Quesito
Buonasera Padre Angelo,
frequento molto spesso il vostro sito e non posso che complimentarmi e ringraziarvi per il vostro magnifico lavoro.
Il quesito che desidererei porLe è il seguente: qual è la differenza tra Matrimonio Naturale e Matrimonio Sacramentale?
In che senso anche il primo è considerato valido? Come fa ad essere “officiato” o formalizzato un Matrimonio Naturale?
So che la principale differenza tra i due è che nel Matrimonio Naturale gli sposi non sono battezzati, mentre lo sono gli sposi del Matrimonio Sacramentale (chiaramente). Questo significa che un matrimonio ebraico, islamico o addirittura pagano sarebbe valido?
La ringrazio per la gentilissima risposta che so non tarderà, rinnovo i miei complimenti e la mia gratitudine per il servizio che mettete a disposizione dei visitatori del vostro sito.
RicordandoLa nelle mie umili preghiere, La saluto e Le auguro una buona giornata.
L.
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. una prima ragione per dire che il matrimonio naturale è valido la troviamo nel fatto che è stato istituito da Dio all’alba della creazione quando ha detto: “Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola” (Gn 2,24).
I sacramenti invece sono stati istituiti da Gesù Cristo, che è Dio ha fatto carne.
Sicché tutte le persone che si sono sposate prima della venuta di Cristo hanno contratto un valido matrimonio.
Così come è valido anche oggi il matrimonio tra due persone non battezzate.
2. Il matrimonio infatti viene definito come “il patto con il quale l’uomo e la donna si donano totalmente in ordine al reciproco perfezionamento e per la generazione e la educazione dei figli”.
3. Nel consenso coniugale espresso nel giorno delle loro nozze avviene qualcosa di molto grande: gli sposi in qualche modo si espropriano di se stessi per vivere l’uno insieme con l’altro e di vivere l’uno per l’altro.
Per questo il matrimonio in tutte le civiltà è sempre stato considerato qualcosa di grande, che addirittura muta in qualche modo la società perché due persone, al cospetto di tutti, diventano una realtà nuova, marito e moglie, con diritti e doveri nuovi.
4. Anticamente, almeno nel diritto romano, il matrimonio veniva celebrato manifestando l’affetto maritale in una celebrazione che coinvolgeva i parenti e anche la società. Lo sposo con un piccolo corteo andava a prelevare la sposa e la conduceva nella propria casa. Da quel momento i coniugi si trattavano pubblicamente come tali, con la partecipazione della donna alla posizione sociale del marito.
Il gesto che dava inizio alla condivisione di vita era costituito dalla manducazione del farro nuziale, la confarreatio. Con questo atto entravano in comunione vicendevole di vita e con le divinità di quella casa.
Già nell’ordine naturale il matrimonio è costituito dalla volontà degli sposi, dal consenso vicendevole.
Gli sposi sono ministri del matrimonio, così come continuano ad esserlo nel matrimonio sacramento.
5. La definizione del matrimonio sacramento è identica a quella del matrimonio naturale con l’aggiunta di un aggettivo alla parola patto. “È infatti il patto sacramentale con il quale l’uomo e la donna si donano totalmente l’uno all’altro per il reciproco perfezionamento e per la generazione e l’educazione dei figli”.
6. In quell’aggettivo “sacramentale” c’è tutto.
Sacramento significa segno sacro.
Gli sposi cristiani vivono il loro matrimonio nella persuasione che lo sposo o la sposa che sta loro accanto è, sì, una realtà. Ma nello stesso tempo è simbolo di un altro Sposo e di un’altra Sposa, sicché il loro amore non si ferma soltanto su di loro, ma è un amore dato a Cristo e alla Chiesa.
Di qui traggono la forza soprannaturale di amarsi l’un l’altro nella buona e nella cattiva sorte.
Inoltre come Cristo ha amato la Chiesa per renderla santa e immacolata (cfr. Ef 5,27), anch’essi si amano con amore puro e santo donandosi a vicenda Dio e con l’obiettivo che Dio abiti in loro ed essi abitino in Dio (cfr. 1 Gv 4,16).
7. Così con il matrimonio sacramento gli sposi vengono consacrati e pertanto incaricati a manifestare pubblicamente attraverso il reciproco comportamento come Dio ama l’uomo e come Gesù Cristo ama la Chiesa.
8. Come si vede, il matrimonio sacramento non è ordinato solo al reciproco perfezionamento e alla procreazione, ma alla reciproca santificazione perché tutto viene fatto in una prospettiva nuova e soprannaturale, con una forza che viene dall’alto, quella donata dalla grazia.
On l’augurio di ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
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