Quesito

Caro Padre Angelo,
ho appreso che esistono dei test di fertilità dove le coppie sono aiutate dal personale sanitario a scoprire le cause della loro incapacità di procreare per porvi rimedio con dei presidi medici e farmacologici.
Dal punto di vista maschile molti di questi esami sono effettuati direttamente sullo sperma dove si esamina il numero di spermatozoi ed altri parametri. Nel momento in cui l’uomo deve ‘‘fornire’ il campione che sarà oggetto delle analisi commette peccato oppure no?
La ringrazio
Alessandro


Risposta del sacerdote

Caro Alessandro,
1. se si tratta semplicemente di fornire il campione, non c’è nessun peccato. A volte si devono fornire anche altri “campioni” (dal sangue ad altre realtà…) per esami clinici, ma non c’è nessun peccato.
Ma forse tu, usando il verbo “fornire”, vuoi sottintendere qualcosa d’altro. E se per questo intendi la masturbazione, allora il giudizio è negativo.
Il Magistero su questo punto è sempre stato chiaro. Il S. Ufficio alla domanda: “È lecita la masturbazione direttamente procurata con lo scopo di ottenere lo sperma per scoprire la malattia contagiosa “blenorragia”, e, per quanto possibile, curarla?” ha risposto di “no” (24.7.1929).
Pio XII ha affermato: “D’altra parte è superfluo osservare che l’elemento attivo non può giammai essere procurato legittimamente mediante un atto contro natura” (29.9.1949).
Da ultimo anche la Donum vitae (istruzione sulla bioetica) ha ribadito tale giudizio: “La masturbazione mediante la quale viene normalmente procurato il seme, è un altro segno di tale dissociazione; anche quando questo è in vista della procreazione, il gesto rimane privo del suo significato unitivo: ‘gli manca… la relazione sessuale richiesta dall’ordine morale, quella che realizza in un contesto di vero amore, l’integro senso della mutua donazione e della procreazione umana” (DV II,6). E nella nota rimanda ai documenti del magistero sopra citati.

2. Il Comitato nazionale di bioetica, in data 5.5.1991, ha pubblicato un documento sui Problemi della raccolta e trattamento del liquido seminale umano per finalità diagnostiche.
Questo comitato non è un organo magisteriale. Tuttavia sul nostro problema avverte che:
– “soggettivamente la raccolta del liquido seminale per masturbazione può comportare, sia nel medico che nel paziente, problemi e perplessità di ordine morale personale anche non esclusivamente religiosi”,
– “deve essere strettamente salvaguardato, nel rapporto deontologico medico-paziente, il pieno rispetto delle convinzioni religiose e culturali e della dignità personale del paziente”;
– “deve essere altresì garantita al paziente stesso la piena informazione su eventuali metodiche alternative scientificamente valide e purché non lesive della integralità fisica dell’individuo, che ad esse deve comunque dare il proprio consenso”;
– “deve essere comunque salvaguardata la libertà del medico di rifiutare per motivazioni personali l’esecuzione di alcune prove, relative all’esame spermatico, che ritiene in contrasto con la propria coscienza”.
– “la stessa masturbazione, quasi sempre gravata da difficoltà di ordine psicologico indipendentemente dai convincimenti religiosi del soggetto, può non dare esito ad un liquido seminale perfettamente “fisiologico”. Molti individui, inoltre, proprio per difficoltà di ordine psicologico e culturale, si rifiutano di produrre il liquido spermatico nell’ambiente sanitario”.
– “sono stati messi a punto e usati in diversi Centri appositi dispositivi in grado di ottenere l’eiaculazione, senza stimolazione erotica”. Una volta validata, mediante studi comparativi in corso, la qualità scientifica di questi metodi, cioè la corrispondenza “fisiologica” del liquido seminale, questi si propongono indubbiamente come metodi idonei per superare obiezioni religiose, personali e culturali alla raccolta per masturbazione”.

Come vedi, anche il Comitato nazionale di bioetica non procede per vie spicce e offensive della dignità della persona, e ricorda che esistono altri metodi più rispettosi e anche più sicuri.

Ti ringrazio, ti saluto, ti ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo