Quesito
Buongiorno Padre,
leggendo un libro sulle ferite interiori l’autore ha citato la pratica dell’antirretikos.
Quando arriva il pensiero “devo sempre accontentare tutti” la “medicina” che suggerisce è il seguente passo della Sacra Scrittura “Ritengo infatti che Dio abbia messo in noi, gi apostoli, all’ultimo posto, come condannati a morte, poiché siamo diventati spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini” (1 Cor 4,9).
Mi potrebbe aiutare ad interpretare tale passo? Qual è il suo significato?
Buon Natale
FB
Risposta del sacerdote
Carissima,
1. l’Antirreticos è un libro di Evagrio Pontico, un autore cristiano del IV secolo in cui si presenta un metodo per combattere i vari pensieri che passano per la mente.
2. Venendo invece al testo della prima lettera ai Corinzi va ricordato che San Paolo sta polemizzando con coloro che si vantano dei doni di Dio dimenticando di averli ricevuti.
E rammenta ai fedeli che tutto quanto essi possiedono è un dono gratuito di Dio. L’eloquenza, la fede, la dottrina, la grazia, i doni dello Spirito Santo non possono essere attribuirli a meriti personali.
Tanto nell’ordine naturale quanto in quello soprannaturale essi non ha nulla da se stessi.
Perciò nessuno deve ritenersi superiore ad altri.
3. A fronte di questa vana gloria, San Paolo presenta quella vera che costituisce l’ammirazione degli angeli e degli altri credenti.
E allude alle continue persecuzioni e pericoli di ogni genere cui gli apostoli dovevano sottoporsi nell’adempimento del loro ministero.
Erano un po’ come i gladiatori o i condannati a morte che combattevano negli anfiteatri contro le bestie dando spettacolo al pubblico.
4. Erano consapevoli che questo sarebbe stato l’esito della loro vita: quello di rendere testimonianza a Cristo con il sangue, forse anche venendo mandati in pasto alle belve.
5. L’anfiteatro cui gli apostoli davano spettacolo era il mondo.
Gli spettatori che assistono ai loro combattimenti sono gli angeli e gli uomini.
6. San Tommaso commenta: “Gli apostoli erano come destinati a morire, per questo San Paolo dice “poiché siamo diventati uno spettacolo al mondo” come se tutto il mondo accorresse allo spettacolo della loro esecuzione”.
7. E aggiunge che per San Paolo il mondo davanti al quale dovevano dare spettacolo erano gli angeli e gli uomini, sia buoni che cattivi.
“Infatti al loro spettacolo accorrevano gli angeli buoni per confortarli, gli angeli cattivi per contrastarli; gli uomini buoni per avere compassione verso di loro e prendere da loro l’esempio della pazienza; gli uomini cattivi per perseguitarli e deriderli”.
Con l’augurio di stare sempre con la mente rivolta agli abitanti del cielo ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
