Il significato dello steriminio di alcune popolazioni nell’Antico Testamento

////Il significato dello steriminio di alcune popolazioni nell’Antico Testamento

Il significato dello steriminio di alcune popolazioni nell’Antico Testamento

Quesito

Gentile Padre Angelo
Talvolta in alcuni brani dell’Antico Testamento si parla di Dio che ordina al popolo ebraico di sterminare intere popolazioni comprese donne, bambini, anziani ed anche animali. Come si può conciliare questo con l’infinita bontà di Dio? Qual è la colpa di persone appartenenti a popolazioni diverse che forse non si rendevano conto di lottare contro il popolo eletto da Dio? In un salmo, di cui non ricordo precisamente il numero, l’autore si augura anche che dei bambini muoiano in modo violento con la testa sfracellata contro la pietra. Qual è la corretta interpretazione?
Anche il gesto finale di Sansone in Giudici 16, 30 non è assimilabile ad un suicidio-omicidio?
Distinti Saluti
Marchesini


Risposta del sacerdote

Caro Marchesini,
queste guerre sono interpretate come un castigo inflitto da Dio a determinate popolazioni a causa di gravissime perversioni. Cfr: “Tu odiavi gli antichi abitanti della tua terra santa, perché compivano delitti ripugnanti, pratiche di magia e riti sacrileghi. Questi spietati uccisori dei loro figli, divoratori di viscere in banchetti di carne umana, iniziati in orgiastici riti, genitori carnefici di vite indifese, tu li hai voluti distruggere per mano nei nostri antenati, perché ricevesse una degna colonia di figli di Dio la regione da te stimata più di ogni altra” (Sap 12, 3-7).
La BJ dice che il cannibalismo era praticato da alcuni popoli antichi (cfr. nota a Sap 12,5) e che qui ci si trova dinanzi a una specie di “taglione divino” (cfr. nota a Sap 11,4-14). E in realtà il testo sacro dice: “Perché capissero che con quelle stesse cose per cui uno pecca, con esse è poi castigato” (“per quae peccavit, per haec et torquetur”, Sap 11,16).
Il tema del contrappasso è ripreso diverse volte nella Sacra Scrittura: “Perciò quanti vissero ingiustamente con stoltezza tu li hai tormentati con i loro stessi abomini” (Sap 12,23; cfr. anche 16,1; 18,4 e Gen 9,6; Gdc 1,6-7; 1Sam 15,23; 2 Mac 4,26; 13,8; Pr 5,22; ecc.).
S. Agostino afferma che “Sansone non si può scusare dall’aver seppellito se stesso assieme ai nemici distruggendo l’edificio se non per un segreto comando dello Spirito Santo, il quale faceva miracoli per mezzo suo” (De Civitate Dei, c. 21). E questo è anche il pensiero di san Tommaso (Somma teologica, II-II,64,5, ad 5).
Ti saluto, ti seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo.