Salve don Angelo,
Volevo farle una domanda: se noi siamo chiamati alla felicità con Dio vivendo nella Sua Volontà, come possiamo spiegare la vicenda umana di Santa Bernadette Soubirous?
Mi chiedevo questo in virtù della famosa frase: “Non vi renderò felice in questo mondo ma nell’altro!”.
Grazie


Carissimo,
1. Santa Bernadette è vissuta in attesa della realizzazione della promessa della Madonna: Non vi prometto di farvi felici quaggiù, ma di farvi felici lassù.
Certo, come tutti sappiamo, Bernadette ha avuto molto da soffrire nei soli 35 anni della sua vita.
Tuttavia si può dire che al di là delle sofferenze di vario genere che ha subito ha vissuto con una consolazione di fondo.
È quella consolazione per la quale il Signore ha detto che c’è più gioia nel dare che nel ricevere (At 20,35).

2. Tra i suoi appunti personali è stato trovato anche questo brevissimo e preziosissimo scritto: “Non saprei vivere un solo istante senza trascorrerlo amando”.
Qui troviamo il segreto di Santa Bernadette.
La sua felicità non consisteva nei divertimenti e nei piaceri d’ogni genere.
Questa sarebbe stata in ogni caso una felicità momentanea, alternata da sensi di vuoto, come avviene in tante persone.

3. Quest’atteggiamento di fondo è stato permanente in lei.
Forse si può parlare di una grazia preveniente che ha ricevuto in dote con il Santo Battesimo
Ragazza, ancora analfabeta, era andata a Bartrès a pascolare gli animali presso una donna che le aveva dato il latte da bambina.
Qui a Bartrès veniva anche maltrattata. Le fu chiesto un giorno come mai non si fosse mai ribellata. Rispose con molto candore: “Perché pensavo che quando Dio lo permette non ci si deve lamentare”.

4. Il donarsi a Dio era il segreto della sua vita, il segreto della sua serenità e della sua consolazione.
Di lei è stato detto che “l’amore di Dio era l’oggetto di tutti i suoi pensieri e di tutte le sue parole”.
Diceva spesso e con spontaneità: “Quanto è buono Dio!”. “Amiamo il buon Dio!”.
Durante un ritiro una suora la vide piangere. Le fu chiesto: “Che cos’avete, suor Marie-Bernard?”
Rispose: “Ho ricevuto tante grazie, e ho paura di non avervi corrisposto”.

5. In ogni cosa faceva riferimento alla volontà di Dio.
Diceva: “Dio lo vuole, bisogna sempre volere quello che lui vuole.
Preferisco più di ogni altra cosa la volontà del buon Dio”.
Oppure: “Dio mio, quello che voi vorrete e come voi lo vorrete”.
Nelle sofferenze ugualmente diceva: “Le offro a voi; sia fatta la vostra volontà”.
“Nulla succede senza la volontà di Dio”.

6. La Suora infermiera che l’assisteva negli ultimi tempi della sua vita ha detto che Santa Bernadette viveva una “unione abituale con Dio”.
Quando riceveva dei rimproveri certamente immeritati diceva: “Il buon Dio conosce le mie intenzioni. Fiat!”.

7. Nutriva un autentico orrore del peccato sia per gli altri che per se stessa.
Diceva: “Se potessi scuotere la polvere dalla mia anima come si scuote quella delle tovaglie dell’altare!”.
“Amo il buon Dio, non voglio offenderlo”.

8. La sua invocazione più frequente era: “Dio mio, vi amo”.
Diceva anche: “Amare il buon Dio, questo è tutto”.
“Dio mio, prendete il mio cuore, bruciatelo”.
“Cerchiamo solo la gloria di Dio”.
“Non lavorare che per Dio”.
“Non lavorate per le creature, è solo tempo perso; lavorate per Dio”.
Alla maestra del noviziato diceva: “Madre, portatemi l’amore di Dio”.

9. Ecco, ho preso lo spunto dalla tua mail per dire come Santa Bernadette, pur nella sofferenza, sia vissuta in pace.
Il suo segreto era il donarsi.
Non però un donarsi qualunque, ma il donarsi a Dio, facendo di ogni sua azione un atto di amore, un dono, consapevole che la sua vita all’interno del disegno della Divina Provvidenza poteva giovare spiritualmente a tantissime persone, a tantissimi peccatori.

Con l’augurio che anche poi possiamo imitarla, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo