la Chiesa per promuovere la gloria di Dio e la salute di tutti costoro, memore del comando del Signore che dice: ‘Predicate il Vangelo ad ogni creatura’ (Mc 16,15), mette ogni cura nell’incoraggiare e sostenere le missioni” (Concilio Vaticano II, Lumen Gentium 16).
E ancora: “E ciò vale anche per tutti gli uomini di buona volontà, nel cui cuore lavora invisibilmente la grazia. Cristo, infatti, è morto per tutti e la vocazione ultima dell’uomo è effettivamente una sola, quella divina; perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire a contatto, nel modo che Dio conosce, col mistero pasquale” (Concilio Vaticano II, Gaudium et spes 22).

11. Ugualmente dì pure quanto insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica: “Cristo è morto per tutti e la vocazione ultima dell’uomo è effettivamente una sola, quella divina, perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire a contatto, nel modo che Dio conosce, col Mistero pasquale” (GS 22; LG 16; AG 7).
Ogni uomo che, pur ignorando il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, cerca la verità e compie la volontà di Dio come la conosce, può essere salvato.
È lecito supporre che tali persone avrebbero desiderato esplicitamente il Battesimo, se ne avessero conosciuta la necessità” (CCC 1260).

12. E anche: “Quanto ai bambini morti senza Battesimo, la Chiesa non può che affidarli alla misericordia di Dio, come appunto fa nel rito dei funerali per loro.
Infatti, la grande misericordia di Dio che vuole salvi tutti gli uomini (1Tm 2,4) e la tenerezza di Gesù verso i bambini, che gli ha fatto dire: ‘Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite’ (Mc 10,14), ci consentono di sperare che vi sia una via di salvezza per i bambini morti senza Battesimo.
Tanto più pressante è perciò l’invito della Chiesa a non impedire che i bambini vengano a Cristo mediante il dono del santo Battesimo” (CCC 1261).

Ti auguro un gran bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo