Secondo lei un forte e deciso invito del Papa a cambiare opinione sull’aborto diretto ai politici e agli elettori potrebbe essere utile?

////Secondo lei un forte e deciso invito del Papa a cambiare opinione sull’aborto diretto ai politici e agli elettori potrebbe essere utile?

Secondo lei un forte e deciso invito del Papa a cambiare opinione sull’aborto diretto ai politici e agli elettori potrebbe essere utile?

Quesito

Caro Padre Angelo,
mi chiamo Michele e leggo con molto piacere la sua rubrica, fonte molto preziosa di chiarimenti sul Catechismo Cattolico.
Da tempo cerco di fare una battaglia culturale a difesa della vita minacciata dal “nuovo presunto diritto” che è l’aborto terapeutico, di cui spesso si tace anche che viene anche sovvenzionato dalle tasse di tutti noi cittadini! Senza dimenticare che non è possibile avere un mondo in pace, se in casa nostra avviene un silenzioso sterminio di esseri umani indifesi.
Spessissimo si parla della responsabilità della donna che abortisce e del medico che collabora, più raramente si parla della responsabilità di genitori/partner/amici/eccetera che ne stimolano o forzano la scelta. Ma come fare? Giustamente il Catechismo invita alla preghiera, la più grande e potente arma per riparare il male e contrastare il nemico di Dio, ma mi domando anche se si possa fare di più?
Stavo pensando che chi direttamente compie il delitto di aborto è automaticamente scomunicato dalla Chiesa Cattolica, scomunica necessaria alla riflessione e invita ad accedere al Sacramento della Riconciliazione (Papa Francesco ha voluto che questo sia sufficiente per rimuovere la scomunica). Mi chiedo però quanto possano essere responsabili i legislatori e governanti favorevoli all’aborto, e quanti li sostengono col voto, specie se si dichiarano cattolici! Non vedo infatti molte prese di posizione da parte della Chiesa Cattolica verso i politici cattolici che combattono per trasformare l’uccisione di un essere umano indifeso in un diritto sacrosanto.
Secondo lei, un forte e deciso invito del Papa a cambiare opinione sull’aborto diretto ai politici (e perché non anche gli elettori?) che per potersi definire Cattolici ed accedere ai Sacramenti debbano fare il percorso di contenimento (e magari estirpazione) del delitto di aborto? Potrebbe una scomunica formale ai (purtroppo tanti) politici che si dichiarano cattolici e promuovo l’aborto fargli fare una seria riflessione? E un ammonimento al popolo cattolico che vota consapevolmente chi promuove principi contrari al Catechismo, potrebbe aiutare?
Forse sembrerò cattivo e poco caritatevole, ma ho letto che se non si ammonisce il fratello che sbaglia, poi verrà chiesto conto a noi!
La ringrazio
Un saluto
Michele


Risposta del sacerdote

Caro Michele,
1. non credo che un pronunciamento più forte sull’aborto possa far cambiare mentalità.
Giovanni Paolo II quanto ha combattuto!
Benedetto XV anche in riferimento al diritto di abortire ha parlato di pseudo diritti.
Indubbiamente la piaga dell’aborto e di altre realtà deve interrogarci sull’efficacia della nostra evangelizzazione e della nostra catechesi.

2. Tuttavia non dobbiamo dimenticare che anche qualora la nostra evangelizzazione e la nostra catechesi fossero perfette e i predicatori fossero santi e dotti potremmo trovarci di fronte ad una mentalità contraria.
Il motivo è nel mondo è presente quella realtà che San Paolo chiamava il mistero dell’iniquità (2 Ts 2,7).

3. Non dobbiamo dimenticare quello che è successo attorno a Gesù. La gente (in questo caso le guardie dei sommi sacerdoti) si sentiva costretta a dire dell’evidenza delle cose: “Mai un uomo ha parlato come parla quest’uomo!»” (Gv 7,46).
Eppure non l’hanno ascoltato.
Del resto Gesù stesso aveva detto: “La luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie” (Gv 3,19).

4. Allora che cosa si deve fare?
Insieme con l’evangelizzazione e la catechesi va fatta un’altra cosa, che è quella che costa più di tutte. Ed è quella ricordata da Giovanni Paolo II nell’Evangelium vitae:
“È certamente enorme la sproporzione che esiste tra i mezzi, numerosi e potenti, di cui sono dotate le forze operanti a sostegno della “cultura della morte” e quelli di cui dispongono i promotori di una “cultura della vita e dell’amore”. Ma noi sappiamo di poter confidare sull’aiuto di Dio, al quale nulla è impossibile (Mt 19,26).
Con questa certezza nel cuore, e mosso da accorata sollecitudine per le sorti di ogni uomo e donna, ripeto oggi a tutti quanto ho detto alle famiglie impegnate nei loro difficili compiti fra le insidie che la minacciano: è urgente una grande preghiera per la vita, che attraversi il mondo intero.
Con iniziative straordinarie e nella preghiera abituale, da ogni comunità cristiana, da ogni gruppo o associazione, da ogni famiglia e dal cuore di ogni credente, si elevi una supplica appassionata a Dio, Creatore e amante della vita.
Gesù stesso ci ha mostrato col suo esempio che preghiera e digiuno sono le armi principali e più efficaci contro le forze del male(Mt 4,1-11) e ha insegnato ai suoi discepoli che alcuni demoni non si scacciano se non in questo modo (Mc 9,29).
Ritroviamo dunque l’umiltà e il coraggio di pregare e digiunare, per ottenere che la forza che viene dall’Alto faccia crollare i muri di inganni e di menzogne, che nascondono agli occhi di tanti nostri fratelli e sorelle la natura perversa di comportamenti e di leggi ostili alla vita, e apra i loro cuori a propositi e intenti ispirati alla civiltà della vita e dell’amore” (EV 100).

5. Bisogna ritrovare da parte di tutti “l’umiltà e il coraggio di pregare e digiunare, per ottenere che la forza che viene dall’Alto faccia crollare i muri di inganni e di menzogne”.
Ma su questo punto, a parte qualche benemerita associazione, sembra esserci un grande silenzio piuttosto che una grande preghiera.

Ti ringrazio di aver toccato un tasto scottante della nostra pastorale e della nostra vita cristiana.
Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

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