Quesito

Caro Padre Angelo,
Grazie per la sua chiarezza.
Le volevo chiedere:
1. quale è la differenza tra quando Gesù  (prima di ascendere al cielo) alita sugli apostoli il suo Spirito e li invita ad andare in tutto il mondo concedendo il ministero sacerdotale e la Pentecoste?
Nella Pentecoste cosa avviene di più rispetto a quando Gesù risorto alita il suo spirito agli apostoli?

2. Quando le persone del tempo di Gesù (dopo la redenzione avvenuta il Venerdì santo) hanno ricevuto la grazia santificante e la natura divina come noi la riceviamo nel battesimo?
Automaticamente per l’avvenuta redenzione o a seguito del battesimo impartito dagli apostoli?


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. la sera del giorno della risurrezione Gesù, comparendo agli apostoli nel cenacolo, ha detto: “Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi” (Gv 20,22-23).
San Giovanni Crisostomo osserva che quilo Spirito Santo fu allora dato ai discepoli, ma non universalmente per tutti i compiti, bensì per un determinato effetto, quello di rimettere i peccati” (n Joannem, Hom. 87,3).

2. Nel giorno di Pentecoste invece Gesù comunica lo Spirito Santo a tutti coloro che erano nel Cenacolo per l’irrobustimento spirituale, per la testimonianza e per la predicazione, come aveva promesso nel giorno dell’Ascensione: “Riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra»” (At 1,4).

3. San Tommaso dà la seguente spiegazione: “Si deve notare che lo Spirito Santo due volte discese su Cristo e due volte sui discepoli. In Cristo discese la prima volta sotto forma di colomba nel battesimo (Gv 1,31s), e sotto forma di nube nella trasfigurazione (Mt 17,5). E la ragione sta nel fatto che la grazia di Cristo, che ci viene conferita dallo Spirito Santo doveva discendere fino a noi, sia attraverso i sacramenti (perciò nel battesimo discese sotto forma di colomba, che è un animale fecondo), sia attraverso l’insegnamento, e per questo discese sotto forma di nube luminosa. Ed è per questo che in tali circostanze si accenna al compito del Maestro: «Ascoltatelo!».
Sugli apostoli invece discese per la prima volta sotto forma di alito, per designare la propagazione della grazia ad opera dei sacramenti, di cui essi erano ministri. Ecco perché aggiunge: «A chi i metterete i peccati saranno rimessi». E in Mt 28,19 si legge: «Andate dunque, …e battezzate nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo». La seconda volta discese sotto forma di lingue di fuoco, per indicare la propagazione della grazia mediante l’insegnamento. Perciò in At 2,4 si narra, che appena essi furono ripieni di Spirito Santo, subito presero a parlare” Commento al Vangelo di Giovanni, 20,22).

4. Per la seconda domanda: la grazia di Dio può essere comunicata in via ordinaria e in via straordinaria.
La via ordinaria è costituita dai sacramenti.
La via straordinaria è nota solo a Dio.
Ebbene, i primi cristiani ricevettero la grazia in maniera ordinaria nel Battesimo.
Ma alcuni la ricevettero anche in maniera straordinaria stando vicini a Gesù, ascoltando la sua parola e assecondando la sua grazia.
Tra questi vi furono certamente coloro che sul Calvario hanno assistito alla morte del Signore e a quanto successe subito dopo.
Il buon ladrone si salvò in questo modo sulla croce.
Ugualmente secondo una via straordinaria ricevettero la grazia della conversione coloro che se ne tornarono a casa dal Calvario battendosi il petto.
Si legge nel Vangelo: “Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!»” (Mt 27,54).
E: “Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest’uomo era giusto». Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto” (Lc 23,47-48).

5. Infine, per la precisione:
– gli apostoli furono insigniti del ministero sacerdotale nell’ultima cena quando Gesù disse: “Fate questo in memoria di me”.
In Gv 20,23 invece si fa menzione di un particolare aspetto del ministero sacerdotale, quello del potere di rimettere i peccati.

– Coloro che ricevono la grazia in maniera ordinaria (con i sacramenti) o in maniera straordinaria non ricevono la natura divina, che è propria di Dio, ma uns partecipazione della natura divina.
Solo Gesù Cristo, in quanto Dio, ha una natura divina.
Noi invece riceviamo una partecipazione della natura divina, come ricorda San Pietro: “Con questo egli ci ha donato i beni grandissimi e preziosi a noi promessi, affinché per loro mezzo diventiate partecipi della natura divina” (2 Pt 1,4).
Ciò significa che noi rimaniamo con  la nostra natura umana, ma per mezzo della grazia diventiamo partecipi della natura divina come analogamente il ferro messo dentro il fuoco, pur rimanendo ferro, diventa partecipe della natura del fuoco.

Ti ringrazio dei quesiti, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

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