Caro Padre Angelo,
la ringrazio ancora una volta per la sua risposta,
ho riflettuto molto sulle parole che mi ha scritto nell’ultima e-mail e a riguardo, vorrei che lei mi guidasse ancora una volta nelle mie riflessioni.
Leggendo un libro di Pietro Pomponazzi, illustre filosofo del 1500 che ha scritto, tra le altre opere, il “De Immortalitate Animae”, ho appreso che il suddetto filosofo, (in seguito ripudiato dalla Chiesa), dichiarò che l’anima, al contrario di quanto tutti pensavano, muore insieme al corpo per poi dissolversi nell’aria, ovviamente questo gli bastò per essere messo all’indice. Io, personalmente, al di là dell’esattezza logico-concettuale, ancora devo capire cosa sia l’anima, se essa fluttui nel mondo delle idee platoniche, o se faccia parte di un più atomistico “disegno”, democriteo, oserei dire. Ecco, Padre, in tutto questo, io navigo, come un minuscolo marinaio, disperso in un vasto oceano… in questo universo di concetti, ragionamenti e riflessioni, io nuoto con pacata arrendevolezza, come una foglia viene spinta dal vento, la mia mente è in continua ma altalenante discesa verso le profondità del pensiero…
Un caro saluto,
Emanuele


Caro Emanuele,
1. capisco la tua difficoltà a comprendere che cosa sia l’anima.
Filone, un grande pensatore ebreo del primo secolo, ha detto che “la mente che è in ciascuno di noi può comprendere ogni cosa, ma non ha la possibilità di comprendere se stessa” (Legum allegoriae I,9).
Che fare per comprendere noi stessi?
Sant’Agostino l’aveva capito quando scrisse: “Se avrò conosciuto te avrò conosciuto anche me” (Noverim Te noverim me).
Non può essere che così dal momento che siamo fatti ad immagine e somiglianza sua.

2. Tuttavia Aristotele in termini molto semplici ha detto che “l’anima è il principio primo per il quale viviamo, sentiamo e pensiamo” (De anima, 412, 12).
Se c’è infatti una cosa che differenza una realtà viva da una morta è proprio la presenza dell’anima.
L’anima è il principio della vita.
Se non fosse una tautologia si potrebbe dire: l’anima è ciò che anima!
Ma in questa apparente tautologia comprendiamo bene di che cosa si tratta.
L’anima è ciò che fa essere vivi.

3. Tu potresti dire: anche le piante sono vive. Allora anch’esse avrebbero l’anima!
Sì, hanno l’anima anche le piante. Hanno però un’anima solo vegetativa nel senso che assimilano, crescono, emettono i loro fiori e producono i loro frutti.
Analogamente anche gli animali hanno l’anima. Vengono detti animali proprio per questo. In essi l’anima è principio di vita vegetativa e sensitiva.

4. E adesso giungiamo agli uomini, che sono animali in modo ancora più perfetto perché – oltre ad avere una vita vegetativa e sensitiva – hanno anche una vita razionale e spirituale.
In altre parole hanno un’anima razionale.

5. Per questa vita razionale e spirituale possono conoscere tutte le cose: non solo quelle materiali ma anche quelle spirituali, come Dio, la grazia santificante, le virtù teologali, i doni dello Spirito Santo.
Se l’uomo non fosse dotato di anima spirituale non potrebbe neanche ipotizzare la possibilità di tali realtà spirituali.

6. Poiché l’anima umana è razionale e spirituale è anche immortale.
Per questo Pomponazzi sbagliava dicendo che al termine dei nostri giorni l’anima si sarebbe dissolta.
Si dissolvono o disgregano solo le realtà materiali.
L’anima umana invece essendo razionale e spirituale non è materiale, non è composita. E proprio perché non è composita non si disgrega, non si dissolve. È semplice e pertanto anche immortale.

7. Con questo sono consapevole di averti detto poco.
Ma è quanto è sufficiente per dire che vale la pena inoltrarsi in questa realtà misteriosa e invisibile.
Dio l’ha voluta spirituale perché potesse conoscerlo, amarlo, custodirlo dentro di sé.

8. Mi piace concludere con alcune espressioni di Santa Caterina da Siena: “Tu, o alta ed eterna sapienza, non hai voluto che l’anima fosse sola, ma l’hai accompagnata con le tre potenze della memoria, dell’intelletto e della volontà.
Queste potenze sono tanto unite fra loro che dietro a quello che vuole l’una, le altre vanno.
Onde se la memoria si pone a contemplare i tuoi benefici e la tua smisurata bontà, subito l’intelletto li vuole conoscere e la volontà amare e vuol mettere in esecuzione la tua volontà.
E perché non l’hai voluta sola?
Tu non vuoi che stia sola perché non vuoi che essa sia senza l’amore di te e la dilezione del prossimo.
E allora è in sé perfettamente unita quando è così accompagnata, fatta cioè una sola cosa con te e col prossimo per unione d’amore e affetto di carità” (Orazione 24).

Ti auguro di fare della tua anima il luogo dove Dio diffonde le sue delizie e in maniera così abbondante da poterle comunicare anche agli altri.
Ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo