Quesito
Buongiorno P. Angelo,
ho letto, non ricordo dove, che secondo la dottrina di San Tommaso, un atto di amore a Dio, una giaculatoria, avrebbe il potere di rimetterci in grazia di Dio, ancora prima della confessione sacramentale (qualora non fossimo in grazia).
Ma è vero?
La ringrazio tantissimo
Stefano
Risposta del sacerdote
Caro Stefano,
1. sì, è vero. Ma vanno fatte alcune precisazioni.
2. La prima è che nessuno può rimettersi da solo in grazia di Dio perché nessuno rimanendo nel proprio ordine naturale ha la capacità di salire a quello soprannaturale.
Con le debite proporzioni, possiamo dire nessuno di noi può salire nel cielo atmosferico se non viene portato in alto.
Così per ristabilire la comunione con Dio nell’ordine soprannaturale è necessario che la grazia di Dio ci prevenga.
3. Da questo si deduce che un atto sincero di amore a Dio può essere compiuto solo perché Dio ci precede, secondo quanto lo Spirito Santo ha detto per bocca di Paolo: “È lui che suscita in noi il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore” (Fil 2,13).
Inoltre non basta una qualsiasi invocazione perché è necessario che sia accompagnata dal sincero dolore dei propri peccati.
4. Va precisato ancora: non ci può essere vero amore per il Signore, anzi non ci può essere vera amicizia tra noi e Dio se non c’è concordanza nel volere e nell’operare.
Come già osservavano gli antichi pensatori, l’amicizia si stabilisce tra persone affini nel loro desideri, nei loro intendimenti e nella loro volontà.
Ora poiché colui con il quale noi acconsentiamo di riprendere l’amicizia intende purificarci dai nostri peccati con il suo sangue che viene versato abbondantemente su di noi nel sacramento della confessione, un sincero atto di amore di Dio presuppone almeno implicitamente la volontà della confessione, fatta appena possibile.
5. Cristo, infatti, non ha detto che ci si può riconciliare per conto proprio, che tra l’altro potrebbe essere una gran illusione.
Ma ha istituito il sacramento della Riconciliazione dicendo: “A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati” (Gv 20,23).
6. Sicché rimane vero che nessuno si salva da solo, ma si salva solo se accetta di essere salvato dall’Alto.
La salvezza consiste infatti in questa amicizia o comunione con Dio, che è di ordine soprannaturale.
Nessuno può accedervi con le sole proprie forze che sono di ordine naturale.
7. Va detto infine che, nonostante gli atti di amore o le preghiere che possono riportare in grazia, non si può fare la Santa Comunione fino a quando non si è pienamente riconciliati con Dio attraverso la confessione.
La riconciliazione non è piena fino a quando non viene versato il sangue di Cristo sull’anima al momento della confessione. In quel momento si viene purificati e santificati mediante tutto ciò che occorre, compresa la grazia del sacramento della confessione.
Augurandoti ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera,
Padre Angelo
