Caro Padre,
Avendo sentito dello spettacolare risultato in favore dell’aborto in Irlanda dopo il referendum, ero molto triste e arrabbiato.
Tutti i tipi di pensieri e sentimenti negativi sono entrati nella mia mente.
Mi ricordo la mia speranza l’anno scorso che il Rosario sulle Costa che ha avuto luogo in Polonia, in Italia e in Irlanda avrebbe segnato la svolta della marea, iniziando il risveglio spirituale qui in Europa.
Invece, il referendum irlandese ha dimostrato che la Cultura della Morte rimane trionfante e vittoriosa.
Mi sono chiesto che cosa è stato raggiunto mediante il Rosario sulle Coste.
Addosso la colpa alla Chiesa Cattolica d’Irlanda per tutti gli scandali sessuali che l’hanno screditata negli occhi del popolo irlandese, privandola di qualsiasi autorità morale e munendo i suoi nemici delle armi contro di lei.
Mi può dire quali speranza e conforto posso trarre di fronte a questa tragedia?
Pietro d’Inghilterra


Caro Pietro (che scrivi dall’Inghilterra),
1. in questo momento che segna la condanna a morte di tanti innocenti quale conforto vuoi sentire?
C’è solo da piangere per il male che alcuni fanno a se stessi e alla nazione in cui abitano, sebbene in fine ti dirò quale sia la speranza che i credenti in Cristo possiedono anche nei momenti più bui della storia.

2. Quando una società vuole a fare a meno di Dio e sostituisce con leggi fatte a maggioranza i comandamenti di Dio si perverte il senso della democrazia e si giunge alla dittatura della maggioranza.

3. Giovanni Paolo II in Evangelium vitae ha scritto: “Quando una maggioranza parlamentare o sociale decreta la legittimità della soppressione, pur a certe condizioni, della vita umana non ancora nata, non assume forse una decisione “tirannica” nei confronti dell’essere umano più debole e indifeso?…
Forse che questi crimini cesserebbero di essere tali se, invece di essere commessi da tiranni senza scrupoli, fossero legittimati dal consenso popolare?” (EV 70).
Ha detto anche che “la democrazia non può essere mitizzata fino a farne un surrogato della moralità o un toccasana dell’immoralità” (EV 70).

4. In realtà, “il valore della democrazia sta o cade con i valori che essa incarna e promuove: fondamentali e imprescindibili sono certamente la dignità di ogni persona umana, il rispetto dei suoi diritti intangibili e inalienabili, nonché l’assunzione del “bene comune” come fine e criterio regolativo della vita politica” (EV 70).

5. Quando ci si attiene esclusivamente al criterio della maggioranza, indipendente dalla legge morale, e cioè dalla legge di Dio, ci si trova solo dinanzi ad “una tragica parvenza di legalità” (EV 20) perché “l’ideale democratico, che è davvero tale quando riconosce e tutela la dignità di ogni persona umana, è tradito nelle sue stesse basi.
Come è possibile parlare di dignità di ogni persona umana, quando si permette che si uccida la più debole e la più innocente?
In nome di quale giustizia si opera fra le persone la più ingiusta delle discriminazioni, dichiarandone alcune degne di essere difese, mentre ad altre questa dignità è negata?” (EV 20).

6. “Quando, per un tragico oscuramento della coscienza collettiva, lo scetticismo giungesse a porre in dubbio persino i principi fondamentali della legge morale, lo stesso ordinamento democratico sarebbe scosso nelle sue fondamenta, riducendosi a un puro meccanismo di regolazione empirica dei diversi e contrapposti interessi. (…) La democrazia diventa facilmente una parola vuota” (EV 70).

7. Il dramma dell’Irlanda, come del resto di tanti paesi del mondo, non sta semplicemente nella crisi del clero e degli scandali di alcuni dei suoi membri, ma in una mentalità di fondo che di fatto è atea.
L’uomo si è messo al posto di Dio.
Ma le conseguenze di tale mentalità sono quelle descritte profeticamente da Giovanni XXIII nel 1961 nell’enciclica Mater et Magistra: “Qualunque sia il progresso tecnico ed economico, nel mondo non vi sarà né giustizia né pace finché gli uomini non ritornino al senso della dignità di creature e di figli di Dio, prima e ultima ragion d’essere di tutta la realtà da lui creata.
L’uomo distaccato da Dio diventa disumano con se stesso e con i suoi simili, perché l’ordinato rapporto di convivenza presuppone l’ordinato rapporto della coscienza personale con Dio, fonte di verità, di giustizia e di amore” (MM 227).
L’aborto non è un gesto di disumanità degli uni nei confronti dei più deboli e dei più innocenti?

8. Sicché è ben vero quanto sempre nel 1961 Giovanni XXIII era costretto a constatare: “L’aspetto più sinistramente tipico dell’epoca moderna sta nell’assurdo tentativo di voler ricomporre un ordine temporale solido e fecondo prescindendo da Dio, unico fondamento sul quale soltanto può reggere; e di voler celebrare la grandezza dell’uomo dissecando la fonte da cui quella grandezza scaturisce e della quale si alimenta, e cioè, se fosse possibile, estinguendo il suo anelito verso Dio.
Sennonché l’esperienza di tutti i giorni continua ad attestare, fra le delusioni più amare e non di rado in termini di sangue, quanto si afferma nel libro ispirato: Se il Signore non costruisce la casa, invano vi si affaticano i costruttori” (MM 229).

9. In questa società che continua a spargere il sangue degli innocenti mi pare di vedere quanto san Giovanni ha descritto nell’Apocalisse:
E vidi quella donna, ubriaca del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù.
Al vederla, fui preso da grande stupore.
Ma l’angelo mi disse: «Perché ti meravigli? Io ti spiegherò il mistero della donna e della bestia che la porta, quella che ha sette teste e dieci corna.
La bestia che hai visto era, ma non è più; salirà dall’abisso, ma per andare verso la rovina.
E gli abitanti della terra il cui nome non è scritto nel libro della vita fino dalla fondazione del mondo, stupiranno al vedere che la bestia era, e non è più; ma riapparirà” (Ap 17,6-9).
Quella donna ubriaca di sangue rappresenta l’AntiCristo.

10. Un tempo era ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù.
Quella bestia andò in rovina.
Ma nel frattempo è riapparsa sotto altre vesti ed è potentissima (le sette teste e le dieci corna ne sono un simbolo).
Oggi mentre continua ad essere ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù di fatto sembra avere un grandissimo potere perché stermina impunemente gli innocenti con la forza della legge (la maggioranza).

11. “Salirà dall’abisso” dice l’Apocalisse (17,8), e cioè con tutto il potere dell’inferno, “ma va verso la rovina” (Ap 17,11).
Quelli che stanno con lei “riceveranno potere regale per un’ora soltanto, insieme con la bestia” (Ap 17,12) e cioè per breve tempo.
Essi combatteranno contro l’Agnello, ma l’Agnello li vincerà, perché è il Signore dei signori e il Re dei re; quelli che stanno con lui sono i chiamati, gli eletti e i fedeli” (Ap 17,13-14).

12. Questa è la parola di speranza: che questo regno potentissimo non sarà eterno, anzi durerà poco e la vittoria finale sarà dell’Agnello, di Gesù, “il Signore dei signori e il Re dei re” (Ap 17,14)
E questo anche se quell’“ora soltanto” può durare parecchio perché “per Dio mille anni sono come un giorno solo” (2 Pt 3,8).

Ti ringrazio per il tuo puntuale intervento, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo