Quesito

Gent.mo Padre Angelo,
il Santo Vangelo di domenica scorsa mi ha "costretto" a soffermarmi sull’espressione usata da Gesù: "…né la carne né il sangue…" (Mt 16,17).
Come per l’Eucarestia, anche qui Gesù distingue il corpo dal sangue.
Personalmente, sono indotto a non fare differenza tra le varie componenti del corpo umano (carne, sangue, ossa come anche psiche, emozioni…).
Il sangue che diventa "prezzo di riscatto" ha un valore enorme, specialmente se questo è pagato da chi… non aveva proprio alcun debito da pagare (se non quello del Suo stesso amore per noi).
Ma questa "spiegazione" credo venga dopo il significato che, probabilmente per la cultura dell’epoca (la pienezza dei tempi) e soprattutto per Gesù stesso rappresentano il corpo ed il sangue che, da semplici agglomerati di cellule, diventano dono completo di Sé.

Sono rimasto affascinato leggendo le sue bellissime risposte e sono convinto che la sua spiegazione sul significato del dono di CORPO E SANGUE di Gesù, da Lui offerti in modo distinto, mi aiuterà tantissimo.
Ringraziandola anticipatamente, la saluto con affetto e gratitudine,
Antonio.


Risposta del sacerdote

Caro Antonio,
1. carne e sangue nel testo di Mt 16,17 solo in parte hanno il medesimo significato con le parole con cui Gesù ha istituito l’Eucaristia.
Il significato comune è questo: carne e sangue designano gli elementi essenziali della natura umana.
Dai rabbini però quest’espressione era usata anche per indicare la debolezza dell’uomo in opposizione alla potenza infinita di Dio.

2. Gesù dunque vuole dire a Pietro che la fede per la quale ha detto: “Tu sei il Cristo il Figlio del Dio vivente” è una luce accesa da Dio nell’intelligenza umana.
L’uomo da solo mai e poi mai potrebbe arrivare con certezza a questa conclusione.

 3. Consacrando separatamente il pane e il vino per convertirli nel suo Corpo e nel suo Sangue Gesù ha voluto ricordare anzitutto lo stato di immolazione con cui si rende presente in questo Sacramento.
È vero che per reale concomitanza il Corpo è unito al Sangue e viceversa. Ma Gesù ha voluto dire, anche attraverso il segno oltre che con le parole, che nell’istituire l’Eucaristia ha anticipato attraverso il sacrificio di Sé, il sacrificio che avrebbe compiuto appena uscito dal cenacolo.
Giustamente San Paolo dirà che ogni volta che noi mangiamo di questo pane e beviamo di questo calice annunciamo (e cioè perpetuiamo, rendiamo presente) la morte del Signore finché Egli venga (1 Cor 11,26).

4. Nell’Eucaristia ci troviamo di fronte al sacramento dell’Amore per eccellenza: il Signore si rende contemporaneo a noi nell’atto più alto, più prezioso e più potente della storia: il suo sacrificio.
E questo sacrifico lo mette nelle nostre mani perché sia il nostro prezzo davanti al Padre: quel prezzo che dà a Dio la giusta adorazione per la sua grandezza, quel prezzo che lo loda e lo ringrazia infinitamente per tutti i benefici che ci dona, il prezzo che espia in maniera sovrabbondante tutti i nostri peccati, il prezzo per qualunque nostra domanda di aiuto.

4. Il corpo di Gesù è il vero pane disceso dal Cielo: non semplicemente come quello ottenuto da Mosé con la manna che era comunque un pane di ordine materiale, ordinato a conservare in vita i corpi. Il corpo di Gesù è il pane che dona il possesso di Dio nel cuore, quel possesso di Dio che nelle parole di Gesù all’interno del Vangelo di san Giovanni viene chiamato Vita Eterna (Gv 17,3).
E se della manna, che era prefigurazione e segno del Corpo di Gesù, viene detto che “sfamasti il tuo popolo con un cibo degli angeli,  dal cielo offristi loro un pane gia pronto senza fatica,  capace di procurare ogni delizia e soddisfare ogni gusto. Questo tuo alimento manifestava la tua dolcezza verso i tuoi figli; esso si adattava al gusto di chi ‘‘inghiottiva e si trasformava in ciò che ognuno desiderava” (Sap 16,21-21) quali non saranno gli effetti prodotti dalla Santa Comunione?

5. Il Sangue evoca l’antica alleanza, il gesto compiuto da Mosè quando asperse il popolo con il sangue di animali per purificarlo dai peccati (Es 8,8).
La nuova alleanza viene sigillata nel sangue di Cristo.
Questo ricorda che noi nel momento della consacrazione accettiamo volentieri di essere una sola cosa con lui nei pensieri, nelle parole, nei sentimenti e nelle azioni.
C’è da dire che purtroppo dimentichiamo ben presto quello che facciano durante la Consacrazione: l’alleanza nel Sangue di Cristo.

6. Il Sangue “sparso per voi e per tutti in remissione dei peccati” ricorda anche che Gesù si offre in sacrificio per la redenzione degli uomini e sborsa a Dio il prezzo del nostro riscatto.
Il carattere espiatorio della morte di Gesù e la sua azione redentrice sono chiaramente indicate in queste sue parole.
Queste verità sono così grandi che dovrebbero farci partecipare all’Eucaristia con i medesimi sentimenti che provava da Padre Pio, il quale diceva che la Messa è un appuntamento sul calvario.

Ti ringrazio di avermi dato l’opportunità di aver ricordato realtà così preziose per la nostra vita cristiana e per la vita del mondo.
Ti saluto, ti affido al Signore e ti benedico.
Padre Angelo