Una domanda sull’essere terziari domenicani

Una domanda sull’essere terziari domenicani

Quesito

Caro Padre Angelo,
Inoltre volevo chiederle riguardo al diventare terziario domenicano: è gente che vive la condizione dei domenicani con un proprio lavoro oppure sono stipendiati dall’ordine e quindi oltre a dedicarsi alla famiglia si dedicano a tempo pieno alla spiritualità domenicana?
Io passo le ore più belle sui libri di teologia o parlando con gente di fede.
A luglio di quest’anno mi sposo. Non si sa mai che un giorno possa fare un pensierino al terz’ordine. Sono sicuro di non esserne all’altezza. Però informarsi non fà mai male.
Grazie come sempre.
La ricorderò nella preghiera
Luca


Risposta del sacerdote

Caro Luca,
I terziari domenicani, detti anche laici domenicani, sono persone che vivono con lo spirito dell’Ordine all’interno delle loro famiglie, del loro mondo di lavoro e della società in genere.
Possono essere padri e madri di famiglia, giovani e anziani, celibi…
Vivono secondo una Regola, che li impegna nella vita di preghiera, nella formazione dottrinale e cristiana, nella frequenza ai sacramenti e nella fraternita. Si mantengono da stessi, evidentemente, svolgendo un lavoro come tutti gli altri cittadini. Come potrebbe l’Ordine stipendiarli?
A dire il vero, l’Ordine non stipendia neanche i frati, ma i frati, con i proventi del loro ministero, mantegono l’Ordine e le sue istituzioni.
Fai bene a fare un pensiero al Terz’Ordine. Pier Giorgio Frassati si è fatto terziario dopo l’invito rivolto da Benedetto XV, il quale diceva che la Chiesa per i suoi bisogni (annuncio del Vangelo, predicazione…) aveva bisogno specialmente di terziari domenicani.

Quando mi dici che le ore più belle le passi sui libri di teologia o parlando di fede non mi meraviglio affatto. Dico solo: ecco uno che ha capito chi è Dio e che il Vangelo è un annuncio di felicità.
Non sei solo tu che fa questa bella esperienza: di passare le ore più belle nel conoscere e nell’amare Dio e nel parlare di fede col prossimo. Questa è l’esperienza tipica del domenicano: nutrirsi di Dio e comunicarlo agli altri, secondo la nota espressione di san Tommaso contemplari et contemplata aliis tradere (contemplare e comunicare agli altri le realtà contemplate)
Santa Caterina da Siena, che è la più grande terziaria domenicana, esprimeva tutto questo dicendo: oh fede dolce, che ci dai la vita. Di fatto viviamo in pienezza solo quando viviamo tutte le nostre vicende in Dio e secondo Dio.
Sarei contento di averti come fratello anche nel Santo Padre Domenico.

Anche per questo ti prometto una particolare preghiera e ti benedico.
Ti faccio anche i più cordiali auguri per il matrimonio che celebrerai nel prossimo luglio.
Padre Angelo

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