Quesito

Carissimo Padre Angelo,
Le scrivo ancora una volta per fare una semplice considerazione.
In questi giorni, a causa di un ricovero in ospedale del mio bambino, sono stata fianco a fianco con una mamma di religione islamica, e con altre mamme della stessa fede, che avevano come me i bimbi ricoverati.
Siamo entrate un po’ in confidenza, ho avuto modo di parlare di vari argomenti, tra cui l’educazione dei figli e la religione. Ho trovato queste donne molto più aperte di quanto non descrivano i mass media, o i nostri preconcetti. Amano davvero la loro famiglia, alla quale si dedicano con sacrificio, ma non sono tristi, anzi, sanno che nulla di ciò cui rinunciano andrà perduto (quello che pensavano anche le mie nonne). Sul comodino dei loro bimbi c’è il libro di scuola coranica (scuola alla quale i bimbi partecipano ogni settimana, come i nostri bimbi al catechismo, ma che è molto più severa, con tanto di pagine da imparare a memoria e verifiche di apprendimento), perchè anche se sono malati si ricordino di Dio, e di come si prega. Sono molto riservate con gli uomini, si coprono (come è noto a tutti) il capo con il velo e non indossano mai abiti attillati o senza maniche. Sakina, questo il nome della mamma che ho conosciuto, mi ha detto che è felice di vestirsi così, in quanto non vuole attirare gli occhi degli uomini su di sé, né far nascere in loro pensieri carnali, ed e felice di mostrarsi ‘‘bella’ solo al marito. Mi permetto di aggiungere che, essendo in un reparto di pediatria siamo quasi tutte mamme, e mi è capitato di vederle senza il velo, con una tuta da ginnastica (nel reparto la notte ci sono solo infermiere donne), alcune di loro sono davvero delle belle donne, molto curate, con lunghi capelli neri…ma sono felici e convinte di coprirsi di fronte ad un maschio, ed orgogliose di non indurlo in peccato alcuno. Parlando di bambini Sakina mi dice che è felice dei suoi due figli, un maschio e una femmina, che per ora non cerca di avere altri bambini, ma, parole sue: "….non prendo medicine per non avere bambini (si riferisce ovviamente alla pillola), perchè basta conoscere il ciclo e sapere quali sono i giorni buoni e quelli per avere un bambino, e io so questo da molto tempo, e l’amore per mio marito, la nostra famiglia, non si cura con medicina, ma si fa la volontà di Dio…" Io le ho detto che ciò che applica sono i metodi naturali, lei pensava che nessuno in Italia li conoscesse, in quanto in giro, sui giornali, dal dottore e in tv nessuno ne parla…
In sostanza, padre, ho trovato in queste donne molta dignità, molti valori positivi…io ho parlato della mia scelta di vita cristiana, e hanno ascoltato con interesse. A volte, mi corregga se sbaglio, ci sono persone che incarnano il Vangelo senza saperlo. Da allora prego tutti i giorni per queste donne, per le loro famiglie, affinché un giorno incontrino Gesù, unica vera salvezza.
La saluto e ringrazio per le risposte, davvero illuminanti

Ermanna


Risposta del sacerdote

Cara Ermanna,
ti ringrazio vivamente per questa bella testimonianza.
Parto dal fondo della tua mail:

1. Scrivi: “A volte, mi corregga se sbaglio, ci sono persone che incarnano il Vangelo senza saperlo”.
È vero. Gesù è salvatore di tutti e a tutti, attraverso vie misteriose che Lui solo conosce, offre la sua grazia.
La donna che tu hai incontrato è animata da tanto buon spirito.

2. Fai bene a pregare per queste mamme perché incontrino Cristo perché insieme a tante cose buone ve ne sono anche alcune non buone, come ad esempio che tutti quelli che non appartengono alla loro religione vanno all’inferno. Anche tu saresti tra queste destinatarie.
Ci si chiami Madre Teresa di Calcutta, Ermanna, papa Giovanni, Padre Pio o don Bosco: vanno tutti all’inferno perché non sono islamici.

3. Come vedi i cristiani non pensano così dei musulmani e degli appartenenti ad altre religioni.
Noi diciamo che se una persona è in buona fede, vive la propria religione con coerenza e segue i dettami della coscienza è raggiunta dalla grazia di Dio e si salva.

4. Ugualmente i musulmani dicono che è sufficiente esser musulmani per andare in paradiso, indipendentemente dalla propria condotta, anche se uno vivesse da criminale.
Il Vangelo su questo punto dice diversamente. Il Signore ha detto: “Ora vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove sarà pianto e stridore di denti” (Mt 8,11-12).
E: “Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità” (Mt 7,22-23).

5. Sull’applicazione dei metodi naturali Sakina è da lodare.
Si fida di più della legge di Dio, ben conosciuta e praticata, che dei mezzi anticoncezionali che non manifestano mai un autentico amore, oltre che a comportare delle conseguenze sul piano fisico o psichico su di lui o su di lei o su entrambi.
Non ci si guadagna mai a derogare dalla legge di Dio, neanche nell’ambito matrimoniale.

6. Mi dici che “sono molto riservate con gli uomini, si coprono (come è noto a tutti) il capo con il velo e non indossano mai abiti attillati o senza maniche. Mi ha detto che è felice di vestirsi così, in quanto non vuole attirare gli occhi degli uomini su di sé, né far nascere in loro pensieri carnali, ed è felice di mostrarsi ‘‘bella’ solo al marito”.
Il pensiero di mostrarsi bella al marito è certamente lodevole.
Ma non è detto che se una persona si veste normalmente debba farlo per attirare lo sguardo strumentale degli uomini.
Certamente nel nostro mondo occidentale si è andati in molti casi all’estremo opposto.
Ma credo che su questo punto le donne islamiche abbiano bisogno di essere meno complicate.

7. Inoltre i maschi possono avere uno sguardo strumentale sulle donne, è anche vero l’inverso, e cioè che le donne islamiche possono anch’esse avere uno sguardo strumentale verso i maschi.
Perché allora non si costringono anche questi a vestirsi in maniera analoga alle donne?
Come vedi, anche in questo mi pare di vedere una legge che non mette gli le donne sul medesimo piano degli uomini.
Ma lo sappiamo: nell’islam è così.
Noi certamente rispettiamo i loro comportamenti, abbiamo stima per le persone che li vivono in maniera virtuosa, ma non possiamo condividerli.

8. Mi dici infine: “Amano davvero la loro famiglia, alla quale si dedicano con sacrificio, ma non sono tristi, anzi, sanno che nulla di ciò cui rinunciano andrà perduto”.
Anche in questo vi troviamo valori molto alti che noi condividiamo.
Anzi, forse troviamo una dedizione alla famiglia che da noi talvolta viene sacrificata in nome di altre conquiste che alla fine possono minare l’unità della famiglia stessa.

Ti ringrazio ancora di aver voluto condividere con noi la tua bella esperienza a contatto con mamme islamiche.
Volentieri anche noi ci associamo alla tua preghiera.
Ti ricordo volentieri al Signore e ti benedico.

padre Angelo