Quesito
Buongiorno padre Angelo,
volevo chiederle se noi cristiani possiamo affermare che tutti gli eventi che ci capitano nella vita (gioie, dolori, sofferenze fisiche e spirituali, malattie, incontri, possibilità di lavoro, insuccessi, letture…) rientrino nel progetto/destino che Dio ha per ognuno di noi.
Dipende da noi scegliere ogni giorno di incamminarci nella strada che Dio ci ha tracciato? E quando la strada non sembra così chiara, dobbiamo farci guidare oltre da guide spirituali anche e soprattutto dalla nostra coscienza?
Senza finire nella superstizione è giusto affermare che nulla di ciò che ci succede nella vita è frutto del caso?
Grazie
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. la Sacra Scrittura ci ricorda che Dio ci ha creati a sua immagine somiglianza (Gn 1,26) e pertanto liberi.
Ugualmente la Scrittura dice che Dio ha creato l’uomo e lo lasciò in balia del suo proprio volere (Sir 15,14).
Ciò significa che il progetto della nostra vita lo costruiamo noi.
2. Lo costruiamo in base alle inclinazioni e i talenti di cui ci troviamo dotati.
A questo si aggiunge la grazia del Signore che illumina e inclina maggiormente in una direzione piuttosto che in un’altra.
Per questo va ripetuto che la vocazione è quello che uno è, secondo i doni di natura e di grazia.
3. Accanto a questo, è necessario tenere presente che inevitabilmente ci si imbatte in tante circostanze e persone che come noi agiscono liberamente, e suscitano particolari reazioni e domande.
Dio si serve di tutto questo perché noi costruiamo da protagonisti il nostro avvenire e siamo artefici della nostra perfezione temporale ed eterna.
4. Certo, nessun evento sfugge al governo di Dio, neanche l’errore e il peccato.
Ma Dio si serve anche degli errori e dei peccati per illuminarci e per stimolarci.
Così in ogni caso siamo sempre noi i principali artefici della nostra vita e del nostro progetto.
5. Il progetto che Dio propone a tutti è la santità.
Lascia ad ognuno scegliere la via per perseguirla con il suo aiuto e con la sua grazia.
Possiamo anche dire che abbia per ciascuno dei progetti particolari. Ma è sempre il singolo che li realizza secondo le proprie scelte e non senza l’illuminazione e l’aiuto di Dio.
6. Il popolare proverbio “non muove foglia che Dio non voglia” non va inteso secondo un significato fatalistico per cui si conclude: doveva andare così perché era scritto così.
Anche gli incidenti della nostra vita non vanno interpretati secondo un significato fatalistico.
Ma in ogni evento, per quanto negativo, Dio non ci abbandona e ci interpella.
7. Dichiarare che tutto quanto esiste e avviene è sostenuto dal governo di Dio non significa dire che Dio lo voglia.
A volte, come avviene per il male, Dio non lo vuole in nessun modo. Lo tollera e non lo impedisce perché ha dotato gli uomini di libertà.
Nella sua permissione dona agli uomini la capacità di rendersene conto, di ravvedersi e, con l’aiuto della sua grazia, di servirsene per un bene più grande.
8. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ricorda che “col tempo, si può scoprire che Dio, nella sua Provvidenza onnipotente, può trarre un bene dalle conseguenze di un male, anche morale, causato dalle sue creature: «Non siete stati voi», dice Giuseppe ai suoi fratelli, «a mandarmi qui, ma Dio; … se voi avete pensato del male contro di me, Dio ha pensato di farlo servire a un bene… per far vivere un popolo numeroso» (Gn 45,8 Gn 50,20).
Dal più grande male morale che mai sia stato commesso, il rifiuto e l’uccisione del Figlio di Dio, causata dal peccato di tutti gli uomini, Dio, con la sovrabbondanza della sua grazia, ha tratto i più grandi beni: la glorificazione di Cristo e la nostra Redenzione. Con ciò, però, il male non diventa un bene” (CCC 312).
Con l’augurio di ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
Questo articolo è disponibile anche in:
Russo
