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Quesito

Caro Padre Angelo,
Premetto che sono una fedele di 23 anni molto devota e mi appassiona il sapere e leggere con i miei occhi la parola del Signore. Pertanto, in questo brutto periodo che stiamo vivendo, mi sto dedicando alla lettura del Vangelo. Di seguito espongo il mio dubbio:
Sul vangelo di Matteo, leggo che Maria è Giuseppe con Gesù ancora bambino abbandonano l’Egitto solo dopo la morte di Erode. Nel vangelo di Luca in seguito, leggo la parte in cui Gesù adulto, prima di essere giustiziato viene portato da Erode su ordine di Pilato.
A questo punto mi chiedo…. Ma allora quando é morto Erode? Quando Gesù era bambino, o quando Gesù era adulto? Oppure al momento della consegna di Gesù si tratta di un erede di Erode e non quindi dello stesso Erode che ordinó la strage dei bambini al tempo della nascita di Gesù?
Non so se sono stata tanto chiara, forse ho fatto un po’ di confusione ma spero lei possa dare una risposta al mio dubbio.

Poi vorrei chiederle…. Un uomo buono, umile e altruista, che ha avuto una vita di disgrazie, come un incidente a 47 anni che lo ha costretto a una carrozzella per sempre, la morte di una moglie giovane e la morte di una figlia altrettanto giovane, che nonostante tutto ciò ha affrontato le sue giornata con un immensa forza, che adesso da circa un mese la salute lo fa soffrire infinitamente ogni giorno di più…. Sarà al suo momento, destinato al paradiso? Io sono convinta che davvero lo meriterà, che almeno lassù un giorno riesca a stare finalmente bene con nostro Signore e al fianco di sua moglie e sua figlia…
Un saluto
Noemi

 


 

Risposta del sacerdote

Cara Noemi,
1. il nome di Erode non è il nome di una persona sola.
L’Erode di cui si parla nell’infanzia di Gesù e che fu avvertito della nascita di Gesù dai Magi è comunemente chiamato Erode il grande, il quale effettivamente morì qualche anno dopo la nascita del nostro Salvatore.
Questi, dietro pagamento,  era stato nominato re dai Romani nel 40 avanti Cristo e il suo territorio era abbastanza ampio e comprendeva tutta la Giudea, la Samaria, la Galilea, l’Idumea, la Batanea e la Perea.
Era un idumeo e sapeva che il Regno spettava ad un ebreo della casa di Davide, della tribù di Giuda.
Per questo era sospettosissimo e crudele. Fece uccidere due cognati, la moglie Mariamme, la suocera Alessandra e tre dei suoi figli.
Non ci si stupisce per la strage degli innocenti di cui parla il capitolo secondo del Vangelo di Matteo.

2. Dopo la sua morte, avvenuta nell’anno quarto dell’attuale era, l’imperatore Augusto riconobbe la successione di tre dei suoi figli, affidando a ciascuno una parte del territorio del padre.
Archelao ottenne la Giudea e la Samaria. Ne parla il Vangelo di Matteo quando dice di Giuseppe che al ritorno dall’Egittto, avendo saputo che Archelao era crudele come suo padre, anziché andare a Betlemme nella Giudea salì al nord nella Galilea, e precisamente a Nazaret.

3. Ad un secondo figlio di Erode, di nome Erode Antipa fu data la Galilea e la Perea. Regnò dall’anno 4 fino al 39 dell’attuale era.
È l’Erode che fece uccidere Giovanni Battista ed è l’Erode che si ritrova al momento della morte del Signore.
È a lui che Pilato inviò Gesù perché lo interrogasse durante il processo.

4. Al terzo figlio, Filippo, fu dato l’incarico di governare le province comprese fra le sorgenti del Giordano e Damasco, nel nord est della Palestina.

5. Ecco dunque risolto il problema concernente la prima domanda.

6. Circa la seconda domanda vorrei darti subito ragione e dirtì: sì, per quest’uomo il Paradiso è assicurato.
Ma il criterio che ci ha dato il Signore è un altro: è quello di possedere in quel momento la veste nuziale (Mt 22,11).
La veste nuziale è la grazia santificante, senza della quale non si entra in Paradiso.
Noi ci auguriamo che la possieda, proprio a motivo delle virtù di cui parli: la bontà, l’umiltà e l’altruismo.
Perché queste virtù convivono bene con la grazia, dispongono a riceverla e a conservarla.

7. In ogni caso, anche con la veste nuziale è quasi inevitabile che si debba passare per il Purgatorio per essere degni di comparire davanti a Dio e stare con gli abitanti del Cielo.

Ti auguro ogni bene in questo tempo di Pasqua.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

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