Quesito

Caro Padre Angelo,
buona sera. Sono …, ho 18 anni e vengo da …
E’ da tempo che la seguo attraverso il suo blog,  però sporadicamente. Quando, insomma ho bisogno di chiarimenti e delucidazioni.  Beh, ora sento il bisogno e la necessità di chiarimenti. Prima di iniziare, le chiedo la cortesia di non pubblicare il mio nome qualora rendesse pubblico questo quesito o ricerca di lumi. Quasi come in confessione, padre, io vi dico che vivo una doppiezza interiore non più sopportabile. E come se fossi diviso spiritualmente a metà. Da quando ero piccolo ho avuto sempre questa attrazione positiva verso Dio, ma specialmente per le cose di Dio. Quindi prestando anche servizio di ministrante alla messa. Però non ci capivo granché, anzi non percepivo Dio in profondità. Però c’ero. Beh, questo servizio perdura tutt’ora, per grazia di Dio. Ed è questo uno dei momenti di salvezza, nei quali, ed ultimamente sto prendendo coscienza di questo, mi sento al sicuro, in un rifugio nel quale lo spirito di questo mondo non può vincermi e non può assaltarmi. Esco fuori è tutto cambia. Magari percepisco la grazia di questi sacramenti, però dopo qualche giorno, per vari fattori, non riesco a partecipare alla Santa Messa, e mi sento assaltato, assediato, attaccato da forze che mi portano a fare cose lontane chilometri da Dio. Non vi nascondo che sto faticando per uscire da vari vizi in cui sono caduto, cercando di curare la castità (Atti impuri, ricercati non solo nei confronti di donne), il rapporto con i fratelli, il rapporto con la mia famiglia e il rapporto con me stesso. E quindi non vi nascondo che la maggior parte delle volte che partecipo alla santa messa sono in stato di peccato, e aggiungo di vizio. Veramente sto facendo degli sforzi per superare questi scogli, ma sopratutto per quanto riguarda la castità non riesco. Cioè magari resisto per qualche giorno, poi avverto degli impulsi che non riesco a trattenere. A tutto ciò si aggiunge una sorta di chiamata a qualcosa di superiore. Per me quel qualcosa di superiore è il sacerdozio, però la vedo come una meta lontanissima da raggiungere, dato che allontano la navicella della mia anima a questa grande cosa attraverso le mie azioni. Padre, io sopratutto, non riesco a capire perché proprio io, tra tanti migliori di me, più santi di me, perché proprio a me stanno succedendo certe cose. Non mi spiego questa contraddizione. Voi avete detto, attraverso tante risposte, che per una sincera vocazione sacerdotale bisogna vivere una santità pregressa a questa scelta,  bisogna vivere in un perfetto stato di grazia, e bisogna essere adatti a tutto ciò. Io, Padre, non sono così, eppure sento che c’è qualcosa di più grande in me che mi spinge, che mi solleva tutte le volte che cado, che parla, anche attraverso le lacrime. Voi avete detto, anche, che bisogna fare questa scelta con gioia, e senza costrizione. Beh, in tutta sincerità padre, io sento in me che se facessi questo passo io riuscirei a guarire da questa malattia spirituale, anche se so che da questa malattia possiamo guarire anche senza necessaria consacrazione a Dio. Padre, infine, i miei dubbi su questa chiamata derivano proprio dai miei peccati, dalla perseveranza in questa, e sopratutto dalla specie di questi. Vi prego di omettere quest’ultima parte che scriverò, se pubblicherete tutto il quesito. Io, Padre, in me tocco e percepisco due persone. Una che vorrebbe da subito votarsi a Dio, donarsi completamente e offrirsi come vittima per tutti. D’altro canto percepisco anche un’altra persona che si manifesta al posto dell’altra attraverso i peccati. Ed io padre di peccati ne ho fatti, ed anche gravi. A 4 occhi avrei avuto vergogna a dirvelo, ed infatti di tutto ciò ne è a conoscenza solo il mio direttore spirituale che mi sta guidando ultimamente, però io non sono attratto solo dalle donne, ma anche dagli uomini. Nel giro degli ultimi 5-6 mesi questa devianza è degenerata fino a mostrarsi per quello che è oggi. Ovvero ho partecipato a video-chat su internet poco raccomandabili, ho pubblicato mie foto scabrose su una piattaforma di social network e attraverso la medesima ho contattato vari uomini per organizzare incontri per commettere atti contro natura. Però non ho mai praticato l’atto contro natura. Mi sono sempre fermato per vergogna, ma sopratutto perché sfogo questi impulsi attraverso il sesto comandamento. Infine il Signore, mi perdoni se sto sbagliando,  si è manifestato attraverso vari segni, che io mai avrei potuto immaginare. Soprattutto attraverso i sogni. E proprio un sogno è emblematico, in tutto ciò. Ve lo racconto brevemente. Mi ritrovo nella mia classe, io e tutti i miei compagni siamo vestiti con magliette bianche, e stiamo facendo un test. Davanti a noi c’è una commissione, formata anche dal Preside della nostra scuola. All’improvviso entra una mia professoressa delle medie, che ha avuto come alunni anche alcuni dei miei attuali compagni di classe. Bene, lei va vicino ad alcuni studenti ed invece di domandare cosa vorranno fare dopo il liceo, dice lei cosa faranno. Bene, lei si avvicina prima vicino al mio compagno di banco e dice " Tu farai il filosofo", e lui è molto contento. Invece lei si avvicina a me, mi guarda e dice "Tu fai il prete". Io, interdetto, le rispondo semplicemente "No, no". Lei continua insistente e dice "Tu fai il prete, tu fai il prete". Anche questa mia insegnante era vestita di bianco. Beh, Padre, alla luce di tutto ciò, io vorrei capire com’è possibile tutto questo. S’è una mia volontà questa chiamata, oppure è un reale bussare del Padre che è nei celi? Io non vorrei fare un passo falso e quindi vivere male e in disagio questa esperienza di vita. Non vorrei essere una testimonianza cattiva, ma una buona testimonianza di fede. Per questo vorrei avere dei chiarimenti. Tutto ciò, padre, mi opprime, e non avuto mai il coraggio di aprirmi totalmente con il mio direttore spirituale, non in merito alla lussuria, ma in merito a questa oppressione, a questi dubbi su questo bussare. Sinceramente fino all’anno scorso non ho mai pensato o riflettuto a qualsiasi tipo di vocazione, sia matrimoniale che sacerdotale. Padre, ho bisogno di aiuto. I miei più sinceri saluti. Buona sera


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. è giusta l’idea che ti sei fatto del sacerdote. Deve essere puro in maniera eccezionale.
È la medesima idea alla quale era giunto, più o meno alla tua stessa età, Angelo Roncalli, il futuro Giovanni XXIII: “Un globo di purissimo cristallo, irradiato  dalla luce del sole, mi dà l’idea della mondezza del cuore dei sacerdoti. L’anima mia deve essere come uno specchio che deve riflettere l’immagine degli angeli, di Maria Santissima, di Gesù Cristo. Se lo specchio si appanna, per quanto leggermente, io sono degno di essere fatto  a pezzi e gettato nell’immondezzaio” (Il Giornale dell’anima, Esercizi spirituali 1902, n. 8).

2. Come giustamente hai intuito, non si deve attendere di entrare in seminario per diventare puri.
Lo si può e lo si deve essere prima di entrare.
Le circostanze esterne, come l’ambiente del seminario, possono favorire un determinato clima.
Ma le virtù, e in particolare quella della purezza, presuppongono un autodominio che è frutto esclusivo della propria volontà.
Se questo autodominio non viene acquisito e custodito si potrà forse constatare che in un primo momento non vi saranno cadute, ma la virtù della purezza resta ben lontana dall’essere acquisita.

3. A proposito di autodominio anche oggi, nella mia esperienza pastorale, mi capita di vedere ragazzi che dall’oggi al domani smettono la pratica dell’autoerotismo e si sentono subito più liberi, più limpidi, più puliti, più solidi.
A uno di questi mi è capitato dire: il tuo cambiamento repentino è stato per me il più bel regalo di Natale.
Si tratta dunque di avere volontà, anzi, di avere buona volontà.
Anche i ragazzi di oggi, tentati forse più di quelli di ieri a motivo delle sollecitazioni che vengono dai vari strumenti di comunicazione sociale, sono in grado di essere puri.
In questa buona volontà non manca l’aiuto della grazia che viene offerto a tutti senza sosta da parte di Dio.

4. Penso che nella tua vita ci siano dei germi di vocazione. Ma questi possono essere soffocati da sensazioni opposte, quelle per le quali avverti quella doppiezza che ti fa star male.
Nonostante le tue cadute, i richiami del Signore sono forti, come tu stesso avverti.
Non devi abituarti a farli convivere, perché un giorno il tuo ministero sarebbe senza presa interiore.

5. La gente magari non sa dire quali siano i motivi per cui le parole o il ministero di certi sacerdoti sappiano di routine e non lascino niente.
Ma non di rado il motivo sta nella mancanza di un animo puro.
San Domenico sul letto di morte raccomandò caldamente la purezza ai suoi frati. Disse: “È la custodia di questa virtù che rende il servo di Dio gradito a Cristo e che gli dà gloria e credito davanti agli uomini” (V. Bernadot, L’ordine dei frati Predicatori, 3,1).
C’è qualcosa di diverso che esce dalle labbra di un sacerdote che vive nella purezza.
Le sue parole saranno forse ben lontane dall’essere espresse con eloquenza.
Ma al posto dell’eloquenza c’è qualcosa d’altro che va dritto al cuore. E questo è ciò che conta.

6. Questa purezza diventa ancor più urgente a motivo degli scandali di alcuni sacerdoti.
Beninteso che si può cadere per la prima volta in qualsiasi età.
Sant’Agostino dice che aveva visto cadere “cedri del Libano”, persone considerate incorruttibili e tra l’altro avanzate negli anni.
Ma non di rado questi scandali trovano le loro premesse in comportamenti non corretti prima ancora dell’entrata in seminario e che nel percorso formativo sono stati trattati con troppa indulgenza nella speranza che col tempo si maturasse anche su questo punto.

7. Si matura solo se lo si vuole.
Per questo un documento prezioso della Conferenza episcopale italiana scrive: “È invece da riaffermarsi come profondamente errato l’atteggiamento di chi crede che in questo campo siano possibili una maturazione spontanea e un superamento automatico delle difficoltà, degli errori, delle tendenze egoistiche e deresponsabilizzanti…” (Evangelizzazione e cultura della vita umana, 45).
Questo è stato scritto per i giovani delle nostre parrocchie. Quanto più esigente deve essere la proposta fatta a dei futuri sacerdoti.

8. Ti esorto pertanto a essere determinato nel rimuovere le impurità fin dal loro primo insorgere.
Arricchisci la tua vita interiore con buone letture, con molta preghiera e l’assiduità ai sacramenti della Chiesa (confessione frequente e Santa Messa).
E così, in breve, sarai pronto per essere un buon candidato al sacerdozio.

Ti assicuro il mio ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo