Quesito

salve padre angelo,
vorrei domandarle: i lefebvriani sono eretici?
la ringrazio DIO la benedica


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. prima di rispondere alla tua domanda attraverso un sì o un no, è necessario sapere che cosa s’intende per eresia.
Ebbene, la parola eresia deriva dal greco airesis e significa scelta.
Nel nostro caso, e cioè in ambito teologico, si tratta di una selezione tra le verità di fede: alcune vengono accolte e altre vengono negate.

2. Tra le verità di fede è necessario ancora distinguere tra verità che sono contenute nel deposito della Divina Rivelazione e verità definite dal magistero della Chiesa e proposte come del tutto vincolanti alla fede dei credenti, e cioè come dogmi.
Non tutte le verità contenute nel deposito della Divina Rivelazione sono proposte come del tutto vincolanti alla fede dei credenti.
Tra queste, ad esempio, ci sono state le verità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria e la sua assunzione in cielo prima di essere definite come dogma dalla Chiesa.
Erano verità accettate da sempre dal popolo cristiano ma non erano ancora sancite come dogmi.
Pertanto se qualcuno prima dell’8 dicembre 1854. giorno della promulgazione del dogma mariano dell’Immacolata Concezione di Maria, avesse negato tale verità, si poteva dire che era nell’errore, prossimo all’eresia, temerario, ma non si poteva definire come eterico.
Dopo la promulgazione del dogma invece sì.

3. Ora bisogna riconoscere che i lefebvriani, sebbene siano nell’errore in tante cose come ad esempio nel non accettare integralmente il Magistero del Concilio Vaticano II, di fatto però non rifiutano nessun dogma di fede o nessuna verità dichiarata dalla Chiesa come del tutto vincolante per la fede dei credenti, pena l’eresia.
L’ultima verità di fede proclamata dal Magistero è il dogma dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, proclamato il 1° novembre 1950 da Pio XII.
I lefebvriani accettano tutto l’insegnamento della Chiesa antecedente al Concilio Vaticano II, che si è concluso l’8 dicembre 1965.
Non accettano invece alcuni insegnamenti del Vaticano II. Per questo sono nell’errore e sono temerari, ma – a rigore – non sono eretici.
Che siano temerari lo dimostra anche il fatto che pur avendo la proibizione di consacrare vescovi senza il mandato del Romano Pontefice pena la scomunica l’hanno fatto lo stesso.
Cosi hanno commesso – almeno oggettivamente – un peccato grave di disobbedienza al Papa e di scandalo ai fedeli.
Disobbedienza e scandalo che tuttora perdurano.

4. Ora, sebbene il Concilio Vaticano II sia stato indetto con una finalità dichiaratamente pastorale e non abbia voluto sancire nuovi dogmi di fede, tuttavia contiene un grande magistero.
Dire grande Magistero non significa semplicemente che ha fatto delle affermazioni molto belle, ma opinabili.
Questo grande Magistero non vincola sotto pena di eresia, con tutte le conseguenze canoniche che ne derivano, ma è ugualmente insegnamento infallibile.
Si legge infatti nella Lumen Gentium: “Quantunque i singoli vescovi non godano della prerogativa dell’infallibilità, quanto tuttavia, anche dispersi per il mondo, ma conservanti il vincolo della comunione tra loro e con il Successore di Pietro, nel loro insegnamento autentico circa materie di fede e di morale convengono su una sentenza da ritenersi come definitiva enunciano infallibilmente la dottrina di Cristo” (LG 25).
Se questo vale per i vescovi “Quantunque … dispersi per il mondo” a fortiori vale quando sono riuniti in Concilio ecumenico con il Papa e sotto il Papa per  esprimere l’insegnamento della Chiesa”.

5. Come tutti sanno, per l’anno santo della misericordia il Papa ha dato la concessione a tutti i sacerdoti, anche lefebvriani, di assolvere il peccato di aborto, che secondo il Codice di Diritto Canonico è legato ad una scomunica riservata al Vescovo.
Per comprendere questa concessione è necessario ricordare che la Chiesa ha  sempre ritenuto che in punto di morte qualunque sacerdote, anche eretico, scismatico, ridotto allo stato laicale o altro, può dare un’assoluzione che libera da ogni peccato e scomunica.
La Chiesa infatti è desiderosa della salvezza eterna di tutti.
Questo non significa che i sacerdoti lefebvriani non siano più scismatici, e cioè separati dal Papa perché in stato di esplicita disobbedienza. Continuano ad esserlo, purtroppo.
La novità è che Papa Francesco per l’anno santo della misericordia ha voluto riconoscere e applicare questa facoltà per i sacerdoti lefebvriani non solo quando i fedeli chiedono di essere assolti sono in pericolo di morte, ma in qualsiasi momento per tutto tale anno santo.

Ti ringrazio per il quesito, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo