Quesito

Gentile Padre Angelo,
le scrivo per ricevere chiarimenti su dei possibili segni di vocazione.
Sto concludendo le scuole superiori e da poco più di un anno mi si è presentato il desiderio di offrire la mia vita a Dio per mezzo del sacerdozio.
Scrivo così perchè da quando la mia vita spirituale ha iniziato ad intensificarsi e il mio rapporto con il Signore è andato facendosi più leale, ho iniziato ad interrogarmi sulla mia vocazione nell’ambito della vita cristiana.
Inizialmente la prospettavo conciliata con quelli che erano i miei progetti per il futuro, di studio, di professione, o magari di matrimonio; tuttavia con il tempo è sorto il desiderio – ma lo percepisco come fosse un’esigenza – di dedicare la vita totalmente a Cristo mediante il sacerdozio, per la cura della mia anima e di quella dei fratelli: l’esigenza di una totalità da vivere con Cristo, di un raggiungimento di perfette virtù. In quest’ottica, la vita di cristiano laico mi appare come se fosse un limite alla volontà di esprimermi totalmente come servitore del Signore.
Padre, questi sono i tratti che riscontro nella mia vita spirituale. Non ho ancora parlato con nessuno, ancora non ho una guida spirituale.
I miei genitori più volte hanno provato ad accennare sul discorso scorgendo segni di una possibile vocazione sacerdotale. Io, mi auguro prudentemente, ho sempre mantenuto vago il discorso. Ho timore di subire influenze o condizionamenti di giudizio, nonostante la loro fede certa e il ruolo fondamentale che hanno avuto nella mia formazione.
Pregando affinché Gesù e Maria mi guidino, spero al più presto di poter fare affidamento ad un sacerdote che possa indirizzarmi giustamente.
Mi scuso se lo scritto non è impostato in maniera di domanda: colgo l’occasione per chiederle qualche consiglio su come comportarmi, e qualche chiarimento.

La ringrazio immensamente, e prego il Signore affinché l’assista sempre nella sua missione.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. sono contento di risponderti oggi, festa della divina misericordia e giorno indimenticabile della beatificazione di Giovanni Paolo II.
Mi auguro che questa mia mail sia una delle tante grazie di cui il Signore oggi vuole colmare la tua vita.

2. Mi hai indicato in maniera stringata l’evoluzione dei segni della chiamata al sacerdozio.
In maniera inequivoca il Signore ti sta stringendo sempre più a Sé.
Avverti che niente può saziare i desideri del tuo cuore come questa comunione di vita, che solo per questa strada puoi metterti a totale disposizione del Signore per la salvezza eterna dei tuoi fratelli (hai parlato giustamente del desiderio della cura delle loro anime).
Proprio perché stai intensificando il rapporto di comunione col Signore, cominci a fare l’esperienza di san Pietro quando sulla santa montagna disse: “È bello per noi Signore rimanere qui”.

3. Potrei dire che il primo segno della vocazione sta proprio in questa inclinazione o compiacenza che provi nel pensare a stare col Signore e nel metterti a totale disposizione sua per il bene dei nostri fratelli.

4. Non penso a nessun particolare condizionamento nella tua vita.
La tua famiglia profondamente cristiana non è un condizionamento, ma il clima che il Signore ha scelto per farti avvertire la sua chiamata.
Anche Giovanni Paolo II ha detto che la sua famiglia, in particolare il rapporto con il padre (la madre era morta da tempo), è stato il suo primo seminario.
Possiamo parlare di condizionamento se non siamo liberi psicologicamente di pensare ad altre scelte.
Ma tu le possibili scelte le hai vagliate tutte e hai visto che, pur dando parecchio al tuo cuore, non ti sembrano ancora sufficienti.

5. Certamente la tua famiglia indirettamente ha esercitato su di te un influsso sull’avvertire questa chiamata.
Ma l’influsso è ben diverso dal condizionamento.
Potrei dire che non si può fare nessuna scelta senza avvertire un qualche influsso o una specie di chiamata o di fascino da parte della realtà scelta.
La pura indifferenza la avvertiamo nei confronti delle realtà insignificanti (come l’appuntare un pro memoria su un pezzo di carta qualunque).
Ma nella misura in cui i beni che ci stanno davanti cominciano a prendere una certa consistenza, non vi è la pura indifferenza.
Anche quando hai scelto il tipo di scuole superiori che stai frequentando hai ben riflettuto su quali fossero le tue inclinazioni e in definitiva hai scelto per ciò che sentivi maggiormente fatto per te.

6. Il silenzio che hai mantenuto su un questione così importante della tua vita (la possibile vocazione) è senza dubbio una gran bella cosa. Perché sta a dimostrare che sei consapevole della presenza di una tentazione: quella di pensare ad un possibile condizionamento.
Ti dirò che questo è stato un mio cruccio quando avevo la tua età o poco più.
Nel segreto del mio cuore mi chiedevo proprio se non si fosse trattato di condizionamento, anche perché le altre strade mi arridevano e pure per quelle strade mi pareva di essere fatto.
Ma poi è successo un evento che adesso non ti sto a raccontare. In quel momento nel pieno possesso di me stesso ho detto a Cristo che volevo andare con Lui, che facevo sacrificio della mia vita a Lui, che mi mettevo a sua totale disposizione per la salvezza dei miei fratelli.
Da quel momento non ho più avuto alcun turbamento. Una grande pace è entrata dentro di me.
Ben presto il Signore mi ha fatto toccare con mano che se non mi fossi offerto a Lui tanti giovani sarebbero rimasti senza sacerdote, perché un altro sacerdote non c’era.

7. In questa giornata in cui il Signore ha promesso grandi grazie io Gli ho chiesto di confermarti in questa vocazione.
Ti assicuro il mio impegno a seguire l’evolversi della tua chiamata con la preghiera e con la rinnovata offerta della mia vita al Signore.

Ti saluto cordialmente e ti benedico.
Padre Angelo