Caro Padre Angelo,
vorrei chiederle un chiarimento riguardante le letture del Vecchio Testamento.
Ho notato che in tutte le letture dell’ A.T. della liturgia Eucaristica alla fine si dice: Parola di Dio, diversamente nelle letture della liturgia delle ore, (lodi mattutine vespri ecc..) si concludono senza la dizione Parola di Dio.
Vorrei chiederle se tutte le letture dell’A.T. sono parola di Dio, o lo sono soltanto quelle della liturgia Eucaristica.
Il Vecchio Testamento è tutto ispirato da Dio?
Nel ringraziarla dell’attenzione, Le rivolgo i miei devoti saluti,
Guglielmo


Caro Guglielmo,
1. tutte le letture della Sacra Scrittura, sia dell’AT che del NT, sono Parola di Dio.
Lo sono sempre indipendentemente dalle circostanze in cui vengono lette o proclamate.

2. Fino alla recente Riforma liturgica il Deo gratias (Rendiamo grazie a Dio) veniva detto non solo al termine dell’epistola ma anche al termine delle letture del mattutino del Breviario, che corrisponde all’attuale Ufficio delle letture della Liturgia delle ore e anche al termine della lettura breve delle singole ore, che veniva chiamato capitolo.

3. Il Deo gratias oppure “rendiamo grazie a Dio” è già presente nella sacra Scrittura.
In 1 Cor 15,57 in 2 Cor 2,14 si legge: “Siano rese grazie a Dio”. In latino Deo autem gratias.

4. Quest’acclamazione fu molto usata fin dall’antichità non solo nella liturgia, ma anche fuori, come formula di preghiera e anche di saluto.
Sant’Agostino scrive: “Che cosa può esserci di meglio del Deo gratias per salutare lungo la strada o scrivendo? Non si può dire nulla di più breve, ascoltare nulla di più gioioso, comprendere nulla di più grande, fare nulla di più fruttuoso” (Ep. 41,1).
A suo dire, i monaci si salutavano così (Enarr. in Ps. 132,6) e, di fatto, la formula si è conservata nelle usanze monastiche.
Spesso anche i Martiri (come ad esempio San Cipriano e Santa Perpetua) la usavano all’udire la lettura della loro condanna.
Ugualmente nelle manifestazioni di gioia veniva gridata per molte volte di seguito, come ad esempio nelle elezioni dei Vescovi.
Ad un certo periodo era tanto in voga che servì come distintivo dei cattolici di fronte ai Donatisti d’Africa, i quali come ricorda Sant’Agostino dicevano invece Laudes Deo (Enarr. in Ps., 132, 6).

5. Con la recente Riforma liturgica il Deo gratias nella Liturgia delle Ore è rimasto solo nella conclusione come risposta al saluto di congedo “Andate in pace” e “Benediciamo il Signore”.

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo