Quesito

Caro Padre Angelo,
sono giunto sulla Sua pagina per caso, mi è piaciuta molto e colgo l’occasione per porLe un quesito.
Probabilmente è un po’ anomalo… vedo che la maggior parte delle domande poste nella sezione della morale sessuale e matrimoniale sono di ben altro tenore, direi opposto! Mi spiego.
Io e mia moglie siamo sposati da più di 12 anni.
Da qualche anno non abbiamo più rapporti sessuali.
Nessuno dei due ha, o cerca, rapporti extraconiugali. Non solo, ma nemmeno "piacere solitario". Ne parliamo apertamente e siamo sicurissimi l’uno dell’altra.
Non abbiamo più nessuno stimolo sessuale.
Eppure ci amiamo. Molto.
Aggiungo inoltre che non potendo avere figli abbiamo intenzione di adottarne uno o anche due.
Questo per dire quanto il nostro senso della famiglia non sia certo scemato. Anzi, v’è il desiderio di ampliare la Famiglia.
Come ci siamo detti più volte tra di noi, siamo in una situazione strana, ne siamo consapevoli; e non possiamo parlarne con nessuno perchè ogni volta che ci abbiamo provato la risposta che ci viene data è sempre la stessa "Avrà un altro!" "Avrà un’altra!" "Non avete ancora capito che non vi amate più!"
Non è così, non nutriamo alcun dubbio (queste risposte ci fanno sorridere, ma anche sentire molto soli).
E pur rendendoci conto della "stranezza", non soffriamo per questo, nè ne siamo particolarmente preoccupati. Sinceramente incuriositi, quello sì.
Ora, non posso chiederLe da cosa può dipendere la nostra assurda situazione, perchè avrei sbagliato forum.
Quello che mi chiedo è se paradossalmente commettiamo peccato in assenza di una vita sessuale.
Grazie e preghiere per tutte le persone di Buona Volontà.
Marco

 

Risposta del sacerdote

Caro Marco,
1. la tua mail sta a dimostrare che il rapporto sessuale, pur importante tra i coniugi, non costituisce tuttavia l’essenza dl matrimonio.
È vero quanto dice il Concilio: “Là dove, infatti, è interrotta l’intimità della vita coniugale non è raro che la fedeltà corra rischi e possa venir compromesso il bene dei figli: allora sono in pericolo anche l’educazione dei figli e il coraggio di accettarne altri” (Gaudium et spes, 51).
Ma è anche vero che in non pochi coniugi di comune accordo si spegne l’intimità sessuale.
E non perché ci sia un altro di mezzo, ma perché non se ne sente più il bisogno e anche perché l’amore cresce in maniera diversa.

2. Penso ai beati coniugi Beltrami Quattrocchi.
Nell’arco di poco tempo tre dei loro figli comunicarono la decisione di consacrare la loro vita a Dio.
Questi due coniugi, dopo che il terzo figlio disse loro che si sarebbe consacrato, sentirono l’esigenza di astenersi dal matrimonio e decisero di comune accordo di vivere in continenza.
Ugualmente anche i coniugi Maritain ad un certo momento sentirono la medesima esigenza.

3. San Paolo ha detto: “Non astenetevi tra voi se non di comune accordo e temporaneamente, per dedicarvi alla preghiera, e poi ritornate a stare insieme, perché satana non vi tenti nei momenti di passione” (1 Cor 7,5).
Leggo però in un Commentario Biblico: “Anche qui l’Apostolo dà una norma generale che non esclude casi particolari nei quali coniugi di specchiata virtù possano con la grazia di Dio osservare perpetua continenza”.
Tra l’altro il medesimo Commentario continua così: “Dal fatto che l’Apostolo considera come ottima cosa per i coniugati l’astenersi dall’uso del matrimonio per applicarsi all’orazione, si deduce la somma convenienza del celibato nei sacerdoti, che di continuo sono applicati alle cose di Dio”.

4. D’altra parte la comunione dei coniugi è anzitutto ed essenzialmente una comunione di cuori, di intelligenze, di spiriti.
Ogni coppia ha il suo percorso.
E qualcuno, dopo aver unito i corpi per un certo tempo, potrebbe non sentirne più la necessità.
Rimane chiaro che questo va fatto di comune accordo, come dice san Paolo.
Così come rimane chiaro che nessuno coniuge a suo capriccio può togliere o limitare questo diritto  all’altro senza mancare di giustizia.

5. Tuttavia questa astensione non è capita presso gli esterni.
Questo consiglia di non farne menzione, se non nei casi in cui ci si trovi sulla medesima linea. Perché allora quello che da voi è apprezzato, è apprezzato e condiviso anche dagli altri.

6. Ciò non toglie che se uno dei coniugi ad un certo momento desidera tornare alla comunione sessuale ne ha pieno diritto.
E l’altro coniuge hai nei suoi confronti il cosiddetto debito coniugale.

7. Ti ringrazio di avermi dato la possibilità di mettere in luce anche questo risvolto della vita coniugale.
È un risvolto nascosto, ma prezioso.
Ricordo di una coppia che si presentò a me nell’occasione del cinquantesimo di matrimonio. Mi disse che dopo 50 anni si amavano ancora, in maniera diversa da quella di un tempo, ma in un certo senso ancor più profonda.

8. Questo forse permette di capire coma mai l’amore per il Signore vissuto da persone consacrate sia molto, molto forte.
L’amore fisico porta con sé la forza della passionalità che, in se stessa, è una cosa buona.
L’amore spirituale, pur non avendo la travolgenza della passione, non è però meno forte,
L’amore di Gesù Cristo per gli apostoli e i discepoli fu molto grande. Nessuno lo può eguagliare. E tuttavia non ha sentito l’esigenza di passare attraverso i sensi.

Vi auguro ogni bene, anche per il vostro futuro di famiglia che si apre all’adozione.
Vi ricordo al Signore e vi benedico.
Padre Angelo