Quali furono gli errori di Giordano Bruno e se sia vero che la Chiesa lo voglia riabilitare

////Quali furono gli errori di Giordano Bruno e se sia vero che la Chiesa lo voglia riabilitare

Quali furono gli errori di Giordano Bruno e se sia vero che la Chiesa lo voglia riabilitare

Quesito

Carissimo padre
per televisione Rai3 ho seguito una trasmissione che parlavano di Giordano Bruno. Qui si racconta che egli fu anticipatore dei tempi e la Chiesa attuale non lo riterrebbe più in eresia. Anche se Giovanni Paolo II (Papa sublime) non volle riabilitarlo.
Mi piacerebbe sentire la sua versione e il suo pensiero al riguardo e mi piacerebbe sapere quali furono le eresie di Giordano Bruno.
Grazie padre che il Signore la benedica sempre.
Mauro


Risposta del sacerdote

Caro Mauro,
1. non è facilmente compendiabile il pensiero di Giordano Bruno, il quale ha scritto molto e si considerava più filosofo che teologo.
Il suo primo e principale errore è stato il panteismo, che egli sostenne apertamente e decisamente.
Diceva che la natura è Dio e Dio è la natura.
In particolare negò il dogma trinitario, l’incarnazione di Dio, la transustanziazione nell’eucaristia.
Durante il suo ultimo processo affermò “ch’era biastemia grande il dire che il pane si transustanzi in carne”.

2. Dotato di molti talenti, era entrato giovanissimo nell’0rdine domenicano dopo la morte dei genitori. Qualche storico asserì che vi entrò senza vocazione e che già da novizio manifestò irrequietezza e i primi dubbi.
Passò per vari conventi, dai quali se ne andava via perché il suo pensiero era sempre per lo meno sospetto di eresia.

3. Uscito dall’Ordine, dopo essere sostato qua e là, andò a Ginevra e si fece calvinista. Ciò significa che a questo punto fece propri tutti gli errori del protestantesimo.
Ma anche qui fu condannato da parte dei calvinisti stessi nel Sinodo di Ginevra e peregrinò per l’Europa.
Arrivato in Inghilterra, inizialmente godette della protezione della regina Elisabetta che egli definì “ninfa di sostanza celeste, meritevole di governare non questo solo, ma ancora tutti gli altri mondi”, di cui tra l’altro era strenuo assertore.
Da Londra però dovette fuggire dopo aver vilipeso il pensiero di Aristotele e anche quello di alcuni teologi protestanti.
Vent’anni dopo l’arcivescovo anglicano di Canterbury ne parlava con disprezzo, definendolo “Quell’omiciattolo italiano”. E facendo riferimento alle idee di Bruno secondo il quale la terra girava ma i cieli stavano fermi disse: “mentre in realtà era la sua testa che girava e il suo cervello che non stava fermo”.

4. Tuttavia più che aderire alle dottrine calviniste o in seguito a quelle anglicane per tornare poi a quelle cattoliche (tanto che sembra che qualcuno gli abbia suggerito di tornare in seno nell’Ordine domenicano) Giordano Bruno fu in realtà indifferente a tutte le confessioni religiose.
Nella misura in cui l’adesione a una religione non avesse pregiudicato le sue convinzioni filosofiche e la libertà di professarle, è stato detto che egli sarebbe stato cattolico in Italia, calvinista in Svizzera, anglicano in Inghilterra e luterano in Germania.
D’altronde si riteneva filosofo più che teologo.

5. Della sua vita privata si legge che fu “un ammasso di impudicizia e di ridicola superstizione”.
“Ridicola superstizione” forse è un’espressione tenue, perché fu anche accusato di stregoneria.
Non mancò di scrivere composizioni poetiche lascive.
Ma la sua vita privata non influenzò la direzione del processo che si mantenne principalmente sul suo itinerario dottrinale.

6. Fu processato a Roma in seguito ad una denuncia del doge mecenate Mocenigo di Venezia che inizialmente lo aveva accolto favorevolmente nella sua città.
La prigionia fu lunga. Durò sette anni perché ci si aspettava la sua “resipiscenza” (riconoscimento dei propri errori).
Ma “lui disse che non doveva né voleva riconoscersi colpevole, e che non aveva di che riconoscersi colpevole perché non aveva materia da essere colpevole e per questo non sapeva sopra che cosa dovesse riconoscersi colpevole”.
Ricevendo la sentenza di condanna disse ai giudici: “Forse voi, giudici,  mi date questa sentenza con maggiore timore di quanto ne abbia io nel riceverla”.

6. L’epilogo terreno di Giordano Bruno è stato tristissimo perché il tribunale ecclesiastico lo scaricò al braccio secolare che poi lo bruciò vivo il 17 febbraio del 1600.
Di questo fatto oggi la Chiesa se ne dispiace.
Il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato della Santa Sede, all’interno di un convegno su Giordano Bruno tenutosi in Roma nel 2000 a 400 anni dalla sua morte disse che «la Chiesa cattolica rimpiange profondamente questo triste episodio della storia cristiana».

7. Dire però che la Chiesa attuale lo voglia riabilitare mi sembra del tutto fuori luogo.
Una cosa è condannare la pena che gli è stata inflitta in vita e in morte.
E un’altra gli errori, che rimangono tali.

Ti ringrazio per avermi dato l’opportunità di parlare di questo confratello.
Che il Signore benedica sempre anche te.
Ti ricordo nella preghiera e a mia volta ti benedico.
Padre Angelo

Di |2018-08-31T14:34:57+00:0027 luglio 2018|Un sacerdote risponde - Varie - Storia|