Quesito
Caro Padre, sono sempre io,
Con gioia vorrei scriverle, per ringraziarla per i consigli che ho ricevuto nelle scorse email, dall’ultima mia email sono passati quasi un paio d’anni e con immensa gratitudine vorrei aggiornarla delle grandi grazie che svolge il Signore in un’anima che a Lui si affida, e dato che è poco trattato l’argomento delle tendenze omosessuali dal punto di vista del cattolico coinvolto, le comunico la mia testimonianza nella speranza possa essere utile.
Dopo la conversione il Signore mi immerse nella dolorosa notte dei sensi per purificarmi, e ne ho tratto grandi grazie, spero infatti di vivere altre notti oscure perché il Signore concede grandi opportunità di santificazione nel corso di queste oscurità.
Le mie tendenze omosessuali, che erano profondamente radicate, si sono “annacquate” così tanto da divenire sempre meno considerevoli.
Esiste per le anime con queste tendenze una strada preparata da Dio, di grande santità, perché la prova è molto dura ma Lui sostiene fortemente col suo amore infinito queste creature, le accompagna negli anni a conoscere se stesse.
Tuttavia dev’esserci una grande partecipazione da parte dell’anima a farsi liberare, perché più ci si divincola nell’abbraccio che Dio vuole darci, più fatichiamo a lasciarci guidare dal Suo amore. Serve abbandono.
Il vero modo per superare la prova dell’omosessualità è quello dell’abnegazione, è il percorso che ha fatto ogni santo/a, pur non avendo queste tendenze, che tuttavia porta allo stesso risultato: morire a se stessi per vivere in Cristo e perché Cristo viva liberamente in noi.
Quando l’anima comprende che tutto passa, inizia il percorso della morte dei sensi, cioè non vuole più appagare i piaceri della carne perché ha compreso che sono effimeri, ma cerca i piaceri dello spirito, che spesso non danno alcun piacere, ma ricolmano comunque l’anima di consapevolezza del Giusto, del Vero, dell’Amore.
Caro Padre, le assicuro che i miei desideri erano così forti e perversi che pensavo sarei stato così fino alla vecchiaia. Ma ormai sento che il Signore abbia quasi completato la guarigione, prima era come se fossi un animale che desiderava a tutti i costi soddisfare i suoi piaceri sensuali, il piacere mi comandava, mi aveva soggiogato, e io ero così plagiato dall’ideologia della comunità LGBT che ero convinto di essere nel giusto, di essere retto e buono, e chi aveva da ridire su di me era un bigotto. ma Dio mi ha liberato, e mi ha dato più di quanto avrei potuto chiedere, tanti sono stati i peccati ma altrettanta è stata la grazia.
Se mi guardo indietro vedo in tutto la protezione e la guida del Signore in cui confido, che certamente mi aiuterà nel guarire il mio spirito da ogni male che ho fatto.
La prego dica a più anime possibili che le presentano questi problemi che la soluzione esiste, ma non sempre sarà immediata, ci vorranno un po’ di anni, ma con la costanza e soprattutto la mortificazione dei sensi, soprattutto dello sguardo, otterranno il risultato..! Nessun seme piantato porta immediatamente frutto, Dio vuole che noi perseveriamo, pazientiamo, lottiamo, e poi godremo il frutto.
Ho capito anche che si può prendere il “buono” dai peccati, per crescere più in fretta. Dice infatti Santa Mariam di Gesù Crocifisso: “In cielo gli alberi più belli sono quelli che hanno peccato maggiormente sulla terra. Perché? Perché si sono serviti dei loro peccati come concime che hanno deposto ai piedi dell’albero”. Il modo per usufruire in questo modo dei peccati è prima di tutto non ascoltare il diavolo che c’è li rinfaccia e ci vuole disperati, ma lodare Dio per la sua misericordia perché una volta confessati siamo in Grazia di Dio, e Lui non c’è li rinfaccerà mai!
Infine vorrei dirle che l’anno prossimo termino gli studi della triennale accademica. Vorrei ancora di più immolarmi per il Signore e donare tutta la mia vita a Lui, vivere i tre voti come religioso… Non so dove mi chiama il Signore, l’importante è esaudire il suo Volere..
Con immensa riconoscenza la saluto e la ringrazio tantissimo, perché svolge al meglio una missione così speciale…che salva e guida tante anime. Che Dio vi benedica!
Grazie dell’ascolto,
Prego per lei!
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. ti ringrazio di quanto mi hai scritto e prego Dio che ti conservi nella strada che hai iniziato a percorrere.
Certamente tutto è partito da lui perché è ben vero ciò che dice la Sacra Scrittura: “È lui che suscita in noi il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore” (Fil 2,13).
2. Aperta la porta, il Signore ha operato ancora più intensamente.
Ti ha fatto provare un po’ di quello che è in teologia spirituale passa sotto il nome di notte oscura dei sensi che non consiste solo nella rinuncia al peccato e delle sue conseguenze, ma che comprende anche queste come premessa insostituibile.
3. Poiché parli di conversione, e cioè di ritorno a Dio, sono convinto che tutto è passato attraverso i sacramenti, principalmente quelli della confessione e dell’eucarestia, attraverso la preghiera e anche attraverso il combattimento spirituale. Perché senza combattimento si può parlare di momentanea quiete dei sensi, ma non ancora di vittoria.
4. Sono contento di sentire che Dio ti ha dato molto di più di quanto avevi chiesto.
Succede sempre così quando si permette a Dio di lavorare nella nostra vita.
5. Sono contento anche di sentire che per tua esperienza personale è insopprimibile tenere sotto controllo lo sguardo.
L’esperienza di Giobbe, attestata da Dio stesso nella Sacra Scrittura, è molto eloquente: “Ho stretto un patto con i miei occhi, di non fissare lo sguardo su una vergine” (Gb 31,1).
La Bibbia di Gerusalemme commenta: “Giobbe comincia dalle colpe più segrete, i desideri malvagi di cui sono organo soltanto gli occhi”.
Il biblista Marco Sales commenta: “L’uomo fa un patto con i suoi occhi allorché li obbliga ad essere sottomessi alla ragione e alla legge di Dio.
Il patto fatto da Giobbe suppone la contrarietà che avviene in noi tra l’uomo interiore e l’uomo esteriore, tra la carne e lo spirito (Rm 7,23), e suppone pure che per osservare perfettamente la castità si deve frenare la curiosità degli occhi, poiché dagli sguardi incauti nascono i cattivi desideri e dai cattivi desideri le cattive azioni.
Si osservi poi che con questo patto Giobbe mostra di aver raggiunto quel grado di perfezione promulgato da Gesù Cristo, il quale condanna non solo le cattive azioni, ma anche i cattivi desideri, ecc. (Mt 5,27-28).
La purità di Giobbe è tanto più da ammirarsi in quanto che si trattava di un uomo ricco che viveva in tempi nei quali la poligamia era praticata su larga scala.
La monogamia di Giobbe e la sua condotta così pure fanno di lui un vero apostolo della castità”.
6. L’espressione di suor Miriam va contestualizzata perché la Madonna è santissima ed è stata del tutto immune dal peccato.
Vuol significare però che se Dio permette il peccato è solo per condannarlo a servire un bene più grande e pertanto a servire ad una santità più alta.
7. Mi auguro che lo sia anche per te in connessione con la vocazione che avverti, che sostanzialmente è la vocazione ad un amore più grande, più gratuito e più duraturo perché è soprannaturale ed eterno.
Per questo ti assicuro la mia preghiera, ti benedico e ti auguro ogni bene.
Padre Angelo
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