Perché le indulgenze non si possono applicare ai vivi, mentre per i vivi si può pregare e offrire sacrifici

////Perché le indulgenze non si possono applicare ai vivi, mentre per i vivi si può pregare e offrire sacrifici

Perché le indulgenze non si possono applicare ai vivi, mentre per i vivi si può pregare e offrire sacrifici

Quesito

Caro Padre Angelo,
La ringrazio moltissimo per l’opera che compie con questo sito e prego il Signore che gliene renda merito.
Ho appena letto che non è possibile acquistare indulgenze per altri in vita, e vorrei domandarle allora quale efficacia abbiano le preghiere e i sacrifici per la conversione dei peccatori, come il Rosario o la Coroncina alla Divina Misericordia.
Infine, vorrei domandarle se si possano applicare ad altri in vita le promesse di Dio legate a particolari devozioni, come la pratica dei primi nove venerdì del Sacro Cuore oppure quella dei cinque sabati in riparazione alle offese al Cuore Immacolato.
Grazie per la risposta che vorrà darmi, la ricorderò nella preghiera.
Cari saluti,
Diana


Risposta del sacerdote

Cara Diana,
1. per la prima domanda è necessario tenere presente l’obiettivo delle indulgenze. Esso consiste nel condono parziale o totale della pena da scontare in Purgatorio.
Va precisato anche che non si può ottenere nessun condono se non si è in grazia, se non si è vitalmente uniti a Cristo.
È questo il motivo per cui le indulgenze plenarie possono essere donate solo alle anime del Purgatorio e non a quelle dell’inferno.
Il Codice di diritto canonico ricorda che “ogni fedele può lucrare per se stesso o applicare ai defunti a modo di suffragio indulgenze sia parziali sia plenarie” (can. 994).

2. Perché si possono applicare solo per sé o per i defunti e non per i vivi?
Perché i defunti non possono più fare niente per se stessi, se non attendere alla purificazione, mentre i vivi possono e debbono convertirsi.
Non si può demandare la propria purificazione all’opera di altri mentre da parte propria c’è la volontà di giacere nel peccato.

3. Va anche ricordato che l’indulgenza non viene applicata ai defunti alla maniera di un riscatto diretto, ma soltanto indirettamente e cioè a modo di preghiera.
Proprio per questo l’indulgenza non ha un’efficacia infallibile. Infine dipende sempre dal beneplacito di Dio.
E va anche ricordato che l’indulgenza può essere acquisita solo dai vivi, i quali poi la offrono a Dio per i defunti.

4. Le preghiere e i sacrifici per la conversione dei peccatori sono invece ordinati ad accogliere la grazia santificante, senza la quale non si può meritare per la vita eterna e non si può ottenere neanche il condono delle pene del purgatorio.

5. Anche per la conversione dei peccatori vale il discorso fatto per le indulgenze: preghiere e sacrifici vengono offerti a Dio perché doni la grazia della conversione.
La quale conversione mai si potrà avere senza il consenso e la buona volontà dell’interessato.

6. La possibilità di meritare per gli altri è fondata sulla carità in forza della quale siamo tutti uniti in un solo corpo mistico, quello di Cristo, per cui il bene degli uni viene riservato a vantaggio degli altri, purché siano disposti a riceverlo.

7. Se il nostro prossimo non si apre alle mozioni che gli vengono da Dio le preghiere e i sacrifici per lui rimangono infruttuosi.
Ma non sono mai infruttuosi per chi li compie e non sono infruttuosi neanche per molti altri perché in virtù della Comunione dei Santi quando uno si eleva e merita, tutti gli altri ne beneficiano, a meno che non vi si ponga ostacolo a motivo dell’affetto al peccato.

8. Per le pratiche dei primi nove venerdì del mese e dei primi cinque sabati le promesse sono per coloro che compiono la pratica.
Ma nulla vieta che si possano ripetere di continuo e di offrirli a Dio a vantaggio di qualcun altro a modo di supplica e di preghiera.

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo