Le benedizioni imperative e le benedizioni invocative

Le benedizioni imperative e le benedizioni invocative

Quesito

Gentile Padre Angelo
Riguardo ad una sua precedente risposta qual è la differenza tra benedizione imperativa ed invocativa?
Marchesini


Risposta del sacerdote

Caro Marchesini,
è san Tommaso che introduce la distinzione.

1. A proposito del valore della benedizione S. Tommaso scrive: “Benedire significa dire bene.
E si può dire bene in triplice modo.
In un primo modo enunciando, per esempio quando si loda il bene altrui.
In un secondo modo comandando (“imperando”), e benedire così con autorità è proprio di Dio, per il cui comando il bene raggiunge le creature, e anche dei ministri di Dio che invocano il nome del Signore sul popolo: “Invocheranno il mio nome sui figli d’Israele e io li benedirò” (Nm 6,27).
In un terzo modo si benedice desiderando: “Quelli che passavano non dissero: la benedizione del Signore sia su di voi” (Sal 128,8)” (S. TOMMASO, Commento alla lettera ai Romani, cap. 12, lezione 3, n. 997; cfr. PIETRO DA BERGAMO, Tabula aurea, v. benedictio 2)..
E aggiunge: “Benedire nel primo e nel terzo modo compete a tutti. Benedire nel secondo modo, imperando, compete solo a Dio e ai suoi ministri”.
Allora la benedizione invocativa è una forma di preghiera e un augurio che tutti possono esprimere.
Invece la benedizione imperativa è propria dei sacerdoti in quanto sono ministri di Dio. È una benedizione che imprime nella persona o nell’oggetto cui viene data un carattere sacro. La badessa, nel caso, viene costituita come autorità ecclesiale. Le cose o i luoghi vengono sottratti all’uso profano e destinati al culto divino.
Non tutte le benedizioni dei sacerdoti tuttavia sono imperative. Alcune sono invocative. Esse hanno però tutta la fragranza che deriva da chi è stato investito da Cristo del suo potere di santificare e di benedire.
Bernanos, il grande scrittore cattolico francese del XX secolo, diceva: “Che figura sublime il prete! Quando alza la sua mano per assolvere o per benedire, la sua mano in quel momento si confonde con quella di Dio”
Le benedizioni derivano la loro efficacia dalle preghiere della Chiesa: quelle costitutive ottengono infallibilmente il loro effetto; quelle invocative, soprattutto quando si tratta di beni temporali, sono subordinate alle disposizioni del soggetto e alle disposizioni della Divina Provvidenza.

Ti saluto, ti seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo