Quesito
Buona sera padre Angelo!
Le scrivo perché sono un sacerdote disperato. Mia mamma, la mia adorata mamma, si va spegnendo come una candela presso la struttura Anziani dove era ricoverata da diversi anni.
Certo ha la veneranda età di 90 anni compiuti lo scorso 27 maggio, però io non mi rassegno all’idea di dover proseguire la mia vita senza di lei, senza le sue telefonate, senza le nostre….litigate, senza le mie visite in struttura.
Sto rischiando di perdere la fede, e vorrei una parola di aiuto; mi accorgo di quanto sia facile parlare di vita eterna agli altri, ma quando tocca a noi il mondo crolla addosso. Ma rivedremo davvero i nostri Cari nella vita che noi chiamiamo Paradiso? Loro, e in particolare la mamma, davvero ci accompagnano e ci proteggono come Angeli Custodi?
La prego Padre… sono disperato e ho tanto bisogno di una parola che non sia consolatoria o frase fatta, ma un sostegno in questo particolare momento della mia vita.
Un caro saluto.
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. la tua angoscia e apprensione sono perfettamente comprensibili da un punto di vista umano. Come farai? Ti domandi.
Ti sembra impossibile.
Nello stesso tempo ti accorgi della debolezza della tua fede.
2. Ebbene, la tua situazione mi ha fatto venire in mente l’evento di San Pietro che cammina sulle acque e che ad un certo momento comincia ad affondare. È quanto si può leggere in Mt 14,25-31.
In questo momento assomigli a San Pietro quando si sentì affondare.
3. Perché il Signore permise che facesse questa esperienza?
San Tommaso risponde: “Quando l’aiuto divino è più vicino, il Signore permette che si sia maggiormente afflitti, affinché allora si accolga l’aiuto divino con maggiore devozione rendimento di grazie”.
Succede sempre così: il Signore sta per toglierti un punto di appoggio umano per darti qualcosa di più grande. Per la nuova esperienza che ti sta preparando, lo ringrazierai.
Il Manzoni aveva espresso tutta la sua fede a questo proposito scrivendo una delle affermazioni più belle dei Promessi Sposi: “Dio non permette mai che venga turbata la gioia dei suoi figli se non per darne loro una più grande e duratura”.
4. Appena la tua carissima mamma sarà transitata, ti accorgerai che la comunione con lei da quel momento diventerà più profonda, più intima e più continua. Non avrai bisogno di prendere in mano il telefono. Sarà sufficiente ricordarla nella preghiera, pensarla e amarla per sentire che il tuo pensiero viene subito ricambiato con tenerezza, premure e grazie di ogni genere.
5. In secondo luogo il Signore permise che Pietro affondasse perché sperimentasse che cosa poteva fare da solo.
Da solo poteva soltanto affondare.
Il Signore sta permettendo questo evento nella tua vita per rendere più forte la tua fede.
Anche tu potrai dire che per virtù divina hai potuto continuare a vivere senza quella presenza materiale che prima ti sembrava indispensabile.
Se Pietro prima camminava sulle acque, era per virtù divina.
Non credi che il Signore ti assisterà con una virtù divina? Vedrai! Vedrai!
6. A questo proposito torna utile ricordare ciò che San Luigi Gonzaga, ormai sul letto di morte, scrisse a sua madre: “Guardati dall’offendere l’infinita bontà divina, piangendo come morto chi vive al cospetto di Dio e che con la sua intercessione può venire incontro alle tue necessità molto più che in questa vita.
La separazione non sarà lunga. (…).
Egli ci toglie quello che prima ci aveva dato solo per riporlo in un luogo più sicuro e inviolabile e per ornarci di quei beni che noi stessi sceglieremmo”.
7. Per un terzo motivo Dio permise che Pietro cominciasse ad affondare e a gridare: per rimproverarlo e per dirgli che era di poca fede. Gli disse infatti: “Uomo di poca fede perché hai dubitato?”.
Questa lezione l’hai già capita da solo.
È giunta l’ora di accrescerla anche attraverso l’esperienza del distacco.
Intanto nel tuo dolore non perdere di vista che cosa sta accadendo in tua mamma: il sacrificio che ha fatto di se stessa a Dio anche per te, sacerdote, si sta consumando. Tu sai quanto il suo sacrificio sia gradito a Dio e di soave odore.
C’è qualcosa di grande che si sta compiendo in lei ed è ciò per cui la Chiesa dice: “Pretiosa in conspectu Domini, mors sanctorum eius”: “È preziosa davanti a Dio la morte dei suoi santi”.
Santa Teresa di Gesù bambino aveva detto: “Vedrete al momento della mia morte: che è cascata di rose farò piovere dal cielo!”.
Sarà così anche per te, per i tuoi cari e per la Chiesa.
Ti sono vicino con la preghiera con il desiderio che il lume della fede ti faccia vedere il di più che è nascosto nell’evento che sta accadendo.
Ti benedico e ti abbraccio,
Padre Angelo
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