Quesito

Caro Padre Angelo,
Sono una ragazza di venticinque anni. Sono una studentessa, amo moltissimo la lettura e la scrittura, e conduco una vita tranquilla. Fin dall’adolescenza ho avuto il dono di trovare la Fede, una Fede che mi ha aiutata in molti momenti difficili e che mi ha permesso di diventare la persona che sono oggi. La ragione per cui Le scrivo è il fatto che ad oggi mi sento un pesce fuor d’acqua. Mi spiego: non ho mai avuto molti amici, e di questo non mi sono mai lamentata (per me vale il detto: pochi ma buoni); il punto è che alla mia età mi rendo conto di avere ben poco in comune con la maggior parte dei miei coetanei. Sono, insomma, quel che si definisce comunemente una ragazza all’antica: credo nella famiglia tradizionale, ritengo giusto vivere coi propri genitori fino al momento del matrimonio, credo nel fidanzamento cristiano… Insomma, quando mi capita di discutere di tali temi con le persone della mia età, mi rendo conto che ci troviamo su posizioni del tutto antitetiche. Le persone che conosco, non solo non condividono queste mie posizioni, ma non le capiscono neppure. Ho un’amica che frequenta abitualmente la Chiesa, che partecipa alle iniziative della parrocchia etc… eppure perfino lei pare totalmente incapace di comprendere il mio punto di vista: vengo bollata come "arretrata".
Personalmente sono talmente convinta di essere nel giusto, che i commenti degli altri non hanno alcun effetto su di me, il fatto è che guardandomi intorno, mi convinco sempre più che non riuscirò mai a crearmi una famiglia mia. È vero, sono ancora piuttosto giovane, però temo che anche negli anni a venire le cose non cambieranno. Molti mi dicono che ci sono tanti bravi ragazzi al mondo, ed è certamente vero, ma la maggior parte di quelli che gli altri chiamano "bravi ragazzi", senza nulla togliere al loro valore, non sono esattamente ciò che io avrei in mente per me. Non mi fraintenda: non ho chissà quali pretese: vorrei soltanto una persona che condivida la mia visione della vita, qualcuno con cui porre le basi per un’unione solida e per una famiglia felice e improntata alla Fede e all’amore. So che pensarla diversamente da me non significa certamente essere delle cattive persone, solo che non potrei mai pensare di condividere la mia vita con qualcuno che non comprende questi valori a parer mio così semplici e naturali, nè tanto meno con qualcuno che deride queste mie posizioni.
Conosco molte persone mie coetanee fidanzate e appagate dalle loro relazioni, eppure, se ci rifletto, arrivo alla conclusione che non vorrei per me quel tipo di situazione: la convivenza, i rapporti prematrimoniali, l’amore basato essenzialmente sull’attrazione fisica, sono cose che non mi appartengono e in cui non credo. Non giudico chi ha idee diverse, semplicemente sento che ciò non sarebbe giusto per me, e se per trovare un fidanzato fosse necessario adattarsi a tali abitudini… beh, in tal caso, preferisco restare così come sono (non dico sola perché ho comunque la mia famiglia e un paio di ottime amiche, qui di sola non lo sono di certo).
Mi creda, non sono mai stata una ragazza ossessionata dall’idea di sposarsi, affatto: credo di essere perfettamente capace di vivere anche senza un compagno. Il fatto è che mi piacerebbe davvero molto crearmi, un giorno, una famiglia, avere accanto una persona con cui condividere la mia esistenza, e dei figli da amare e crescere. Credo siano desideri naturali. Tutto ciò che le chiedo è: crede che, nella società di oggi, ci sia ancora la possibilità di creare tutto ciò? Posso essere fiduciosa e sperare che un giorno, se Dio vorrà, riuscirò anch’io a realizzare tutto ciò con una persona giusta per me?
La ringrazio per la sua pazienza e comprensione, che Dio la benedica
A.


Risposta del sacerdote

Carissima A.,
1. credo fermamente che sia possibile anche oggi creare una famiglia che viva secondo gli insegnamenti di Dio.
Sono convinto che quando il bene si manifesta come bene non può non conquistare, non può non convertire.

2. Quando una persona si trova di fronte ad uno spettacolo meraviglioso non può non rimanerne incantata, a meno che non sia del tutto cieca.

3. Quando Gesù si è manifestato nel mondo lo ha fatto in modo che subito le folle da tutte le parti accorressero a lui, anche solo per sentire la sua parola.
Ciò che è bene, è anche bello e per questo non può non affascinare.

4. Venendo al tuo caso sono convinto che anche oggi vi sono giovani che intendono vivere santamente il fidanzamento e la loro vita matrimoniale. Lo testimoniano diverse domande cui rispondo in questa rubrica.

5. Essere ancorati agli autentici valori della vita non è la stessa cosa che vivere in maniera arcaica.
Pier Giorgio Frassati, anzi il beato Pier Giorgio Frassati, credeva in tutti i valori in cui credi tu e nello stesso tempo amava la montagna, faceva parte di una compagnia teatrale, era attivamente impegnato nell’ambito sociale e anche politico, era di temperamento chiassoso e fracassone, ma sapeva raccogliersi e stare unito al Signore da apparire, come dicono le testimonianze, “quasi trasumanato”, e cioè come trasformato in una natura più alta che quella umana.

5. Che fare perché i giovani rimangano affascinati?
Le strade mi sembrano due, da percorrere in maniera parallela.
La prima consiste nell’attendere pregando che il Signore renda presente colui che sta preparando per te, pronto a convivere i medesimi ideali che ti affascinano.
La seconda consiste nel mostrare la bellezza morale di quello che vorresti per il tuo futuro col tuo comportamento, con le tue parole, con la tua vita.
Ignoti nulla cupido, dicevano gli antichi, e cioè di ciò che si ignora non si può provar fascino.
Fa sì che il tuo comportamento diventi attraente per la solidità di ciò per cui intendi spendere la tua vita.

Ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo