Carissimo padre Angelo,
Devo dirle che apprezzo moltissimo le sue spiegazioni (e ne rendo lode a Dio!) perchè nella loro semplicità mi arrivano come luce immediata su questioni che fino a quel momento erano per me intricate… quindi l’aiuto che ne ricevo è grande, molto grande ….
La domanda è questa: E’ sbagliato o temerario o eretico dire che ogni volta che noi accogliamo volontariamente la tentazione e l’assecondiamo lo Spirito che l’ha suscitata ENTRA dentro di noi e che con la perfetta contrizione (seguita poi dal sacramento della confessione) questo Spirito viene RIBUTTATO FUORI?
Leggo in San Paolo nella lettera agli Efesini, 2,2 ” ….quello spirito che ora opera NEGLI uomini ribelli. ” e in Mc 7,21 ” Dal di dentro, infatti, cioè DAL cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi …. tutte queste cose cattive vengono fuori DALL’INTERNO e rendono impuro l’uomo.” E San Cesario di Arles, vescovo, dice nel suo Discorso 229,1-3: ” (…) Prima del Battesimo tutti noi eravamo, o carissimi, tempio del diavolo (…). Cristo con la Sua venuta ha SCACCIATO il diavolo DAL nostro cuore per prepararsi un tempio dentro di noi, cerchiamo di fare, col suo aiuto, quanto è in nostro potere, perchè questo tempio NON ABBIA A SUBIRE ALCUN DANNO PER LE NOSTRE CATTIVE AZIONI.”
Quello che volevo sottolineare è che l’immagine dell’uomo con l’angioletto alla sua destra che gli sussurra il bene e il diavoletto alla sua sinistra che gli sussurra il male affinché poi l’uomo si muova a compiere o l’uno o l’altro, andrebbe poi continuata con l’immagine del diavoletto che entra nel cuore dell’uomo, là dove l’uomo l’accoglie… a me pare … Sbaglio???
La ringrazio infinitamente e le dico con piacere che spesso uso dei suoi lavori per le riflessioni che faccio agli incontri…
A Gesù ogni onore e gloria!!!
Amen.


Carissima,
1. San Tommaso afferma che “il demonio è il nemico della salvezza che l’uomo acquista col battesimo e ha un certo potere sull’uomo per il fatto che questi si trova sotto il peccato originale, o anche sotto quello attuale” (Somma teologica, III, 71,2).
Sappiamo che in alcuni casi il demonio agisce ossessionando, vessando e anche possedendo alcune persone.

2. Tuttavia lo Spirito Santo e il demonio non agiscono e non entrano in una persona nel medesimo modo perché lo Spirito Santo è Dio ed è creatore dell’uomo, mentre il demonio è una creatura.
Nella Somma contro i gentili San Tommaso scrive: “La Scrittura ci mostra in molti e chiari modi che lo Spirito Santo non è una creatura, ma è vero Dio.
Per questo non ammettiamo che si debba intendere allo stesso modo la presenza e l’abitazione dello Spirito Santi nelle menti (anime) dei Santi e quella del diavolo in alcuni uomini.
Si legge infatti di Giuda che “preso il pezzo di pane Satana entrò in lui” (Gv 13,27) e San Pietro disse ad Anania secondo alcuni codici: “Anania, perché Satana riempì il tuo cuore?” (At 5,3).
Siccome infatti sappiamo che il diavolo è una creatura non può egli riempire alcuno con la partecipazione di se stesso o con la sua sostanza, ma si dice che riempie alcuni mediante l’effetto della sua malizia. Perciò San Paolo dice ad un tale: “Uomo pieno di ogni frode e di ogni malizia, figlio del diavolo…” (At 13,10).
Invece lo Spirito Santo, essendo Dio, con la sua sostanza occupa la mente (l’anima) e fa buoni con la comunicazione di se stesso. Egli infatti è la sua stessa bontà essendo Dio, mentre ciò non si verifica di nessun altra creatura” (IV,18, in fine).

3. Ugualmente commentando il passo del Vangelo di San Giovanni dove si legge “dopo quel boccone Satana entrò in lui” (Gv 13,27) San Tommaso si chiede: “In che modo Satana può entrare in un uomo?”.
E risponde: “Che Satana entra in un uomo si può intendere in due modi.
Poiché questi può entrare nel corpo di un uomo, com’è evidente in coloro che sono vessati fisicamente dal demonio; e allora il diavolo entra nell’uomo col proprio essere.
Oppure potrebbe intendersi che entra nella sua anima, nel senso che il demonio s’inserisce col proprio essere nella mente umana. E in tal senso all’infuori di Dio niente può entrare nell’uomo.
Infatti l’anima razionale non ha le dimensioni della quantità, cosí da poter contenere entro quella sua estensione una creatura qualsiasi. In essa invece non può trovarsi se non quella realtà che le dà l’essere, e che è là per la propria virtù.
Ma dove si trova la virtù di Dio, c’è pure l’essenza di Dio: perché in Dio l’essenza s’identifica con la virtù, o potenza. Perciò è evidente che Dio si trova essenzialmente nell’anima.
Tuttavia si dice che il diavolo s’introduce nella mente dell’uomo per effetto e per affetto della malvagità, cioè in quanto un uomo da lui sedotto si lascia guidare da lui a compiere il male” (Commento al Vangelo di Giovanni 13,27).

4. Nella Somma teologica San Tommaso afferma in maniera categorica che “Dio solo penetra nell’anima” (“solus Deus illabitur animae”, Somma teologica, III, 64, 1).

5. Prima di san Tommaso Didimo il cieco (del terzo secolo) aveva detto: “Sarebbe un’empietà mettere lo Spirito Santo al livello delle creature. Un essere creato non abita in un altro: le arti e le scienze, le virtù e i vizi, abitano in certo modo in noi, ma come qualità accidentali e non come sostanze… Ora è la propria sostanza dello Spirito Santo che abita nei giusti e li santifica, e solo alle tre Persone della Trinità appartiene di poter, colla loro sostanza, penetrare nelle anime” (De Spiritu Sancto, 25).
E, prevenendo l’obiezione per cui si sarebbe potuto dire che anche Satana entrò nel cuore di Giuda (Gv 13,27), risponde che Satana vi entrò non con la sua sostanza, ma con la sua operazione, e cioè con le sue perfide suggestioni e con i suoi inganni pieni di malizia (Ib., 61).

6. Pertanto le espressioni di san Paolo secondo cui lo spirito opera negli uomini ribelli e anche quelle di Cesario di Arles vanno intese nel senso spiegato da Didimo il cieco, e cioè il demonio agisce con le sue perfide suggestioni e con i suoi inganni pieni di malizia giungendo ad agire anche nei sensi interni dell’uomo e indirettamente anche nei suoi pensieri, ma non direttamente nella sua intelligenza e nella sua anima.
Tanto meno con la sua presenza diretta nell’anima.

Le auguro ogni bene per i suoi incontri, la ricordo al Signore e la benedico.
Padre Angelo