Quesito

Caro Padre Angelo,
ho 27 anni mi chiamo Raoul, vorrei sapere cosa devo fare per acquistare più meriti possibile.
Grazie.

Risposta del sacerdote

Carissimo
1. C’è un’unica strada da percorrere per accrescere il merito davanti a Dio: quella di un amore sempre più grande per il Signore.
Nel vocabolario biblico e teologico l’amore per il Signore ha un nome particolare: carità.
Più cresce la carità, più cresce il merito.

2. Ora c’è da ricordare che la carità, essendo un amore soprannaturale e divino, nessuno se la può dire. È un amore infuso da Dio.
Lo ricorda in maniera molto esplicita San Paolo quando scrive che ““l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Rm 5,5)
Il Magistero della Chiesa ha ribadito l’origine divina della carità nel concilio di Orange (anno 529) affermando che “amare Dio è unicamente dono di Dio. Ci ha dato di amarlo Colui che ama, senza essere amato” (DS 395).

3. Poiché è dono di Dio, lo possiamo e dobbiamo domandare.
San Domenico ogni giorno chiedeva al Signore la grazia di amarlo con un amore sempre più grande.
I teologi ci insegnano che se noi, in grazia di Dio, chiediamo a Dio un bene di ordine soprannaturale, come l’aumento della fede e della carità,  lo meritiamo per giustizia.
Dio non era obbligato a renderci suoi amici e partecipi della sua vita divina. In una parola, non era obbligato a renderci suoi figli per adozione.
Ma una volta che l’ha fatto, si è obbligato nei nostri confronti più o meno nel medesimo modo in cui un uomo si obbliga quando prende un ragazzo e lo adotta. Adottandolo, gli dona la sua amicizia e lo rende partecipe dei suoi beni, col diritto di eredità.
Se il figlio (pur adottivo) gli domanda qualcosa di necessario, ha diritto di riceverlo.
Così se noi chiediamo a Dio beni utili per la nostra salvezza (e chiedere l’aumento della fede e della carità sono beni non solo utili ma necessari alla nostra salvezza, se li chiediamo in grazia e cioè con disposizione di figli, abbiamo il diritto di riceverli.

4. San Tommaso dice che “quando Dio aumenta la carità fa in modo che essa sia presente maggiormente, e che la somiglianza dello Spirito Santo sia partecipata più profondamente nell’anima” (Somma teologica, II-II, 24, 5, ad 3).
E dice anche che Dio dispone alla crescita della carità attraverso due disposizioni dell’animo, che sono due autentiche grazie: il distacco dalle cose della terra e la sopportazione delle avversità per amore del Signore.

5. Vorrei anche ricordare che l’amore per il Signore non cresce con i sospiri, ma attraverso l’amore per il prossimo.
Così ha insegnato san Giovanni: “Se uno dicesse: Io amo Dio, e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello” (1 Gv 4,19-21).
Del resto se amare significa volere il bene a qualcuno, dal momento che a Dio non possiamo dare alcun bene, essendo Egli perfettissimo e la sorgente di ogni bene, possiamo donargli qualcosa solo volendo il bene di quelli che sono suoi, di quelli con i quali ha detto di identificarsi, cioè il prossimo.
Dio ha detto a Santa Caterina da Siena: “L’amore di me e del prossimo è una medesima cosa, e tanto quanto l’anima ama me, tanto più ama lui, perché l’amore di lui esce da me. Questo è quello mezzo che io vi ho posto perché esercitiate e proviate la virtù in voi, che non potendo fare utilità a me, la dovete fare al prossimo” (Dialogo, 7).

Ti assicuro una preghiera perché la tua carità cresca sempre più e con essa anche il merito davanti a Dio.
Ti saluto e ti benedico.
Padre Angelo