L’interpretazione di Rm 1, 24-28

Quesito

Caro Padre Angelo,
Qual è la corretta lettura e interpretazione di Romani 1,24-28?
Ho cercato chiarimenti sia nella Bibbia di Gerusalemme sia in quella TOB ma, come altri passi paolini la cui caratteristica non è tanto la chiarezza quanto piuttosto la densità dei concetti, quei versetti rimangono difficili da comprendere in relazione sia a quanto li precede e li segue.
Un cordiale saluto.
Alessandro


Risposta del sacerdote

Caro Alessandro,

1. è necessario anzitutto rendere edotti i nostri visitatori del testo al quale fai riferimento. Esso parla dei pagani che non hanno riconosciuto Dio dalle opere da lui compiute e delle conseguenze cui sono andati incontro.
Le conseguenze sono queste:
“Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi, poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che è benedetto nei secoli. Amen.
Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento. E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d’una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno” (Rm 1,24-28).

2. La Congregazione per la dottrina della fede, nella dichiarazione Persona humana (29.12.1975) parlando dell’omosessualità, cita il passo da te riferito e commenta: “Secondo l’ordine morale oggettivo, le relazioni omosessuali sono atti privi della loro regola essenziale e indispensabile. Esse sono condannate nella sacra Scrittura come gravi depravazioni e presentate, anzi, come la funesta conseguenza di un rifiuto di Dio (Rom 1,24-27). Questo giudizio della Scrittura non permette di concludere che tutti coloro, i quali soffrono di questa anomalia, ne siano personalmente responsabili, ma esso attesta che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati e che, in nessun caso, possono ricevere una qualche approvazione” (PH, 8).

3. San Tommaso commentando questo passo della Lettera ai Romani scrive: “Bisogna dire che Dio non viene detto consegnare all’impudicizia gli uomini direttamente, inclinando il loro desiderio al male, perché Dio ordina tutto a sé: Dio ha fatto tutto per sé (Pr 16,4), mentre il peccato è qualcosa che si verifica distogliendosi da lui. Ma indirettamente consegna gli uomini al peccato, in quanto giustamente sottrae la grazia mediante la quale gli uomini sono trattenuti dal peccare; come se qualcuno togliendo il sostegno a qualcun altro, si dicesse averlo fatto cadere” (n.139).
“Bisogna, inoltre, osservare che ragionevolmente l’Apostolo pone i vizi contro natura, che sono i più gravi fra i peccati carnali, come pena dell’idolatria, perché sembrano essere iniziati insieme all’idolatria, cioè al tempo di Abramo, quando si ritiene sia iniziata l’idolatria. Perciò anche si legge che furono puniti per la prima volta allora, nei Sodomiti, come in Gen 19. E insieme alla crescita dell’idolatria anche tali vizi crebbero. Per questo si dice in 2 Mac 4,12s., che Giasone osò indurre i migliori giovani a frequentare i postriboli, posti proprio sotto l’acropoli. Questo non era l’inizio, ma un incremento e il culmine della frequentazione pagana e straniera” (n.151).

Spero di aver colto esattamente il senso della tua domanda.
Come sempre, ti seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo