Quesito

Salve Padre Angelo,
Nella "Lumen Gentium" si legge che Dio ha riservato la salvezza anche ai musulmani, che pur non essendo Cristiani professano la fede in un unico Dio, il nostro Dio e anche a tutti coloro che pur non conoscendo ancora Dio, si sforzano di fare opere buone adempiendo senza saperlo le parole del Vangelo. A questo punto io mi pongo la domanda: Perché per noi Cristiani allora è fondamentale il Battesimo? Per cui ad esempio se ce un bimbo che sta nascendo e morendo subito lo si amministra affinché possa essere Cristiano e diventare figlio di Dio e ottenere la salvezza? Se poi anche i musulmani o altre persone che non hanno conosciuto Dio possono salvarsi ugualmente senza il Battesimo, ma vivendo onestamente?


Risposta del sacerdote

Carissimo
1. San Paolo dice: “Questa è una cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità” (1 Tm 2,3-4).
Da questa affermazione la Chiesa deduce che a tutti deve offrire la grazia per potersi salvare.
La Chiesa sa anche che i sacramenti certamente (ex opere operato) comunicano la grazia, se non vi si pone ostacolo. Ma è certa che la grazia viene data anche fuori dei sacramenti.
Certo nei sacramenti la grazia viene data in maniera sovrabbondante in un modo ancora più forte di come sia sovrabbondante la grazia comunicata nei nostri sacramenti rispetto a quella che Dio poteva comunicare nei riti dell’antico Testamento.
Non dobbiamo dimenticare che nei nostri sacramenti, insieme con la grazia santificante, viene comunicata anche la grazia sacramentale. Dio comunicava la grazia agli ebrei.

2. Inoltre non è solo la dottrina del recente Concilio che dà buone speranze sulla salvezza dei pagani.
Già san Tommaso d’Aquino scriveva:
“Dal fatto che tutti gli uomini sono tenuti a credere esplicitamente alcune verità per salvarsi, non c’è inconveniente alcuno che qualcuno viva nelle selve o tra gli animali bruti. Poiché appartiene alla Divina Provvidenza provvedere a ciascuno le cose necessarie per la salvezza, a meno che uno non lo impedisca da parte sua. Perciò, se uno educato secondo la ragione naturale si comporta in maniera da praticare il bene e fuggire il male, si deve tenere per cosa certissima (certissime tenendum est) che Dio gli rivelerà per interna ispirazione le cose che deve credere necessariamente o gli invierà qualche predicatore della fede come fece con S. Pietro e Cornelio (At 10,1 55)” (S. Tommaso, De Veritate, 14, 11, ad 1).
Come vedi, il Concilio su questo punto non ha detto nulla di nuovo.

3. Sull’abbondanza della grazia di cui godono i battezzati è sufficiente ricordare i beni inestimabili di cui fruiscono: la conoscenza e l’amore del Dio vero (la SS. Trinità), la conoscenza  e l’amore per Gesù Cristo, per la B. Vergine Maria, per i santi, la possibilità di accedere agli altri sacramenti della Chiesa e a tutti i tesori di grazia, tra cui il Magistero della Chiesa e la fioritura di trattati di teologia e di vita spirituale.
È un tesoro immenso, che ci spinge ad essere solleciti perché tutti se ne approprino, anche perché insieme alle loro ricchezze spirituali si trovano “lacune, insufficienze ed errori” (Giovanni Paolo II, Redemptoris missio, 55).

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo