Quesito
Buonasera Padre,
credo di non avere fede in Dio. Ho una grande confusione in testa, sono depresso e dissociato dalla prima adolescenza e non sono mai stato convinto di niente, di quello che vivevo e che professavo.
Nell’ultimo mese la situazione è peggiorata, perché mi sono reso conto che intimamente non credo in Dio, ho avuto un esaurimento nervoso per questa dualità che non riuscivo ad accettare, ora sono offuscato mentalmente e non so bene come riordinare il tutto e trovare il filo.
Non posso accettare di vedere i miei cari morire e perdersi nel nulla, ma non so credere il contrario. Non so credere nell’inferno. Non so credere nella dimostrabilità dell’esistenza di Dio. Non capisco il perché del dolore. Sento forse un impulso a cambiare vita, lasciandomi alle spalle la religione, ma capisco la vanità della vita senza di essa. Non so cosa fare.
Vorrei che Dio si manifestasse e mi riconducesse a Sé, di modo da farmi Suo, ma questo non avviene.
Non so cosa fare.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1.mi sorprende questa tua mail dopo la varia corrispondenza intercorsa tra noi.
Avevo notato in te una mente preparata, che giunge razionalmente in maniera esatta all’esistenza di Dio.
Anche nella attuale mail mostri razionalità. Da una parte senti la tentazione di lasciare Dio alle spalle, ma dall’altra ti accorgi subito che senza Dio tutto è inconcludente e senza senso.

2.Che cosa ti manca?
Ti manca ciò che hai manifestato al termine della tua mail: “Vorrei che Dio si manifestasse e mi riconducesse a Sé, di modo da farmi Suo”.
Forse tu attendi qualcosa dall’esterno. Ma Dio si sta già manifestando dal tuo interno. Qual è la realtà che ti spinge a cercarlo?
La risposta è semplice. È lui!

3. Non so se hai sentito parlare di premozione fisica.
Per premozione fisica si intende che noi passiamo dalla potenza all’atto per virtù divina.
Se vi passassimo per virtù nostra, avremmo in noi stessi la sorgente dell’essere. E con questo ci identificheremo con l’essere, cioè con Dio.
Ma questo non consta ed è sotto gli occhi di tutti!
L’esistenza ci viene irrorata di istante in istante nel medesimo modo in cui la luminosità del raggio viene irrorata dalla sorgente luminosa. Se questa cessa di irrorare, il raggio all’istante viene meno.

4. Già Sant’Agostino l’aveva intuito e ne aveva parlato, senza usare il linguaggio di premozione fisica.
Ecco che cosa ha scritto: “È certo che siamo noi a volere, quando vogliamo; ma a fare sì che vogliamo il bene è lui, e appunto di lui è detto quello che ho riportato sopra: La volontà è preparata dal Signore; e anche: Dal Signore saranno diretti i passi dell’uomo, e l’uomo vorrà seguire la sua via (Sal 36, 23); e poi: È Dio che opera in voi il volere (Fil 2,13). È certo che siamo noi a fare, quando facciamo; ma è lui a fare sì che noi facciamo, fornendo forze efficacissime alla volontà” (De gratia et libro arbitrio, 16,32): 

5. E: “Dunque Egli fa sì che noi vogliamo senza bisogno di noi; ma quando vogliamo, e vogliamo in maniera tale da agire, coopera con noi. Tuttavia senza di lui che opera affinché noi vogliamo o coopera quando vogliamo, noi non siamo validi a nessuna delle buone opere della pietà. Del fatto che Egli opera affinché vogliamo, è detto: È Dio che opera in voi il volere (Fil 2,13), e del fatto che coopera quando già vogliamo e volendo facciamo: Noi sappiamo che Dio coopera in ogni cosa al bene per coloro che lo amano (Rm 8, 2)” (Ib., 17,33).

6. Anche San Tommaso, pure lui senza usare il linguaggio di premozione fisica, dice che “l’uomo è aiutato in due maniere dalla gratuita volontà di Dio.
Primo, in quanto l’anima umana viene mossa da Dio a conoscere, a volere, o compiere qualcosa. (…).
Secondo, l’uomo viene aiutato dalla gratuita volontà di Dio, in quanto Dio infonde nell’anima il dono abituale della grazia. E questo perché non è ragionevole che Dio provveda ciò che ama in vista di un bene soprannaturale, meno di ciò che ama in vista di un bene naturale” (Somma teologica, I-II, 110,2).

7. Pertanto è fuori dubbio che il Signore stia lavorando in te e che quel Dio che forse a te pare lontano è più vicino a te di quanto tu non lo sia a te stesso.
Probabilmente era a queste parole di Sant’Agostino che si rifece Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi quando mise nella bocca dell’Innominato le seguenti parole: “Dio! Dio! Dio! Se lo vedessi! Se lo sentissi! Dov’è questo Dio?”.
Cui rispose il cardinal Federigo: “Voi me lo domandate? voi? E chi più di voi l’ha vicino?
Non ve lo sentite in cuore, che v’opprime, che v’agita, che non vi lascia stare, e nello stesso tempo v’attira, vi fa presentire una speranza di quiete, di consolazione, d’una consolazione che sarà piena, immensa, subito che voi lo riconosciate, lo confessiate, l’imploriate?”.
E l’Innominato: “Oh, certo! ho qui qualche cosa che m’opprime, che mi rode! Ma Dio! Se c’è questo Dio, se è quello che dicono, cosa volete che faccia di me?” (Promessi sposi, cap. XXIII).

8. Concretamente che cosa devi fare?
Ecco la mia risposta: non puoi far consistere la religione soltanto in una serie di ragionamenti per quanto esatti.
Devi lasciarti invadere l’anima da Dio. Allora avvertirai quel senso di pienezza cui allude il Signore quando dice: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14,23).

9. Ancor più concretamente fai una buona e salutare confessione dei tuoi peccati. Allora sentirai la presenza di Dio nella tua anima perché “Dio non abita in un’anima inquinata dal peccato” (Sap 1,4).
Sarà il primo modo in cui il Signore ti farà Suo.

10. Alla luce di quanto ti ho detto sono convinto che Dio sia all’origine di quel tuo desiderio di diventare tutto Suo.
E poiché con la preghiera permettiamo a Dio di rendersi presente e di operare in noi, ti assicuro il mio ricordo nella preghiera perché ti faccia “Suo”.
Anche tu fai una cosa analoga: apri la tua anima a Dio mediante la preghiera, in particolare con quella del Santo Rosario, e sentirai sempre più che il tuo desiderio di essere Suo inizia a concretizzarsi.

Nell’attesa che tu mi dica che hai iniziato a fare questi primi passi, ti auguro ogni bene e ti benedico.
Padre Angelo

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