Quesito

Buongiorno Padre,
Mi chiamo … ho scoperto da poco la Vostra pagina che seguo con molto piacere ed entusiasmo.
Grazie per il Vostro prezioso servizio.
Le scrivo perché vorrei condividere la mia esperienza ed avere la Sua opinione.
Sono cresciuto in una famiglia Cattolica, ho frequentato fin da piccolo i sacramenti e l’oratorio, per diversi anni ero stato incaricato alla catechesi dei ragazzi delle medie.
Otto anni fa ho lasciato le vie del Signore, l’ho tradito e rinnegato, per seguire le vie del mondo, mi sono fatto ingolosire dalle bellezze vane della società moderna.
Un mese fa, pochi giorni dopo Pasqua, guardando youtube mi esce un video sul diario di santa Faustina Kowalska, per curiosità vidi quel video, mi ha toccato profondamente nel cuore, quelle parole di quel video hanno aperto in me una porta che avevo serrato da anni.
Da quel giorno è iniziato il mio deserto, come se il Signore mi avesse svegliato e portato a vedere cosa voleva dire essere lontano da Lui, è difficile da spiegare però lo definirei un buio, un deserto che c’era sempre stato ma non mi ero mai accorto della sua esistenza.
Ho passato alcuni giorni da solo riflettendo su me stesso, dopo pochi giorni è nato in me un desiderio di tornare indietro, tornare da Lui.
Una settimana dopo cerco una chiesa e mi confesso, ho pianto parecchio durante quella confessione, ma non era pianto di dolore ma un piano strano, un piano di gioia, difficile da spiegare.
Da quel giorno ho deciso di seguire seriamente Gesù come non avevo mai fatto prima, mi sono comprato un libretto di meditazione quotidiana della Parola, ogni sera dedico 15 minuti a leggerlo e cercare di capire cosa mi sta dicendo Gesù. 
Ogni mattina mentre vado al lavoro recito il rosario, mi è capitato anche di piangere durante la recita, pianto non di dolore ma un pianto di amore e gioia non riesco a spiegarlo a parole.
Sono tornato anche a frequentare l’eucarestia in un modo diverso con un desiderio più profondo più ardente.
Ripensando a quanto accaduto, mi è nato un pensiero, che Gesù mi abbia lasciato andare lontano da Lui per provare cosa vuol dire non vivere per Lui.
Mi ha lasciato andare lontanissimo, per poi ripescarmi in un modo che solo Lui poteva fare, attraverso un video youtube.
Mi ha lasciato andare per poi riprendermi nel momento propizio, come se avesse atteso per anni il momento per fare breccia.
La ringrazio in anticipo per la risposta.
Le auguro la pace di Gesù.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. sì, condivido anch’io la tua considerazione finale: il Signore ha permesso una sbandata nella tua vita perché tu lo ritrovassi in maniera nuova e per farti capire che cosa significa non vivere per lui.

2. Quando hai acconsentito di guardare il video sul diario di Santa Faustina è come se tu avessi spalancato una finestra della tua anima alla luce. 
In quel momento sei entrato nel mondo vero, quello che prima ti era precluso a motivo della cecità interiore causata dall’allontanamento da Dio.

3. In quel momento, all’apparire di quella luce soprannaturale, ti sei accorto che prima stavi vivendo nel buio. Eppure, come tanti altri, pensavi di essere nella luce.
Quel momento era l’ora che Dio attendeva per entrare di nuovo nella tua vita con la medesima potenza con cui all’inizio della creazione disse: “sia la luce, e la luce fu” (Gn 1,3).

4. Quanto San Paolo ha scritto nella seconda lettera ai Corinzi si è realizzato perfettamente anche nella tua vita: “E Dio, che disse: «Rifulga la luce dalle tenebre», rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria di Dio sul volto di Cristo” (2 Cor 4,6).

5. In un attimo, come quello della creazione della luce, la luce di Dio è entrata nella tua vita. In quel momento hai sentito la potenza della nuova creazione, quella potenza che ha sconvolto tanti altri prima di te e li ha fatti vivere per Dio.
Entrata la luce, le tenebre in un attimo si sono estinte.

6. Ti sei ritrovato illuminato, ma anche incaricato di una missione nuova, quella racchiusa nelle parole di San Paolo: “Per far risplendere la conoscenza della gloria di Dio sul volto di Cristo”.
Questa luce non l’hai ricevuta solo per te. Ti è stata data perché tu possa illuminare gli altri.

7. A questo punto forse il Signore ti chiede di riprendere nel modo che egli ti indicherà quanto facevi da ragazzo, il catechista. 
Ti chiede di non farlo più semplicemente come comunicazione di alcune nozioni, per altro importantissime e necessarie, ma soprattutto per introdurre gli altri in un’esperienza di vita nuova, quella nella quale sei stato introdotto dopo Pasqua.
Anche il tuo volto è diventato raggiante, analogamente a quello di Mosè che aveva conversato con Dio (cfr. Es 34,29).
Continua ad essere così in modo che il Signore possa dire di te quello che San Paolo ha scritto ai Corinzi: “È noto infatti che voi siete una lettera di Cristo composta da noi, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente, non su tavole di pietra, ma su tavole di cuori umani” (2 Cor 3,3).

Perché l’esperienza che hai vissuto caratterizzi tutto il prosieguo della tua esistenza temporale ed eterna ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

Questo articolo è disponibile anche in: Russo