Da diversi anni che soffro di un disturbo ossessivo, quello che in psicologia è chiamato pensiero magico, io in particolare temo che se non metto in atto delle specie di “rituali” possa accadere il peggio

////Da diversi anni che soffro di un disturbo ossessivo, quello che in psicologia è chiamato pensiero magico, io in particolare temo che se non metto in atto delle specie di “rituali” possa accadere il peggio

Da diversi anni che soffro di un disturbo ossessivo, quello che in psicologia è chiamato pensiero magico, io in particolare temo che se non metto in atto delle specie di “rituali” possa accadere il peggio

Quesito

Carissimo Padre Angelo,
le ho già scritto in passato e la ringrazio per le gentilissime risposte.
Sono un ragazzo di … anni.
Mi sono riavvicinato alla fede circa 4 anni fa, e piano piano il Signore mi ha preso per mano portandomi verso di Lui. Se mi guardo indietro vedo un ragazzo che ha vissuto pensando alle cose materiali, senza domandarsi lo scopo della vita, non certo cattivo ma senza dar conto troppo alla moralità, sulla scia del “tanto fan tutti cosi, nessuno si scandalizza”, lasciandomi andare alla lussuria, senza metter più piede in chiesa e non confessandomi forse dai tempi delle scuole medie.
Durante una visita al santuario del Bambino Gesù di Praga ad Arenzano, Gesù mi ha fatto una delle più grandi grazie, la conversione. Se mi guardo ora, senza superbia, posso dire di essere cresciuto molto nella fede, grazie alle letture e alla preghiera, partecipo alla messa tutte le domeniche e nelle festività di precetto, alle volte anche in settimana, mi sono iscritto alla Pia Unione di Gesù Bambino… ho anche cambiato la mia idea su alcuni insegnamenti della Chiesa: uno su tutti, la morale sessuale, prima nell’ignoranza, non capivo il male e l’egoismo dei rapporti prematrimoniali, della pornografia, degli atti impuri… ora cerco di orientare la mia vita alla purezza (e quante belle grazie che mi ha fatto Gesù!), consapevole della verità e dell’energia che essa sprigiona. Quando cado, pentito delle mie azioni, faccio affidamento alla Misericordia di Dio nel Sacramento della Riconciliazione, per partire nuovamente in grazia. Una difficoltà che ho constatato è che alle volte tengo ancora disgiunta la mia vita “nel mondo” da quella in Cristo. (…).
Detto ciò, vengo al dunque… è ormai da diversi anni che soffro di un disturbo ossessivo, quello che in psicologia è chiamato pensiero magico, io in particolare temo che se non metto in atto delle specie di “rituali” possa accadere il peggio: le mie paure sono concentrate su ciò che in un determinato momento ho paura di perdere, in questo momento ho la paura di perdere le mie capacità lavorative e cognitive, la mia autonomia, ad esempio a seguito di traumi, di dover dipendere dagli altri, di non poter più essere io ad aiutare ma il contrario, in particolare verso i miei genitori che, diventando anziani, hanno problemi di salute. Il fatto è che questi pensieri più li coltivo e più arrivano e spesso li associo a cose o persone, ad esempio se nel prendere una maglietta ho un pensiero di ciò che di negativo potrebbe accadere, quella maglia non la riesco a mettere. Se faccio delle connessioni a livello mentale tra le mie paure suddette ed una o più persone (magari per una vicenda, una frase o un comportamento detto dalla persona che mi fa ricordare e associare la paura), cerco di evitare il contatto con tale persona, in caso contrario, specificando meglio i rituali cui accennavo prima, mi devo lavare e lavare i vestiti che sono stati a contatto con la persona. Pena, il diffondere su altri oggetti la negatività, con l’ansia crescente che possa diventare realtà la mia paura. (…).
Devo ammettere che faccio fatica a vincere la mia ansia e non riesco a fare così, con tanti risvolti negativi. (…).
Mi spiace disturbarla con queste mie cose personali, scrivo quindi a Lei perché nonostante la professionalità ed il buon lavoro dello psicologo cui i sono rivolto non riesco comunque a vincere le mie paure e ascoltare appieno i suoi consigli e ho anche maturato l’idea che queste ossessioni, visti anche i comportamenti che talune volte mi fanno assumere, possano venire dal demonio che, soprattutto da quando ho ripreso la strada del Signore, non mi vuole sereno.
Recito da parecchio tempo il Santo Rosario (mi sembra tra l’altro l’unica preghiera con la quale riesco veramente a portare Gesù e Maria dentro di me), anche se a volte non tutti i giorni; Le chiedo un consiglio, sono consapevole che questa mia mail è probabilmente atipica e molto personale rispetto a quelle che di solito riceve, ma ho spesso chiesto nelle mie preghiere di esser liberato da questi pensieri o comunque di avere la forza di reagire, una sua parola, anche solo sentirLe dire “fai come dice lo psicologo e non seguire i tuoi pensieri” mi aiuterebbe perché sarebbe come sentirmi dire dal Signore “fidati di Me”.
La ringrazio in anticipo della risposta che son sicuro arriverà, Le chiedo se può di ricordarmi nelle sue preghiere, non mancheranno le mie per Lei.
Grazie infinite.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. hai provato ad andare dallo psicologo per risolvere il problema che ti assilla.
Ma secondo me c’è una terapia molto più semplice.
Le manie di cui i parli (chiamiamole pure così) hanno a che fare con la superstizione e più precisamente con le vane osservanze.

2. Le vane osservanze consistono nell’uso scrupoloso (osservanza) di certi segni o cose al fine di ottenere dei beni (scienza, salute, vittoria nelle gare sportive, buon andamento dell’azienda…) o di eliminare dei mali.
Si dicono vane perché si pretende di ottenere con mezzi sciocchi e non proporzionati l’oggetto desiderato.
Vana osservanza è, ad esempio, decidere un determinato comportamento dopo aver visto un gatto nero che attraversa la strada oppure perché hai visto che certe azioni dovresti compierle il 17 del mese, che magari coincide con un venerdì.

3. Vana osservanza è anche portarsi dietro un talismano (portafortuna) o un amuleto per rendere inefficaci gli influssi negativi.

4. Sant’Agostino aggancia le vane osservanze addirittura a patti taciti col demonio.
Ma anche se i patti non  fossero taciti perché non si pensa affatto al demonio, tuttavia proprio perché con queste pratiche si disobbedisce a Dio che vieta ogni forma superstiziosa, senza saperlo si apre la porta al comune avversario, il quale viene solo per distruggere e per depredare.
E allora capita che proprio perché si è superstiziosi si diventa soggetti a tutto quello che può derivare dal comune avversario, a cominciare dalle negatività che alcuni portano con sé per andare fino al maleficio.

5. Pertanto il criterio che io ti do è molto più semplice: vivi in grazia di Dio e ogni qual volta sei tentato di mettere in atto i tuoi “rituarli” per scongiurare il male, pensa che è proprio perché fai quei rituali che ti attiri il male addosso.
Rimane in eterno valido quanto dice la Sacra Scrittura per bocca di san Giacomo: “Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà lontano da voi” (Gc 4,7).
Un atto di abbandono in Dio attira molta benevolenza dal cielo.
Pertanto converti la tentazione maniacale di compiere rituali e al suo posto compi un atto virtuoso, un atto pieno di fede e di abbandono a Dio che è Amore. Troverai benedizione, conforto e gioia.

6. Qualcuno dice che tra i motivi per cui inizialmente il cristianesimo operava molte conversioni era proprio questo. Toglieva i pagani dalla paura delle negatività, dei malefici, dei rituali che gli uni si facevano contro gli altri o per difendersi dagli altri.
Al posto della paura la fede cristiana portava la presenza e la benedizione di Gesù Cristo.

7. Sull’inondazione di paura legata a particolari rituali ecco che cosa riferisce sant’Agostino vissuto in un’epoca in cui molti erano ancora pagani: “Si riallacciano ai patti col demonio le attenzioni prestate a migliaia di sciocchezze: si osserva così il sussultare di un arto; l’interporsi di un sasso, di un cane o di un ragazzo tra amici che camminano insieme; l’uso di calcare la soglia quando si passa davanti alla propria casa; di ritornare a letto, se si starnutisce mentre si mettono i calzari; di rientrare in casa se si inciampa nell’uscire; se poi capita che i topi rodano le vesti, si teme più la superstizione di un male futuro di quanto non dispiaccia il danno presente” (De doctrina christiana 2, 20).

8. Mi dici che reciti il Santo Rosario.
Ebbene ecco che cosa conferisce la benedizione della corona del Santo Rosario soprattutto a chi è aggregato alla Confraternita del Santo Rosario: attrazione o devozione crescente verso Dio, difesa ovunque e sempre dai nemici visibili e invisibili, l’assicurazione di essere difesi davanti al tribunale di Dio nell’ora suprema della nostra vita dalla Beata Vergine Maria.

9. Come vedi, si tratta di mezzi molto semplici, a portata di tutti, ma che contengono un’energia divina.

Volentieri ti ricorderò nelle mie preghiere soprattutto al pensiero che io non mancherò nelle tue.
Ti benedico e ti auguro ogni bene.
Padre Angelo