Quesito

Caro Padre Angelo,
sono una ragazza di 21 anni che non sta attraversando un momento facile.
Da qualche mese il mio ragazzo, evangelico pentecostale, mi ha lasciata (dopo 4 anni di fidanzamento).
Ciò che mi ha più sconvolta è il motivo per cui l’abbia fatto: non per i problemi che potremmo incontrare in un futuro con un eventuale matrimonio, ma perchè io ho la ragnatela del male intorno a me, Satana che mi porta ad allontanarmi da Dio, dato che sono cattolica.
Non può stare con un infedele.
Non si mischiano le luci e le tenebre!!
Mi ha anche detto che se non mi ravvedo, andrò all’inferno(come tutti i cattolici d’altronde).
Inoltre, afferma di essere stato salvato, di avere la certezza della vita eterna!!!
Ora sta facendo di tutto per convertirmi, mi cita versetti della Bibbia,a volte senza senso.
Cosa posso fare per aiutarlo?? Mi sa tanto di fanatismo!
La ringrazio per la risposta.
Saluti


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. gli antichi dicevano che l’amicizia si fa tra simili oppure rende simile (amicitia aut similes invenit aut facit).
Ed è logico che sia così.
I fidanzati non sono solo amici. Tra loro c’è qualcosa di più. C’è un orientamento a diventare una sola realtà attraverso il matrimonio.
Allora tra fidanzati ci vuole un’affinità di pensieri, di sentimenti e di indole ancora più grande.

2. La fede religiosa è una delle realtà più profonde della vita di una persona perché orienta il pensiero, la vita affettiva, l’agire.
Per questo diventa difficile un fidanzamento dove c’è disparità nella realtà che più di tutte le altre dà orientamento alla propria vita.

3. Si potrebbe dire: ma cattolici ed evangelici non sono cristiani? Non hanno tante cose in comune?
Sì, ve ne sono tante in comune.
Ma quando in chi la pensa diversamente non si salva neanche la buona fede e lo si condanna a priori all’inferno e gli si dice che è sotto la macchinazione di satana, allora diventa impossibile qualsiasi forma di dialogo e si diventa settari.

4. Vedi, noi cattolici non diciamo che chi la pensa diversamente da noi va necessariamente all’inferno.
La chiesa non lo ha mai insegnato.
Salva sempre per lo meno la buona fede. E dice che se c’è la buona fede e la rettitudine di vita, con l’aiuto della grazia di Dio, ci si può salvare.

5. Ugualmente la Chiesa cattolica non dice che sia sufficiente essere cattolici per essere salvati.
Anzi dice che se la fede non è seguita dalle opere, ci si espone alla condanna.

6. Gli evangelici invece no.
Solo chi la pensa come loro si salva.
Chi non la pensa come loro va all’inferno.
E loro sono certi di salvarsi in partenza, indipendentemente dalla rettitudine della vita.

7. Come vedi, c’è molta irragionevolezza in questa posizione.
Inoltre c’è una preclusione così settaria nei confronti degli altri che è impossibile qualsiasi dialogo.
Ci si può domandare dove sia finito l’uso di ragione.

8. Hai ragione nel dire che la loro lettura della Bibbia molte volte sia senza senso.
Prendono i vari versetti in maniera molto materiale e li intendono a modo loro.
La loro interpretazione avrebbe la garanzia dell’infallibilità.
Ma chi gliel’ha data questa garanzia?
La Chiesa cattolica per suffragare il primato del Papa si appella alla Sacra Scrittura confortata dalla Tradizione, da quella che essi negano, ma dalla quale hanno ricevuto il complesso dei libri sacri. Tradizione che è stata circoscritta dal Magistero della Chiesa.
La Sacra Scrittura da sola non  si giustifica.
Da nessuna parte si legge che Dio si è rivelato solo attraverso i libri sacri.
Anzi proprio nella sacra Scrittura si legge: “Molte volte e in diversi modi Dio nei tempi antichi aveva parlato” (Ebr 1,1).
Come vedi, si legge: ha parlato, non scritto.
Infatti la Tradizione è anteriore alla Scrittura.
E ha parlato in diversi modi: non solo per scritto.

9. Che fare in questa situazione?
C’è poco da fare da un punto di vista umano, se non continuare a trattare il tuo ragazzo begninamente, facendogli capire con i fatti che la rigidezza mentale (ben diversa dal rigore logico!) e la chiusura aprioristica nei confronti degli altri non porta a nulla di buono, conduce a guerre religiose e ad ostracismi.
Ma la società, anche solo da un punto di vista umano, non può sostenersi con delle premesse del genere.

10. Si potrebbe portarlo ad una lettura più vera e approfondita della Sacra Scrittura con i commenti dei grandi.
Se venisse a contatto con l’esegesi di sant’Agostino o di San Giovanni Crisostomo si aprirebbero i suoi occhi e si accorgerebbe di un oceano di verità e di vita che finora gli è rimasto chiuso, proprio come ad un cieco  al quale finalmente gli si aprono gli occhi!
Ma avrà questa volontà?
Soprattutto: avrà questa capacità?

11. Rimane dunque quasi solo la benevolenza del tratto (e cioè la carità) a poter agire su di lui.
Oltre che la preghiera, evidentemente.

Ti auguro tante cose buone per l’anno nuovo che è da poco iniziato.
Ti ricordo al Signore insieme al tuo (ex) fidanzato e ti benedico.
Padre Angelo