Quesito

Gentile Padre Bellon,
Mi chiamo … e da qualche giorno ho chiesto di far parte dei traduttori  per il progetto di traduzione del sito, proponendomi per la lingua tedesca.
La proposta è stata accettata. Con questa mail volevo però chiederle di potermi iscrivere alla Milizia Angelica, poiché intendo fare un percorso di vera castità coniugale con mia moglie.
(Purtroppo sono tornato alla Fede solo da un anno). L’anno scorso mi sono sposato, ahimé, al comune del mio paese, perché ero ancora nel nulla dell’ateismo. Ora mi sto impegnando per convincere mia moglie al vero matrimonio. Sarà molto dura, ma è comprensibile, dal suo punto di vista. Nel frattempo le ho chiaramente espresso la mia volontà di praticare la castità finché non saremo giunti a questo passo, che per me adesso riveste una grande importanza.
Ogni giorno prego perché noi possiamo sposarci col sacramento del matrimonio cristiano.
La ringrazio per aver letto qualcosa di me e sotto scrivo i miei estremi di riferimento.
Cordiali saluti,

 


 

Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. ti ringrazio per la disponibilità a collaborare con il nostro sito.
In questo modo cooperi concretamente per l’instaurazione del Regno di Dio nel cuore degli uomini.
Sono certo che il Signore se ne compiacerà.
Sono contento che il Signore ti faccia sentire sempre la sua vicinanza: prima con la conversione dal nulla dell’ateismo, poi con il desiderio di camminare secondo le vie di Dio con colei che non è ancora tua moglie a tutti gli effetti e infine con la collaborazione alla versione del sito in altra lingua.

2. Sottolineo l’espressione che hai usato a proposito delle nozze civili: “perché ero ancora nel nulla dell’ateismo”.
Come è perfettamente corrispondente al vero quest’espressione!
È proprio così perché l’ateismo non dà nulla ad una persona, ma piuttosto la priva di tutto.

3. Ti rispondo oggi 29 agosto, memoria del martirio di San Giovanni Battista.
Nel vangelo di questa festa si ricorda che Erode si compiacque della danza della figlia di Erodiade, sua convivente, e le promise tutto quello che gli avrebbe chiesto dicendo con espressione iperbolica: “fosse anche la metà del mio regno”.
A differenza di Erode, Gesù non promette per coloro che lo seguono la metà di un regno terreno e caduco che in ogni caso si dovrà lasciare, ma tutto il suo regno che è un regno eterno e indistruttibile.
Ha detto infatti: “Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno. E siederete in trono a giudicare le dodici tribù d’Israele” (Lc 22,28-30).
Presso gli antichi mangiare e bere alla mensa del re era la stessa cosa che essere resi partecipi dei suoi poteri.
Qui si tratta di essere resi partecipi dei poteri stessi di Dio nel suo governo sul mondo.
È ciò che stanno facendo i Santi nel Paradiso.
È quello che puoi fare tu già in questo mondo soprattutto attraverso la Santa Comunione.

4. Dice Santa Teresa d’Avila: “Non perdete una così bella occasione per trattare dei vostri interessi come quella che si offre dopo la comunione” (Cammino di perfezione, 34,10).
Santa Faustina Kowalska confida che un giorno il Signore le disse: “Il Signore le dice: “Desidero unirMi con le anime umane; la Mia delizia è unirMi con le anime. Sappi, figlia Mia, che quando nella santa Comunione vengo in un cuore umano, ho le mani piene di grazie di ogni genere e desidero donarle all’anima, ma le anime non Mi prestano nemmeno attenzione. Mi lasciano solo e si occupano d’altro. Oh, quanto è triste per Me che le anime non conoscano l’Amore! Si comportano con Me come con qualche cosa inerte” (19.11.1937).
Sottolineo due espressioni di questa bella affermazione: “ho le mani piene di grazie” e “di ogni genere”. Sono grazie di ordine temporale e di ordine soprannaturale.
Siamo tutti invitati a fare la prova se questo sia vero, purché si riceva il Signore in maniera degna, in grazia di Dio, senza peccati gravi che macchiano l’anima e impediscono al Signore di rendersi presente e di operare.

5. Adesso tu ti trovi nella condizione di poter essere confessato e di fare la santa Comunione, sebbene non dove sei conosciuto come sposato solo civilmente.
Pur vivendo in una situazione irregolare, ma ormai con la risolutezza di vivere secondo le vie di Dio e nella castità, puoi sperimentare quanto sia vero  ciò che dissero Santa Teresa d’Avila e Santa Faustina Kowalska.
Nelle tue Comunioni il primo pensiero sia per colei che vive a fianco a te e che ha bisogno di ricuperare la vista della fede, e cioè di vedere la propria vita e il proprio futuro con gli occhi stessi di Dio.
La grazia della Santa Comunione è un bene così grande che vale bene la rinuncia a qualsiasi peccato.
Infatti “quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?” (Lc 9,25).

6. Non dimenticare la grande promessa di Gesù: “Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena” (Gv 15,10-11).
Gesù promette pienezza di vita nella vita presente e in quella futura.
L’ateismo invece assicura il niente di qua e prepara l’autoprivazione di Dio di là e la conseguente sofferenza per la privazione di ogni bene.

Ti ringrazio per questa testimonianza che nasce direttamente dal tuo vissuto di ateismo e di credente.
Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

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