Quesito

Caro Padre Angelo,
per quanto riguarda le malattie infettive a trasmissione sessuale la normale pratica medica è quella di consigliare l’uso del preservativo per evitare al paziente di contagiare il suo partner sessuale.
Io credo che un medico cristiano neanche in una situazione di questo tipo possa consigliare una tale pratica ma in coscienza abbia il dovere di ‘‘prescrivere’ l’astinenza lasciando al paziente ovviamente la libertà di fare le sue scelte. Mi viene in mente quando Gesù disse ‘‘Chi non osserverà i miei precetti ed insegnerà agli uomini a fare altrettanto sarà considerato minimo nel Regno dei cieli (ho citato a memoria quindi potrebbe non essere esatto)’ per cui non credo di essere in errore affermando questo. Aspetto da lei una conferma e maggiori chiarimenti sull’argomento.
La ricorderò nel Rosario questa sera.
Alessandro


Risposta del sacerdote

Caro Alessandro,
1. l’uso del preservativo non elimina in radice la possibilità di trasmettere malattie infettive, perché i virus spesso sono molto più piccoli della porosità di ogni preservativo.
Il criterio di usare il profilattico non è adeguato a fronteggiare l’infettività.
Senza dire dei problemi etici che solleva, perché snatura il gesto sessuale, che non è più segno dell’amore totale tra i due  e lo fa scadere in un gesto di pura concupiscenza.

2. Tu dici che un medico cristiano in coscienza ha il dovere di ‘‘prescrivere’ l’astinenza.
Capisco quello che vuoi dire, ma sarebbe meglio dire che ha il dovere di indicare l’astinenza.
Se i coniugi invece chiedono informazioni sull’uso del profilattico, il medico deve presentare tutta la verità sui rischi di questa metodica.

Ricambio il ricordo nella preghiera del Santo Rosario e ti benedico.
Padre Angelo