Quesito
Buonasera padre,
innanzitutto la ringrazio dell’enorme lavoro che fa per le persone e del bene che fa.
Beh, ho una questione da porre:
Riguardo la storia del libro di Giobbe, la sua prova, ho una domanda a cui non so rispondere qualora un mio amico me la ponesse, oltre al dirgli le mie esperienze personali che spingono a fidarmi di Dio.
In pratica, mi chiedo come è possibile che Dio non sia crudele e cattivo se permette tutte quelle cose successe a Giobbe.
Poi anche a me sono venuti degli interrogativi: essendo che Dio ha permesso al diavolo di privare Giobbe di famiglia, parenti, amici e ogni bene, come può Dio essere buono (anche se io in realtà sono sicuro che Dio è puro amore e verità, ma questo interrogativo è logico), permettendo volontariamente (nel senso che ha dato consenso al diavolo di fare ciò che ha fatto, quindi volontariamente) la morte di quelle persone? Se quelle persone fossero comunque andate tutte in paradiso o purgatorio (anche per aiuto di Dio, che magari permettendo a Satana di provare Giobbe di tutto, almeno però avrebbe dato la forza agli amici e parenti e familiari di lui di riuscire a seguirlo, a seguire la retta via, così che sarebbero andati o in purgatorio o in paradiso) la cosa risulterebbe molto più accettabile, secondo la logica umana. E a questo punto si può dire che la visione di Dio è diversa dalla nostra e non la possiamo capire appieno.
Ma io vorrei una risposta più esaustiva, se è possibile. Poi se non è possibile mi fido del fatto che Dio è puro amore e verità, credo interamente al Credo apostolico e mi impegno sempre a crederci, e credo al magistero della Chiesa Cattolica.
Ora vorrei descriverle un paio di mie esperienze, cercando di essere sintetico: prima esperienza, non so che età avevo, anni fa, se fosse al liceo (ora sto in quinto liceo), alle medie, o alle elementari, non ricordo. Stavo male, probabilmente avevo la febbre, stavo a letto. Mia madre pregava con la mano sulla mia fronte, o sulla testa. A un certo punto apro gli occhi, o mi sveglio, e vedo un uomo, una figura di uomo anziano dall’altra parte del letto. Chiedo a mamma chi fosse quel signore, e mi pare rispose che forse era Dio. In ogni caso, da allora serbo quel ricordo, pensando che quella figura fosse Dio), ma sempre con un po’ di dubbio che fosse un’allucinazione.
Però io non ho mai avuto allucinazioni, in generale, no.
Parecchi mesi fa, febbraio forse, sentivo la necessità di saperne di più, di ricevere un segno da Dio che mi facesse capire di più. Mi sono messo a pregare, e poi mi sono messo al pianoforte e la mia preghiera ora era la musica del pianoforte.
A un certo punto, all’improvviso, mi sono sentito riempito di una sensazione che mi ha invaso interamente, ed era amore, gioia, bontà, di Dio. Ho sentito che era così, ho sentito Dio (probabilmente lo Spirito Santo) in me. E questa cosa ha dato grande sostegno alla mia fede, e ancora lo da. L’avevo interpretata come un segno di risposta positiva al mio desiderio di sapere se davvero avevo visto Dio, tempo prima.
Ma ora come ora non ho la più pallida idea se davvero l’avevo visto, o se fosse qualcos’altro, magari un’allucinazione. Ma la mia fede continua ad essere ulteriormente aiutata dal fatto di aver sentito Dio dentro di me. (…).
Quest’estate ho letto “il castello interiore” di Santa Teresa d’Avila, e mi pareva che confermasse che le mie esperienze venissero davvero da Dio, che davvero avevo avuto una visione di lui, e che tempo dopo l’avevo sentito in me.
Grazie in anticipo per la risposta che sono sicuro mi sarà d’aiuto, e scusi per aver usato male i tempi verbali, non avevo voglia di starci appresso.
Dio è con noi!
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. noi non conosciamo i disegni di Dio.
Sappiamo però a priori due cose.
La prima: Dio governa la vita degli uomini alla luce dell’eternità. Per cui ciò che apparentemente è un male per noi, può essere invece la liberazione da molti mali.
In secondo luogo, sappiamo che “tutte le sue vie sono misericordia e verità” (omnes viae Domini misericordia et veritas; Sal 24,10). Tutto pertanto è governato secondo un disegno di bene.
2. In riferimento alla salvezza eterna dei figli di Giobbe sappiamo che questi puntualmente offriva un sacrificio di olocausto per ognuno dei suoi figli: “Si alzava di buon mattino e offriva olocausti per ognuno di loro. Giobbe infatti pensava: «Forse i miei figli hanno peccato e hanno maledetto Dio nel loro cuore». Così era solito fare Giobbe ogni volta” (Gb 1,5). Per cui abbiamo buoni motivi per dire che si siano salvati.
3. La permissione di Dio passa attraverso la sua volontà. Dio non permette il male perché incapace di impedirlo.
Mostra la sua onnipotenza per trarne dei beni più grandi.
Questi beni più grandi sono tutti nella luce dell’eternità e non semplicemente nell’orizzonte delle cose di questo mondo.
4. Per stare a Giobbe sappiamo poi come andarono le cose dopo quella grande prova.
Ecco che cosa dice il testo sacro: “Il Signore benedisse il futuro di Giobbe più del suo passato. Così possedette quattordicimila pecore e seimila cammelli, mille paia di buoi e mille asine. Ebbe anche sette figli e tre figlie. Alla prima mise nome Colomba, alla seconda Cassia e alla terza Argentea. In tutta la terra non si trovarono donne così belle come le figlie di Giobbe e il loro padre le mise a parte dell’eredità insieme con i loro fratelli.
Dopo tutto questo, Giobbe visse ancora centoquarant’anni e vide figli e nipoti per quattro generazioni. Poi Giobbe morì, vecchio e sazio di giorni” (Gb 42,12-17).
5. Venendo a quel personaggio misterioso che hai visto mentre eri malato e tua madre pregava su di te.
In genere Dio non compare mai nella forma in cui l’hai visto.
Nella parvenza in cui l’hai visto dà l’impressione di un monaco o di un eremita per la cui intercessione il Signore ti ha guarito.
Può darsi che andando avanti nel tempo tu riesca a identificarlo, come è successo a diverse persone.
6. La seconda esperienza che mi hai narrato è veramente molto bella. È stato un’esperienza di grazia che vale più di tante spiegazioni scientifiche sull’esistenza di Dio.
Anche tu puoi dire in qualche modo come André Frossard: Dio esiste, io l’ho incontrato.
Anzi, puoi dire molto meglio di questo autore: Dio esiste, io ne ho fatto l’esperienza.
7. È quell’esperienza che resiste a tutte le obiezioni, come accadde a Paul Claudel. Non era credente. Si era recato alla basilica di Notre-Dame la notte di Natale e nel mattino seguente come apprendista giornalista. Qualcuno ha detto che vi era andato per trovare qualche motivo per irridere la fede cristiana.
Non avendone trovato, vi ritornò nel pomeriggio per il canto dei vespri. Nel momento in cui i pueri cantores intonarono il Magnifica sentì esplodere il suo cuore per una pienezza di grazia.
8. Egli stesso ha narrato che non volendo credere a quello che gli era successo, passò in rassegna tutte le obiezioni possibili e immaginabili alla fede cristiana. Ma nessuna riuscì a scalfirla.
“In un istante, il mio cuore fu toccato, e io credetti con una forza d’adesione che in seguito tutti i miei libri, i miei ragionamenti, tutte le vicende della mia vita agitata, non hanno potuto scuotere la mia fede. Un sentimento si imponeva: Dio esiste, Egli è là; è qualcuno, è un essere personale come me. Egli mi ama. (…).
Ebbi in un istante il sentimento lacerante dell’innocenza, dell’eterna infanzia del Dio-Bambino. (…).
In un attimo mi si è stretto il cuore, ho creduto. Credevo con un consenso interiore così potente, tutto il mio essere era sconvolto quasi violentemente, credevo con una convinzione così forte, con una certezza così incrollabile che non c’era più spazio nemmeno per il minimo dubbio, che da quel giorno tutti i libri, tutte le coincidenze di una vita movimentata non sono riuscite a scuotere la mia fede e nemmeno a toccarla”.
9. Anche tu, per grazia di Dio, hai provato qualcosa del genere.
Non sei passato come Paul Claudel dalla miscredenza la fede.
Ma ne hai fatto un’esperienza così viva che, mi auguro, marcherà in maniera benefica e potente tutta la tua vita.
Augurandoti ogni progresso nella vita di fede e nell’esperienza delle cose celesti, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
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