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Quesito

Caro Padre Angelo,
Dopo qualche giorno di riflessione e lettura di alcuni quesiti sul suo portale, ho deciso di scriverle questa email e raccontarle, in sintesi, qualcosa di me.
Sono un ragazzo di 22 anni e da qualche anno sto affrontando una certa crisi spirituale, o forse una ri-conoscenza spirituale verso Dio. Premetto di essermi allontanato dalla religione, come credente, nell’adolescenza, intorno ai 15 anni, a causa di alcune mie letture che mi portarono mettere in dubbio alcuni aspetti della Dottrina. Durante il catechismo sono sempre stato interessato alle questioni teologali della cristianità, e di conseguenza ho cercato risposte nella letizia della filosofia e la letteratura. Al seguito dell’incontro con certe letture inizio a dubitare in Gesù. Purtroppo durante gli anni scolastici non sempre ho scelto di seguire il percorso della sapienza e sono ricaduto nella vanità dei costumi giovanili che, ahimé, sono, purtroppo, sempre più dissoluti e privi di ragione. Ottenuto il diploma decisi di partire verso l’Inghilterra, più precisamente a Londra. Dopo aver vissuto per tre anni in quella "Babylondon", per usare un’espressione del vostro confratello padre Mcnabb, notai l’effimeratezza e la nullità che viene proposta della società, i suoi non valori privi di senso che portano all’annichilimento e alla perdizione, soprattutto verso noi giovani. In quegli anni di disordine morale e spirituale avvertii un certo "richiamo", se così si può dire, per Gesù, tornando a cullarmi nella consolazione della filosofia e la lettura della Bibbia, e come per caso, ma sappiamo che nulla è per caso, mi sono imbattuto nell’Ordine Domenicano. Mosso dall’amore per la filosofia e dalla speranza della fede, ho iniziato a conoscere San Tommaso d’Aquino, che mi ha da subito affascinato e incuriosito sul vostro ordine. In seguito mi sono imbattuto in un vostro confratello di …, padre ….. Devo dire che sono rimasto folgorato dal carisma e la profondità di tutto ciò. Sono tornato a pregare e recitare il rosario, tuttavia certi giorni mi trovo ad essere renitente verso questa "forza" che mi attrae, non so bene il perchè. Pur meditando su questa opposizione, vorrei chiederle consiglio. Precisamente, come capire se quel che sento è veramente una chiamata da Dio, come posso riconciliarmi con Lui? Mi vergogno di tutto quel tempo passato nella dissolutezza lontano da Dio. Ne ho un amaro ricordo. Mi chiedo se Dio mi abbia o mi potrà concedere nuovamente la sua grazia.
Da quando sono tornato a casa, ho deciso di dedicarmi allo studio, pensavo di iscrivermi alla facoltà di filosofia all’università di …, ho pensato anche allo studio domenicano, sempre di ….. Quale delle due potrebbe consigliarmi?
Un ultimo quesito che vorrei porle è l’intenzione di entrare nell’ordine dei domenicani. Ormai è da un pò di tempo che ci penso, voler dedicare la mia vita a Dio, alla sua conoscenza. Ho visto come vanno i tempi oggi e ho trovato conforto alle mie lacrime nella Parola di Dio. Per questo motivo vorrei entrare nell’ordine, per cercare di aiutare le persone come Dio ha aiutato me, nel rendermi conto che stavo percorrendo una via al peccato. Per questi motivi vorrei chiederle se giovi prima intraprendere lo studio universitario e successivamente considerare la possibilità di entrare nell’Ordine? Mi chiedo anche se potrei esserne degno e all’altezza di tale Ordine. Spero che Dio ascolti le mie preghiere.
Ho cercato di racchiudere sinteticamente i tratti più fondamentali, la prego di scusarmi per il lungo preambolo alle poche domande.
La ringrazio anticipatamente per il tempo che dovrà dedicare alla lettera di quest’anima smarrita. Spero di non farle perdere tempo. 
Le pongo i miei più sinceri e cordiali saluti.
Grazie Padre.

M.

 


 

Risposta

Caro M.,
1. non è inutile il tuo lungo preambolo perché mi dà modo di consigliarti in maniera più adeguata.
Infatti il primo consiglio che ti do è quello di consolidare la tua vita cristiana attraverso una regolare pratica sacramentale (confessione ed Eucaristia) e attraverso la preghiera.
La vita di preghiera, grazie a Dio, è già presente con il Santo Rosario. Continua così. Non staccarti mai da questo appuntamento con Cristo e con la Madonna che secondo me assomiglia all’incontro di Dio in parvenze umane con  i nostri genitori nel giardino dell’Eden.
Si avverte sempre un senso di pace dopo quello spazio di tempo dedicato alla preghiera e si ha l’impressione che se anche nel resto della giornata avessimo concluso poco tuttavia quella della preghiera del Santo Rosario è stato il momento più alto e più proficuo per noi stessi e per tutta la Chiesa.

2. Sarei contento se insieme con il Rosario fosse già presente la vita sacramentale.
Perché allora il discorso sulla vocazione sarebbe semplicemente come uno di quei sogni che molto spesso accompagnano i neo convertiti.
Per vita sacramentale intendo la Messa domenicale e la confessione fatta in maniera regolare e frequente (almeno due volte al mese) sempre col medesimo confessore.

3. È importante la confessione sacramentale in ordine alla vocazione perché ordinariamente il confessore è in grado di conoscere il soggetto e di darne il via libera.
Non è solo lui che fa il cosiddetto discernimento vocazionale, ma il primo parere tocca a lui almeno per dire che non vi sono impedimenti da parte sua.
Altri poi daranno valutazioni migliori, più complete.
Infatti se una persona vivesse abitualmente nel peccato grave sarebbe una velleità voler seguire il Signore in maniera più piena (plenius), più da vicino (pressius) e più intima (intimior) se non riesce neanche a seguirlo in maniera ordinaria.
Le tre espressioni che ho usato sono mutuate dal linguaggio del Concilio Vaticano II che caratterizza così la vita consacrata all’interno della vita cristiana.

4. Prima di dare la risposta alle due domande concrete che mi hai fatto desidero dire una parola sulla tua vocazione all’Ordine domenicano.
La tua volontà di aiutare le persone che si sono smarrite nel nichilismo e nel vuoto dell’ateismo come Dio ha aiutato te mi pare una valida motivazione.
Il nostro Santo Padre Domenico era ansioso di portare la pienezza di vita di cui può godere un cristiano alle persone che in quel periodo vivevano un’altra forma di vuoto e di nichilismo, anche se motivato da connotazione religiosa.
Il nostro Ordine religioso ha carattere apostolico.
La forma di vita che si vive all’interno (vita comunitaria con i consigli evangelici, la partecipazione comunitaria alla Liturgia delle ore e in  particolare dell’Eucaristia, lo studio ed alcune osservanze come il silenzio, il portare l’abito religioso e vivere in luogo riservato) ha come scopo di portare Dio agli uomini, soprattutto ai più lontani, e gli uomini a Dio.

5. Dopo questo lungo preambolo (un po’ come il tuo!), vengo alle domande precise che mi hai fatto.
Dal momento che nella tua città sono presenti tanto la facoltà di filosofia presso l’università civile quanto lo studio di filosofia proprio dell’Ordine, senza alcun dubbio ti consiglio di frequentare il nostro studio per diversi motivi.
Primo, perché la laurea breve conseguita presso il nostro studio è riconosciuta dallo stato italiano. Per il tuo futuro in ogni evenienza la laurea presa da noi ha il medesimo valore della laurea conseguita presso l’università statale. Per cui non sarebbe mai tempo perso.
In secondo luogo perché i nostri corsi di filosofa seguono un curriculum di studi necessari per affrontare la teologia. Nel caso invece che tu frequentassi l’università statale vi sarebbe poi la necessità di integrare gli studi con qualche corso. Penso ad esempio ai corsi di antropologia filosofica e di metafisica.
In terzo luogo perché a contatto con docenti e studenti domenicani avresti la possibilità di confrontarti su una tua precisa chiamata alla vita domenicana e su una sua eventuale tenuta.
È vero che l’università civile offre un ventaglio più ampio di corsi. Ma nulla proibisce che tu possa fare questo già adesso perché è consentito di frequentare corsi presso l’una e l’altra facoltà. Ed è consentito soprattutto in futuro qualora il tuo ministero necessitasse di alcune integrazioni.

6. Chiedi poi se sia meglio entrare subito nell’Ordine e fare poi gli studi di filosofia oppure viceversa.
Ebbene dal momento che non potresti entrare subito nell’Ordine senza aver fatto un anno da aspirante (in quest’anno si continua a vivere a casa propria e si partecipa agli incontri previsti), dovresti per forza iscriverti da qualche parte per no rimanere con le mani in mano.
Pertanto anche per questa domanda la risposta è facile: iscriviti subito al corso di Filosofia dello Studio domenicano.
Iniziato questo corso, sei sempre in tempo per concluderlo da laico o da frate.
Se lo concluderai da frate domenicano, dovrai interromperlo per il prenoviziato e per il noviziato), ma in ogni caso non perderesti del tempo.

7. Infine ti domandi se puoi ritenerti degno di tale Ordine e di esserne all’altezza.
A questo proposito non so se vi sia qualcuno che possa dire di essere degno di entrare in un’istituzione così gloriosa per santità di vita e per dottrina.
In ogni caso, se entrerai nell’Ordine la domanda che ti verrà fatta al momento dell’ingresso in noviziato con la vestizione religiosa sarà la seguente: Che cosa domandi?
E tu risponderai come hanno risposto tutti i domenicani da 800 anni a questa parte: La misericordia di Dio e dell’Ordine.
Non si entra nell’Ordine dunque perché se ne è degni, ma chiedendo la grazia, la misericordia, di esservi accolti.
Ne sarai all’altezza? L’altezza non è data dai titoli roboanti o dalla straordinarietà del ministero che svolgerai, ma dalla santità della vita.
Quanti Santi domenicani hanno svolto un ministero umile, come quello del confessionale e dell’accoglienza delle persone!
Ma anche i più grandi Santi, come San Tommaso, Santa Caterina da Siena, San Martino de Porres, senza dire del Santo Padre Domenico, sono stati tutti umilissimi.
La santità infatti trova il suo fondamento nell’umiltà e si costruisce nella carità.

Con l’augurio che lo studio della filosofia che tra breve inizierai ti aiuti ad approfondire la tua vocazione e che tu possa diventare mio confratello, ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo