Quesito

Gentilissimo Padre,
Vorrei porLe la seguente domanda che da tempo mi arrovella:
Se l’anima umana, come credo di aver compreso, è della stessa natura del ns. creatore come può essa corrompersi e dunque perdersi?
Ovvero si può ritenere che la natura spirituale dell’uomo sia più complessa e che ci sia qualche altra componente (come ad es.lo Spirito) che rappresenta l’insieme delle volizioni e dell’egoicita’ che ci allontana dal Signore?
Grazie se mi risponderà. 
La saluto con devozione.
Francesco


Risposta del sacerdote

Caro Francesco,
1. l’anima umana non è della stessa natura del creatore.
Se fosse della stessa natura del creatore sarebbe divina. E invece è umana.

2. Tutto ciò che è sotto di Dio, pur essendo frutto della sua creazione, non è divino.
Più o meno come un quadro: pur essendo prodotto dall’uomo, non ha una natura umana, ma una natura semplicemente materiale.

3. Tra la creatura umana e Dio c’è una distanza infinita. 
Dio è nell’ordine soprannaturale, noi invece siamo nell’ordine naturale.

4. Tuttavia l’anima umana, dotata di intelletto e di volontà (queste sono le sue due facoltà), è fatta a immagine somiglianza di Dio perché è spirituale.
E proprio perché è spirituale non si corrompe, non si disgrega, non muore.

5. Dotata di libero arbitrio, può corrompersi nel suo agire e cioè può compiere il male.
Si tratta, però, di una corruzione morale, non di una corruzione ontologica, e cioè nella linea dell’essere.

6. Anche i demoni sono incorruttibili nel loro essere. Sono puri spiriti. Non possono morire perché non possono disgregarsi.
Si può disgregare solo ciò che è composto di materia. 
Ma sono corrotti moralmente perché non sono fissi nel bene.

7. Soltanto quando saremo davanti a Dio saremo incorruttibili anche sotto il profilo morale, perché saremo eternamente fissi nel bene e tutto ciò che vorremo, lo troveremo in Dio.
Finché siamo al di qua, trovandoci in maniera immediata solo davanti a dei beni parziali e finiti, possiamo scegliere ciò che non è conforme al nostro vero bene. E pertanto possiamo corromperci moralmente.

8. Per rimediare alla natura ferita dal peccato originale e per unire l’uomo a Dio ci è stata donata la grazia, che pur essendo di ordine soprannaturale è una realtà creata e pertanto è al di sotto di Dio.
È una partecipazione alla natura divina, come ricorda San Pietro (2 Pt 1,4), più o meno come il ferro messo dentro al fuoco diventa partecipe della natura del fuoco, ma rimane sempre ferro.

Con l’augurio che tu possa essere sempre più partecipe della natura divina e cioè di diventare sempre più santo, ti benedico e ti ricordo nella preghiera. 
Padre Angelo