Nemmeno nei momenti di ateismo puro, che mi hanno contraddistinto per diversi mesi, ho mai smesso di leggere la vostra rubrica; ma adesso è successo questo…

////Nemmeno nei momenti di ateismo puro, che mi hanno contraddistinto per diversi mesi, ho mai smesso di leggere la vostra rubrica; ma adesso è successo questo…

Nemmeno nei momenti di ateismo puro, che mi hanno contraddistinto per diversi mesi, ho mai smesso di leggere la vostra rubrica; ma adesso è successo questo…

Quesito

Buongiorno Padre Angelo,
prima di tutto desidero ringraziare di cuore lei e lo staff di "amici domenicani": siete un’autentica Grazie del Signore.
Ebbene, voi non solo siete la mia Scuola quotidiana, ma siete anche cioè, con parole di S. Agostino, il profumo che"Hai alitato su di me il tuo profumo ed io l’ho respirato, e ora anelo a te".
Nemmeno nei momenti di ateismo "puro", che mi hanno contraddistinto per diversi mesi, ho mai smesso di leggere la vostra rubrica.
La svolta vi è stata quando ho partecipato alla Messa per il matrimonio di mio fratello: fino a quel momento, con la sola ragione, non capivo ed ero cieco. Ma appena stetti per un pò di tempo lì, ad ascoltare, sentivo una presenza vera e tangibile; in un primo momento, la negai a me stesso, ma poi non potevo più dire di no alla Sua presenza.. ed era Lui, il Cristo, presente nell’assemblea… ed allora, riconosciutolo nuovamente, mi misi a pregare e a partecipare alla Messa attivamente, come facevo un tempo. E’ incredibile come mesi di ragionamenti siano stati spazzati via in un solo momento: perché Lui c’è, così come ognuno di noi è presente su questa Terra.
Così questo evento si intreccia con la vita di una ragazza, fidanzati già da un mese, molto uniti e con intenzioni molto serie.
Le devo dire che da quel momento è stata una progressione di coppia e individuale. Ammetto, anche dopo più di un mese dalla suddetta Messa, ancora cadevo nel "vizio solitario" e non riuscivo a liberarmene: era una parte di me con cui mi sentivo profondamente ed intimamente a disagio. Le confesso, che l’ho accettato ma allo stesso tempo l’ho sempre vissuta come un peso che, come una sorta di dipendenza, non ne potevo fare a meno: come il vizio del fumo che si protrae per anni.
Un giorno, stanco dell’ennesima caduta (condita da film abbastanza brutti) che mi impediva di sbrigare le mie faccende quotidiane (studio) e che mi faceva sentire a disagio con la mia ragazza stessa feci ciò che le sto per scrivere.
Presi due corone benedette del rosario e due immaginette di Maria (che avevo messo da parte in una scatole nel periodo dell’ateismo). Una corona l’ho posizionata appesa al muro nel mio studio, dove vi sono le maggiori tentazioni per via dello stress e la facilità di accesso ad Internet, e l’altra la porto in tasca sempre e quando dormo la tengo sul comodino vicino il letto. Dopodiché stampai una sorta di promessa di vita con due foto di noi due (che ho condiviso con la mia ragazza), l’avvolsi nell’immaginetta di Maria e la misi nel portafoglio. Analoga cosa con l’altra immaginetta, stavolta incorniciata assieme alla promessa e alle foto.
Devo dire che da quel momento non sono più caduto, certamente resto vigile perchè ci sono inizi di tentazioni a cui non dò seguito.
Non solo, sento di aver affidato la nostra relazione a Maria. Certamente non siamo una coppia perfetta e ci rendiamo conto di essere poveri peccatori che cercano la Via.
Infatti commettiamo tante impurità, ma rispetto al passato (almeno personalmente) non sento come invadente, ma anzi come benefica, una certa astinenza. Sento che siamo in cammino su un percorso e che per ora dobbiamo tenerci le nostre limitazioni, senza tirare troppo la corda.
L’altra grazia è che, parlando di questa mia trovata religiosità, la mia ragazza è molto entusiasta di tutto ciò che le ho raccontato. Lei è credente, non battezzata, ma si sente cristiana cattolica e ha espresso il volere di ricevere il Battesimo e di sposarsi in Chiesa, un giorno. A tal proposito, avevo pensato di prestarle la Bibbia e un altro libricino contente solo i Vangeli (consigliandole di cominciare da questi ultimi). Mia madre dice anche che dovrebbe cominciare a frequentare la messa domenicale.
Ho anche pensato che, una volta, potremmo recarci ad un santuario mariano, vicino casa mia, a scrivere le nostre intenzioni su un libro apposito, penso che sia un’idea e un simbolo che possa ben rendere ai suoi occhi, anche per farle capire lo spirito che anima la Chiesa: fatto anche di simboli, piccoli gesti significativi e soprattutto di speranza che alimenta l’amore e la carità. Ed anche che non si prega soltanto con le mani giunte, ma anche con la vita, i pensieri, affidando e cercando Dio per trovar soluzioni alle preoccupazioni quotidiane.
La mia domanda è sostanzialmente questa: cosa ci consiglia di fare per percorrere questo lungo percorso che, in un certo senso porterà entrambi, alla fonte battesimale? Cioè, lei è una ragazza giudiziosa a cui affidare la Bibbia (le dirò anche di rifarsi alle varie interpretazioni autorevoli della Chiesa e a questo sito) e magari, le potrebbe consigliare qualche lettura edificante per aiutarla ad immergersi idealmente nelle acque battesimali?
La ringrazio dell’attenzione e della pazienza, le chiedo di benedirci dal suo santo convento.
Distinti Saluti.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. sono contento che il nostro sito ti abbia accompagnato anche nei momenti di ateismo puro.
Davanti a Dio compulsare il nostro sito era tacitamente una ricerca di Lui, un’invocazione.
Il Signore ti ha risposto durante le nozze di tuo fratello.
Lì hai percepito una presenza e hai realizzato un incontro.
Ebbene, la vita cristiana è proprio questo.
Non consiste nel seguire un credo, dei principi o dei valori molto belli. Se fosse solo questo sarebbe una filosofia o una ideologia.

2. Leggendo questa tua mail mi sono venute in mente alcune espressioni del Vangelo che ci indicano in maniera ben precisa che cosa significa credere in Cristo.
Penso all’incontro di Gesù con il cieco nato.
Incontratolo nel tempo dopo che aveva ricuperato la vista gli chiese: “Tu credi nel Figlio dell’uomo?
E il cieco: e chi è Signore perché io creda?
Risponde Gesù: “È Colui che vedi e ti parla” (Gv 9,37). O anche: “È Colui che ti sta davanti, che vedi e ti parla”.
Gesù ci sta sempre davanti e ci parla in tutti gli eventi.
Ti stava davanti anche prima delle nozze di tuo fratello e ti parlava.
Ma tu eri cieco e sordo.

3. Penso all’incontro di Maria, sorella di Lazzaro. Marta la va a chiamare silenziosamente e le dice: “Il Maestro è qui e ti chiama” (Gv 11,28).
La mattina delle nozze il Signore era lì, davanti a te, e ti chiamava.
La sua voce quella mattina l’hai sentita. Ma devi sentirla sempre.
Gesù è il Maestro che è qui, anche adesso mentre mi leggi e chiama.
È una storia meravigliosa di amore quella tra noi e Cristo.
Avessimo sempre davanti a noi una qualunque persona umana, per quanto amata, ci darebbe fastidio.
Gesù, no. La sua presenza è diversa.
Proprio come si legge nei Proverbi: “La sua compagnia non dà amarezza, né dolore il vivere con lui, ma contentezza e gioia” (Pr 8,18).
(Il testo sacro dice: vivere con lei; ma sta parlando della Sapienza divina incarnata che è Gesù).

4. Penso anche alle parole che l’Angelo della risurrezione dice alle donne il mattino di Pasqua: “Ora vi precede in Galilea; là lo vedrete” (Mt 28,7).
Gesù non è solo Colui che ci sta davanti, ma è anche Colui che ci precede in ogni evento. E se vogliamo, possiamo vederlo e cioè incontrarlo.

5. Pertanto quello che hai percepito alla Messa delle nozze di tuo fratello percepiscilo sempre. Ascoltalo. Seguilo.

6. Per vincere l’impurità ti sei aiutato con due corone benedette e con due immaginette di Maria.
Si è trattato per te di portare tra le tue mura nella tua stanza una presenza: quella di Maria.
È con Lei che Dio ha stabilito perfetta inimicizia col demonio.
Per te vedere quelle corone e quelle immagini è sempre la stessa cosa che ravvivare la presenza di Maria.
È questa presenza che ti sta liberando.
Sarebbe bello che tanto nostri visitatori, che hanno problemi analoghi a quelli che hai avuto tu, facessero lo stesso e con la medesima devozione.

7. Sono contento per la tua ragazza, che sebbene non ancora battezzata condivide con te la fede cristiana e cattolica.
Aiutala a vivere la presenza che hai percepito. Falle sentire che la vita cristiana consiste soprattutto nel vivere un incontro, quello con Cristo. E che “la sua compagnia non dà amarezza, né dolore, ma contentezza e gioia” (Pr 8,18).

8. Sarebbe bello se le insegnassi a recitare il santo Rosario e se lei lo recitasse insieme con te.
Il card. Newman, che precedentemente era stato anglicano, disse che prima di passare alla Chiesa cattolica recitava già il Rosario.
Il Rosario è un incontro con Cristo, mediato da Maria.

9. Prova a dirlo tu secondo le indicazioni che più volte ho indicato. Mentre si recita il Pater e le Ave Maria si fanno tre cose:
– si ricostruisce la scena del mistero appena enunziato,
– si dice grazie a Gesù per quello che ha fatto per noi con quell’evento,
– si domandano grazie in virtù dei meriti conseguiti da Gesù con quell’evento.
Inoltre:
– si ricostruisce la scena con lo sguardo, la memoria e l’affetto di Maria.
– si dice grazie come Maria poteva dire grazie per quell’evento.
– si domanda grazie per te e per la Chiesa come sapeva fare Maria.

10. Vedrai quante cose farà il Rosario nella vostra vita.
Il Rosario porta dentro di voi Gesù Cristo che è il Libro dei libri.
In Lui c’è tutto.
L’ha ricordato san Paolo quando ha detto che in Lui “sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza” (Col 2,3).
Questa è la lettura edificante che consiglio a tutti e due.

Ti auguro una felice e Santa Pasqua.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo